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Una gita con la famiglia a Manta di Saluzzo e pranzo in agriturismo

29 / 09 / 2008 - Rieccoci qua. Dopo alcuni mesi di silenzio, dovuti per lo più ai carichi di lavoro e alla lunga pausa estiva, ritornano le segnalazioni delle gite, con la nostra famigliola.

Dall’ultima volta Camilla ha compiuto un anno e Alberto ha iniziato l’ultimo anno di asilo, il tempo scorre inesorabile…
In questi mesi abbiamo fatto qualche altro giro di cui forse avrò occasione di parlarvi in un prossimo futuro, ma oggi, dato il fresco e piacevole ricordo, vi riporto la cronaca della nostra ultima domenica.

Proprio per ritrovarsi dopo le vacanze e per raccontarsi un po’ le vicende estive, con il gruppo di amici delle estati cerialesi di Laura, ci siamo dati appuntamento per lo scorso fine settimana. La provenienza dei partecipanti copre il triangolo industriale del Nord-ovest: oltre a noi torinesi c’erano, infatti, genovesi e milanesi; la tipica compagnia delle spiagge liguri.

La scelta del giorno è caduta sulla domenica per venire incontro a chi il sabato aveva impegni di lavoro e, come zona, abbiamo optato per il cuneese, sperando nella clemenza del tempo. Dopo vari giri di consultazione e la creazione di apposito gruppo su Facebook (la mania del momento) della sezione ligure, ho proposto di andare a Manta di Saluzzo, dove c’è la possibilità di fare un giro per il Castello e andare a mangiare in un ottimo agriturismo scoperto per caso qualche anno fa.

Manta si trova nelle immediate vicinanze di Saluzzo e si raggiunge in circa un’ora, sia che si arrivi dalla Torino-Pinerolo che dalla Torino-Savona (uscita Marene).
Anche il Castello è facilmente raggiungibile e, lasciata la macchina nel parcheggio vicino al cancello di ingresso (adatto a non più di una decina di vetture, le altre si devono arrangiare lungo la strada), si sale fino al giardino antistante l’entrata del Castello.

Il giardino non è molto grande. Un bel prato con alcuni imponenti pini e delle panchine, adatto per fare sfogare un po’ i bambini prima e dopo la visita all’interno della tenuta, che per loro potrebbe non essere particolarmente entusiasmante. Dico potrebbe perché, visti i tempi (ci siamo trovati alle 12.30), alla fine abbiamo rinunciato alla visita per arrivare in tempo sulla tavola, perdendoci, ho scoperto poi a casa, degli affascinanti affreschi nelle varie sale. Il prezzo di ingresso al Castello, inserito tra i beni FAI (Fondo Ambiente Italiano), è onesto: 5 euro, ridotto a 2,5 per gli under 12.

Ma veniamo alla parte che ha reso indimenticabile la giornata, anche grazie alle condizioni meteo che ci hanno permesso di goderci il pomeriggio.
Per pranzo siamo andati all’agriturismo le Camelie, a circa un chilometro dal Castello. Immerso nella campagna si trova al termine di una stretta stradina che porta ad un parcheggio sterrato. Lasciata la macchina si viene accolti dal canto dei galli ospitati in grandi voliere e che dividono gli spazi con colombe, faraone e fagiani. Le galline sono a parte forse per evitare dispute tra i numerosi galli presenti…
Un orto, una piccola vigna e una pineta accompagnano i commensali fino al cortile dell’agriturismo che ci accoglie con un’enorme griglia accesa e delle pietre coperte di frasche su sono appoggiati grandi quantità di carne e verdure già cotte e pronte ad essere riscaldate e servite. Al nostro arrivo il gentile proprietario ci invita a prendere un aperitivo servendoci direttamente alla spina da due anfore piene di vino bianco o rosato nei pressi di una pergola al centro del cortile, accompagnandolo con bocconcini di mollica di pane fritto e aromatizzato.
Terminato l’aperitivo, ci siamo accomodati al nostro tavolo, nei pressi della piscina, dove ci attendevano crostini con paté di fegatini e formaggio caprino da spalmare, due salami interi (spariti alla velocità della luce), oltre a vino bianco, rosso e rosato, acqua frizzante e naturalmente il pane.
Siamo stati serviti con cortesia senza affettazione, simpatia senza invadenza, con un’attenzione particolare alle esigenze di Alberto e Camilla (unici bimbi della compagnia).
L'antipasto è proseguito con fagottino di sfoglia con prugne e speck, insalata di pollo, tortino di porri con fonduta.
Come primi la scelta era tra i tagliolini fatti in casa (conditi con ragù, burro e salvia o pomodoro), cannelloni al ragù e zuppa di zucchine portata in un’anfora di coccio e servita con crostini.

Dopodiché si passa al piatto forte, la griglia. Come in un self-service, procuratosi il piatto, si chiede all’addetto alla brace di scaldare tutto quello che si vuole. Vado a memoria e potrei dimenticare qualcosa; la scelta era tra: costine, salsiccia, capocollo, lonza, pancetta, pollo, quaglia, agnello, salmone, pomodoro, cipolle, patate, zucchine, melanzane, tomini. Il tutto nelle quantità desiderate e per quante volte si voleva (anche se alcune cose andavano ad esaurimento; nei miei due giri ho fatto in tempo a prendere l’ultima mezza quaglia e l’ultima costoletta di agnello).
A questo punto anche le forchette migliori hanno vacillato (non consideriamo Laura che ha ceduto sotto i colpi di tre razioni di zuppa di zucchine). Non per molto però: l’arrivo trionfale di un vassoio di formaggi della Val Varaita, accompagnati da Miele e Cugnà, ha riaperto le ostilità!
Dimenticavo che oltre alla griglia ci è stato portato un arrosto con contorno di patate extra-menù, credo dovuto ad una sovrapproduzione per una celebrazione ospitata all’interno del locale, che però non posso giudicare in quanto ho preferito concentrarmi sulla brace.
Chiusura in bellezza con tris di dolci (torta alle prugne, crème caramel e biscotto alle noci) accompagnati da un ottimo moscato, caffè alla moka, digestivo alla salvia e uva bianca e nera.
Il tutto per 35 euro a persona, 15 per Alberto.

Dove?
  • Castello della Manta
    Manta (Cuneo)
Quando?
  • da marzo a settembre
    ore 10-18
  • da ottobre a metà dicembre e mese di febbraio
    ore 10-17
  • aperto tutti i giorni tranne i lunedì non festivi
  • ultimo ingresso,
    mezz'ora prima della chiusura
Info
Paolo Sponza


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