Alla Cavallerizza, 'Aedes' e 'T&P - Il Mito di Teti e Peleo' (14-17 feb) Due prime allla Cavallerizza di Torino con il Balletto dell'Esperia, "Aedes", dei coreografi franco-spagnoli Hervé Costa e Sara Sanguino, e "T&P - Il Mito di Teti e Peleo" di Paolo Mohovich.
"Aèdes" è una coreografia evocativa ispirata agli Aedi, antichi cantastorie la cui vocazione artistica e il cui compito era quello di tramandare le gesta, il mito, le cronache e le leggende della loro epoca. La piéce racconta anche, attraverso momenti coreografici e atmosfere molto diversificate tra loro, di esseri mitologici, battaglie, incontri amorosi… Una visione poetica in cui la danza, attraverso un accurato studio del movimento e una gestualità depurata, vuol trasmettere, con una veste contemporanea, storie del passato rendendole immortali.
"Aèdes" - Prima assoluta Coreografie: Hervé Costa, Sara Sanguino Musiche originali: Xavier Orò e Pep Solòrzano Costumi: Sara Sanguino Luci: Sam Lee Danzatori: Christian Alessandria, Cristiana Casadio, Roberto Costa Augusto, Silvia Moretti, Elena Rittatore
 " T&P - Il Mito di Teti e Peleo". Un mito, quello della Nereide (ninfa marina) Teti e del mortale Peleo, che è non solo uno dei tanti inni all’amore, ma anche un esempio di versatilità e trasformismo… Un mito magico e surreale in una cornice cerimoniosa che è anche un omaggio alle forme della natura. La storia di Teti e Peleo è una favola mitologica che racchiude nella sua semplicità un mondo misterioso, quello delle creature divine capaci di incredibili trasformazioni. Il mito racconta infatti che Zeus impose a Teti di sposare Peleo, il più nobile degli uomini, il quale però faticò non poco per farsi accettare da lei. Si appostò sulla spiaggia di un'isoletta della Tessaglia dove la ninfa era solita recarsi per riposarsi in una grotta, la assalì appena si fu addormentata ed ebbe ragione su di lei, nonostante che ella si trasformasse senza posa in fuoco, acqua, leone e seppia, una seppia che inzuppò completamente il povero Peleo con un fiotto d'inchiostro. Dalle loro felici nozze nasceranno vari figli, tra cui Achille. Il balletto è ambientato in una cornice classica, ma con diversi riferimenti estetici, tra i quali le creazioni di argomento mitologico di Serge Lifar. Gioca con ironia e lirismo sul tema del mistero, della versatilità e dell’eclettismo, ed è arricchito da giochi coreografici che spaziano dal divertissement barocco di ispirazione mitologica a frenetiche danze di metamorfosi continua. Questo lavoro è il frutto della seconda collaborazione tra Paolo Mohovich e Giuseppe Zambon, artista multimediale, musicista e brillante contratenore, che sarà in scena nei panni di un aedo contemporaneo e canterà versi tratti dalle poesie di Emily Dickinson, versi che, pur non essendo ispirati da questo mito, ne esprimono alla perfezione l’essenza. Sono appunto questi frammenti cantati dal vivo e danzati - anche qui - da aedi in abiti color porpora, ad introdurre ogni volta lo spettatore alle varie scene di questo balletto. La celebrazione di un amore al principio negato, ma che avrà un lieto fine, è accompagnata da una colonna sonora che esalta - grazie anche all’uso della tecnologia - il mistero e il fascino esercitato da queste storie senza tempo.
"T&P - Il Mito di Teti e Peleo" - Prima assoluta Coreografie e scenografia: Paolo Mohovich Musica originale e interpretazione dal vivo: Giuseppe Zambon su poesie di Emily Dickinson Arrangiamento musicale: Ruben Zambon, Tommaso Bosio Costumi: Francisco Salabert Luci: Paolo Mohovich e Sergio Rissone Danzatori: Christian Alessandria, Cristiana Casadio, Roberto Costa Augusto, Vincenzo Galano, Silvia Moretti, Roberta Noto, Elena Rittatore Assistente alla coreografia: Miguel Soto Calatayud
Quando?
