'Déjà Vu' di Silvia Battaglio. Tangram Teatro di Torino (5-7 giugno) E’ tempo di bilanci per Tangram Teatro che chiude con Déjà vu la stagione di prosa 08-09.
Ci lasciamo alla spalle un anno molto difficile. Ma grazie ad un impegno davvero straordinario degli artisti coinvolti dalla nostra programmazione, chiudiamo questa stagione con la soddisfazione di aver rispettato tutti gli impegni e di aver incrementato le presenze agli spettacoli -affermano Ivana Ferri e Bruno Maria Ferraro responsabili della programmazione di Tangram Teatro-. I successi fatti registrare da Abbondanza e Bertoni al Gobetti e l’animato ed interessantissimo intervento di Giuliana Sgrena al termine dello spettacolo tratto dal suo ultimo libro sono solo gli ultimi riusciti passaggi di un percorso che il pubblico ha dimostrato di apprezzare.
E allora come non chiudere con un lavoro corale che raccoglie idealmente il lento lavoro di costruzione di spettacoli e di definizione dei progetti. Silvia Battaglio ha lavorato negli ultimi mesi con un gruppo di giovani attori conosciuti nei vari percorsi di formazione. Ne è scaturito uno spettacolo curioso che solo apparentemente prende le distanze dalla quotidianità e dall’analisi sociale che generalmente caratterizza il lavoro della compagnia, ma in realtà prende proprio dal quotidiano linfa per fermarsi ed una volta tanto analizzare i ricordi, percepire ciò che ci circonda, osservare il flusso del tempo.
Erika Cesareo, Damiana Lovisolo, Silvia Maiorana, Caterina Patris, Marianna Pilato, Valentina Salerno, Davide Bernardi, Federico Longobardi, Simone Cutri sono i protagonisti di questo insolito viaggio sul filo della memoria, dentro la poesia.
Se è vero che io ho coscienza del mio corpo attraverso il mondo, se è vero che esso è, al centro del mondo, il termine verso il quale gli oggetti volgono la loro faccia, è anche vero, per la stessa ragione, che il mio corpo è il perno del mondo, e in questo senso ho coscienza del mondo attraverso il mio corpo.
(M. Merleau-Ponty)
Deja vu è la sensazione di aver già vissuto in passato una certo evento, una situazione.
Deja vu è ciò che un essere vivente, un colore, un odore fa ri-nascere in noi il ricordo, qualcosa che ci porta indietro nel tempo vivificando nella memoria fisica ed emotiva quel fremito che credevamo dimenticato.
Deja vu porta con sé qualcosa di estremamente familiare, a volte qualcosa di non proprio reale, forse un sogno, un evento rimosso, o una persona cara persa per sempre, ma rimasta viva nel nostro quotidiano, e che la nostra mente fa rivivere in quel deja vu.
Deja vu è un ritorno, un passo indietro, una propensione ad incontrare il corpo nel suo essere naturale, nel suo stato originario, restituendolo alla sua forma nativa.
La realtà in cui viviamo, prima di essere costituita da idee, è fatta di corpi, di materia, di respiro. Così, il corpo esprime la sua intenzionalità di partecipare al mondo attraverso il gesto prima di tutto e poi la parola.
Nel momento in cui questa intenzionalità viene meno, il corpo esaurisce la forza, si abbandona, si intorpidisce, addormentandosi, rattristandosi, e si riduce a un oggetto immobile senza vita, fino al sonno eterno.
La mente può teorizzare solo perché ha conosciuto tramite il corpo, tutto l’universo si offre al corpo nelle sue molteplici forme e attraverso i nostri sensi noi possiamo percepire la realtà, possiamo orientarci nello spazio attraverso la posizione del nostro corpo, il cui unico punto d’appoggio è il mondo.
Deja vu è quindi la possibilità di ri-conoscere il mondo attraverso i sensi, nel tentativo di rifiutare il “pensiero puro” che troppo spesso dimentica il corpo, relegandolo a semplice contenitore, denigrandolo talvolta.
Deja vu è la possibilità di recuperare il corpo per restituirlo alla sua più autentica capacità: la comunicazione sensoriale.
Vedere, sentire, ascoltare, toccare sono la strada con cui entro in contatto con il mondo, con cui costruisco relazioni con le cose, le persone e gli animali.
Per questo deja vu sono tutti quei momenti in cui sospendo la logica del pensiero e riesco a instaurare un contatto, uno scambio, quasi magico, quasi sognante, con qualcosa o qualcuno, solo attraverso i miei sensi, senza logica, senza ragionamento.
Proprio in quell’istante, mi sembra di percepire l’origine, un ricordo sepolto che torna vivo, proprio in quell’istante mi sembra di ri-conoscere qualcosa di me e della realtà che vivo.
Nell’incontro con i corpi, gli oggetti, i rumori, le parole di uno sconosciuto, possiamo a volte ritrovare parti di noi, della nostra origine, riscoprendo chi siamo, chi siamo stati, chi vorremo essere.
In questo eterno ciclo di vite che si incontrano, possiamo arrivare a percepire qualcosa che ci appartiene, lasciando un’orma, una gesto che parli di noi, un deja vu.
(Silvia Battaglio)
Tangram Teatro
Déjà Vu Un progetto di Silvia Battaglio con Erika Cesareo, Damiana Lovisolo, Silvia Maiorana, Caterina Patris, Marianna Pilato, Valentina Salerno, Davide Bernardi, Federico Longobardi, Simone Cutri riferimenti letterari - Mario Lodi, Giuliano Scabia musiche di - Lali Puna, Supershoc, Torgue/Houppin, Bach organizzazione - Roberta Savian tecnico di compagnia - Francesco Fuggetta costumi - Daniela Gramaglia produzione - Tangram Teatro Torino
Quando?
da venerdì 5 a domenica 7 giugno ore 21
Dove?
- Tangram Teatro
via Don Orione 5, Torino
Info
Tangram Teatro tel 011.338.698
email tangramteatrotorino@tiscali.it
sito www.tangramteatro.it
05 / 06 / 2009
Contatti
Per contattare la redazione del sito Ecoditorino scrivere all'indirizzo email ecoditorino@yahoo.it
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