2038: come sarà l'Italia fra 30 anni? Le previsioni di Mercalli e Viale
Da Sbilanciamoci! riflessioni sul prossimo futuro. Cambiare rotta è possibile

Clima più caldo e scarsità di risorse renderanno l'Italia nel 2038 un paese profondamente diverso. Per questo è necessario che l'umanità inizi a guidare questo cambiamento, prima che a farlo siano gli eventi naturali. Con questi presupposti arrivano da Torino -città dell'auto per eccellenza- le alternative al modello di mobilità cittadina fondato sul trasporto privato. A lanciarle al Forum "
L'impresa di un'economia diversa" è la campagna Sbilanciamoci!, con le sue 47 organizzazioni aderenti.
2038: in anticipo di 50 anni il collasso ambientale
Nel 2002 aveva previsto come sarebbe stato il clima nel 2084. Oggi, sei anni dopo, anticipa quelle previsioni al 2038. E' un quadro grigio quello delineato dal climatologo Luca Mercalli al Forum di Sbilanciamoci!. La temperatura media aumenterà di uno-due gradi, i ghiacciai si scioglieranno sempre più rapidamente. Risultato: periodi di siccità alternati da alluvioni creeranno grossi problemi alle produzioni agricole (scarsità di acqua, intensificazione degli incendi).
Cambieranno così anche i consumi: minori spese per il riscaldamento, maggiori per i sistemi di refrigerazione. Se poi si considera il fattore energetico si delinea uno scenario in cui l'insostenibilità del caro petrolio provocherà crisi di approvvigionamento, con conseguenze tangibili anche sui prodotti alimentari, che potrebbero iniziare a scarseggiare anche per i paesi sviluppati.
Tutti in autobus si può, grazie alla tecnologia

Come si fa a rendere più vivibili le nostre città?
Abbattere il trasporto privato per diminuire le emissioni. E' la ricetta di
Guido Viale, docente di sociologia ed esperto di economia dell'ambiente.
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"Il mezzo pubblico è certamente un ottimo sistema percontribuire a migliorare l'ambiente -dice Viale- ma oggi per essere completamente efficiente ha bisogno di essere più dinamico. Ecco perché è necessario che le amministrazioni sfruttino appieno le potenzialità della tecnologia per integrare al meglio gli autobus, le tramvie, le metropolitane con sistemi di taxi collettivo o di car sharing".
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"Una proposta che non può che partire da Torino per ridimensionare in maniera non drammatica l'industria dell'auto. Occorre interrompere il paradigma secondo cui la soluzione deveessere trovata all'interno dell'attuale sistema di sviluppo"
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"La politica deve smetterla di utilizzare soldi per favorire i soliti costruttori ed iniziare a finanziare opere che migliorino la qualità della vita dei cittadini".
(Fonte Agenzia Metamorfosi)
08 / 09 / 2008
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