- da giovedì 14 a domenica 17 febbraio 2008
- ore 21
Dove?
- Cavallerizza Maneggio - via Verdi 9, Torino Costo?
- 12 euro
- 10 euro - ridotto di legge
- 8 euro - PassDanza
- abbonamento "Danza a Scelta" - 4 spettacoli 28 euro
Info e prenotazioni
- Fondazione Teatro Piemonte Europa
- tel 011.5634352
Il Balletto dell'Esperia è una compagnia di danza contemporanea attiva in Italia dal 1999, che ha sede a Torino, formata attualmente da sette danzatori solisti e diretta dal coreografo Paolo Mohovich. Realtà consolidata di livello internazionale, il BdE è stato invitato in questi anni in prestigiosi teatri e festival in Italia, Spagna, Francia, Cipro, Argentina, Uruguay, Brasile, Cile e Stati Uniti. iDall’ottobre 2006 il Balletto dell’Esperia è compagnia associata della Fondazione Teatro Piemonte Europa, con residenza teatrale alla Cavallerizza Reale di Torino. Frutto di questa nuova collaborazione è il Centro Coreografico Progetto Rettilario, un nuovo polo per la danza contemporanea, diretto da Paolo Mohovich, che estende il suo raggio d’azione sui versanti della programmazione, della formazione e della produzione.
Hervé Costa, marsigliese, e Sara Sanguino, di Barcellona, hanno danzato in prestigiose compagnie spagnole come Metros di Ramon Oller e la Compagnia di Danza Gelabert-Azzopardi di Barcellona, e presso il Landes Thater Linz in Austria, in cui hanno interpretato le creazioni di Robert Poole, Jacopo Godani e Rui Horta. Iniziano la carriera coreografica in tandem, creando diversi lavori per importanti festival in Spagna, Francia, Giappone e fondando la compagnia franco-catalana Les 4 Souffles. Partendo dalle linee classiche, la loro particolare ricerca sul movimento è indirizzata ad usare braccia e busto togliendo loro la gravità e rendendo le movenze quasi impalpabili. Un forte ecclettismo, un “non porsi frontiere”, caratterizza il loro lavoro, permeato anche da una forte musicalità.
Paolo Mohovich, nasce a Bologna. Inizia i suoi studi di danza a Torino con Sara Acquarone e li prosegue a Cannes con Rosella Hightower, Jose Ferran e Edward Cook. Parallelamente, oltre a perfezionarsi a Londra (Danceworks), all’Avana (Cuballet) e presso il Corso di Perfezionamento dell’Ater a Reggio Emilia, compie gli studi universitari presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, studi interrotti all’inizio della sua carriera di danzatore. Ha danzato in prestigiose compagnie quali il Ballet de Victor Ullate a Madrid, il Balletto di Toscana a Firenze e di nuovo in Spagna presso il Ballet de Zaragoza. In queste compagnie affronta lavori di importanti coreografi come Uwe Sholz, William Forsythe, Robert North, George Balanchine, Nacho Duato, Rudi van Dantzig, Hans van Manen, Mauro Bigonzetti, Fabrizio Monteverde e altri. Nello stesso Ballet de Zaragoza inizia ad interessarsi alla coreografia nel 1994, anno in cui incomincia a lavorare con un gruppo di colleghi danzatori della Compagnia con i quali ottiene i primi successi professionali, come il conseguimento di due “Prix Volinine di Coreografia” a Parigi nel 1995 e 1997 e l’invito a festival prestigiosi come “Le Temps d’Aimer” di Biarritz o il Festival d’Autunno di Madrid. Nel 1999 viene invitato insieme ai coreografi Lionel Hoche e Tero Saarinen a far parte della prima manifestazione di “Emergences”, una tra le più importanti rassegne dedicate ai giovani coreografi europei, organizzata da Pierre Moutarde, direttore del Teatro di St.Quentin en Yvelines di Parigi. Nello stesso anno fonda in Italia il Balletto dell’Esperia, seguito dai suoi colleghi, quasi tutti danzatori spagnoli e reduci