270 mln di Euro all'anno per 5 anni ai partiti, anche se il governo dura un mese...

Si tratta di una legge approvata nel febbraio 2006, poco prima delle elezioni (ovviamente), sulla quale tutti i parlamentari (almeno su questo) sono stati d'accordo. La notizia, divulgata questa mattina da Radio24 de Il Sole 24 ore, lascia senza parole o, almeno, questo è stato l'effetto prodotto sul sottoscritto.
Ma cosa dispone questa "leggina", della quale pochi, anzi pochissimi, hanno parlato (sia classe d'elitè del nostro Parlamento che organi d'informazione)?
Innanzitutto si parla di "rimborsi elettorali". In pratica, ogni volta che si va a votare, i partiti spendono (o sperperano) denaro (pubblico alla fine) per la campagna elettorale. Fino al febbraio 2006 i rimborsi, che c'erano già, venivano erogati, annualmente, fino a che non fossero sciolte le Camere e si andasse di nuovo a votare. Un sistema abbastanza "giusto", salvo, forse, che il rimborso venga effettuato ogni anno (non basta rimborsare il denaro delle campagne elettorali esclusivamente il primo anno?).
Comunque, era discutibile ma aveva una sua logica. Ora invece com'è la legge? I rimborsi vengono sempre fatti annualmente ma... vengono erogati per la durata intera della legislatura (cinque anni) anche se questa dura un mese...
Esempio: nel giugno 2008 si va a votare, nasce un governo. Nel giugno 2009 (un anno dopo) cade il governo. La legge dice che i partiti devono, in ogni caso, prendere i rimborsi elettorali per cinque anni, cioè fino al 2013. Ma non è tutto: nel 2009 si forma un altro governo, quindi altri rimborsi elettorali per altri cinque anni. E se si votasse ogni anno? Quanti soldi (dei contribuenti) prenderebbero i partiti?
Parliamo di cifre. Come si calcola la somma da erogare? La legge prevede che il "fondo rimborsi elettorali" sia dato dal numero di elettori moltiplicato per un euro ciascuno. Attenzione, però, questo vale per la Camera, per il Senato, per il Parlamento Europeo e per le Regioni, distintamente.
Ascoltando sempre Radio24 viene fuori un calcolo ipotetico: mettiamo di essere circa 50 milioni di elettori; un euro per ogni avente diritto al voto sono 50 milioni di euro; se li moltiplichiamo per quattro (Camera, Senato, Parlamento Europeo, Regioni) otteniamo 200 milioni di euro. Questa è la cifra che verrebbe sborsata dagli italiani, ogni anno, per finanziare i partiti. In caso di elezioni anticipate, ovviamente raddoppia. Ogni partito attinge a questo fondo in base alle percentuali di voto ottenute. Questo è un esempio; in realtà, si parla di 300 milioni di euro annui!
E vale poco il "taglio" del 10% al fondo annuale per i rimborsi, previsto dalla scorsa Finanziaria; infatti l'unica differenza è che si pagheranno 270 milioni anziché 300... (dati prelevati dal sito ilsole24ore.com).
E le conseguenze sul nostro, ormai senza speranze, debito pubblico?
Quasti tutti i parlamentari hanno votato questa bellissima legge... a parte qualche assente.
Che strano, no?
Ecco perchè comunque, come scrive Radio24 sul proprio sito, "Il voto anticipato fa gola a molti anche per questo".
"È evidente che se si fosse abolita la norma inserita nel febbraio 2006 si potevano risparmiare circa 100 milioni all'anno, che invece saremo costretti a spendere se le Camere verranno sciolte a giorni -ha detto Silvana Mura, deputata dell'Idv-. Cosa che avevamo ampiamente annunciato e che per ben due volte abbiamo cercato di evitare con degli emendamenti alla finanziaria 2007 e 2008". "Purtroppo -continua- questo non è stato possibile per l'ostilità di tutte le altre forze politiche".
(Fonte Radio24, ilsole24ore.com)
30 / 01 / 2008
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