da altre esperienze in prestigiose compagnie europee. Paolo Mohovich ha creato fino ad oggi circa 30 coreografie sia per il Balletto dell’Esperia, che per altre compagnie internazionali come la Maximum Dance Company di Miami, il Balletto di Toscana, il Balletto di Saragozza, il Centre Coreografic de la Comunitat Valenciana, la Miami Contemporary Dance Company e prossimamente per il Ballet Austin Texas. Mohovich ha inoltre creato coreografie per etoilès e danzatori come Elisabet Ros (Béjart Ballet Lausanne), Myrna Kamara (New York City Ballet - Miami City Ballet), David Palmer (San Francisco Ballet), Margerie Hardwick (American Ballet Theatre), Riccardo Massimi e Beatrice Carbone (Balletto del Teatro alla Scala). Da ottobre 2006 è inoltre direttore del Centro Coreografico Progetto Rettilario che ha sede a Torino: un nuovo polo per la danza contemporanea, che estende il suo raggio d’azione sui versanti della programmazione di spettacoli di qualità (con l’organizzazione e la realizzazione delle stagioni di danza 2006-2007 e 2007-2008, alla Cavallerizza Reale di Torino), della formazione, della produzione, e della promozione dell’arte coreutica.
Giuseppe Zambon, ha studiato presso il Conservatorio G. Verdi di Milano sotto la guida del maestro Monteanu. Si specializza con A. Von Ramm, M. Figueras e R. Jacobs, esperti di tecnica vocale antica, presso i conservatori di Basilea e Ginevra. Ha partecipato scenicamente con ruoli primari a molte opere contemporanee e di tradizione tra cui “Bariesù” di A. Stradella diretto da C. Gallico a Sabbioneta e Siena, “Il ritorno di Ulisse in patria” di C. Monteverdi, diretto da A. Curtis e la regia di L. Alberti rappresentato a Dresda, il “Buovo D’Antona” di T. Traetta presso la Fenice di Venezia diretto da A. Curtis con la regia di P. L. Pizzi, e a Karlsruhe l’”Amadigi “ di G.F. Haendel diretto da R. Goodman con la regia di J.L. Martinoty. Nel 1985 inizia la collaborazione con il compositore R. Cacciapaglia. Debutta al Metastasio di Prato con l’opera “Generazioni del Cielo”, a Milano presso la sala del Conservatorio con “Un giorno X” a fianco di Gianna Nannini, e realizza varie produzioni, firmate dallo stesso autore debuttando a Ferrara, Roma, Cagliari, Napoli, Gerusalemme ecc. E' interprete dell'opera d'esordio di Ezio Bosso (autore della colonna sonora di "Io non ho paura" di G. Salvatores) "Alcina", e di "Orlando" che ha debuttato presso il Teatro Regio di Torino. In ambito teatrale, parallelamente, debutta all’Olimpico di Vicenza con il “Cid” di Corneille con la regia di G. Albertazzi, con Moni Ovadia è il “Golem”, debuttando al Petruzzelli di Bari e proseguendo a Milano, Berlino, Parigi, New York, Cracovia L’attività concertistica nel frattempo lo porta a New York, San Francisco, Gerusalemme, Utrecht, Bruxelles, Vienna, Parigi, e nei maggiori festival e teatri italiani collaborando con Les Arts Florissants, con Renè Clemencic, Ottavio Dantone, Fabio Biondi, Antonio Florio, Sergio Balestracci etc. Incide per la Fonit Cetra, Polydor-Polygram, Stradivarius, Sinphonia, Edelweiss, Nuova Era, Frequenz-Europa Musica, Opus 111, Virgin e lo Stabat Mater di Pergolesi per la Denon Nippon Columbia. Per Paolo Mohovich e il Balletto Dell’Esperia realizza le videoscenografie per il balletto “Butterfly, anima di seta”. Compone le musiche e realizza il video per il Balletto “Il viaggio di Smilla”. Nel febbraio 2008 debutterà con “T&P - Il mito di Teti e Peleo” balletto per il quale compone le musiche strumentali e vocali, interpretandole dal vivo.
10 / 02 / 2008
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