Accordo strategico tra Smat e Politecnico di Torino
Una partnership strategica per sviluppare attività di ricerca applicata nel settore idrico.
La sigla dell'accordo segna l'avvio di una stretta collaborazione tra la Smat e il Politecnico di Torino per sviluppare attività di ricerca applicata nel settore idrico. La ricerca applicata permetterà in particolare di incrementare tecnologie e innovazioni per le industrie italiane del settore scarsamente presenti sul mercato, con ricadute economiche ed occupazionali sul territorio. I temi di ricerca e sviluppo saranno sperimentati a partire dagli impianti di potabilizzazione sul fiume Po e di depurazione di Castiglione torinese e Collegno. L’investimento di SMAT sarà di circa 700.000 euro.
13 / 05 / 2010 - Idee, studi di prefattibilità, formazione ma soprattutto progetti di ricerca nel settore idrico, che portino anche alla definizione di network internazionali per la partecipazione a bandi e programmi di ricerca congiunti. L’accordo di partnership, siglato questa mattina da Paolo Romano -Amministratore delegato di SMAT-, e Francesco Profumo -Rettore del Politecnico di Torino-, punterà dunque a potenziare l’interazione fra i due Enti su tematiche strategiche e di attualità per il territorio piemontese ma che costituiranno anche punto di riferimento nel panorama italiano e internazionale.
I temi di ricerca e sviluppo saranno molteplici e riguarderanno in particolare:
- la modellazione idraulica delle reti idriche: saranno creati modelli matematici e simulazioni delle reti di acquedotto per meglio comprenderne il funzionamento e per ottimizzare gli interventi di risanamento. Tali studi permetteranno fra l’altro di stimare i tempi di permanenza media dell’acqua nei singoli rami di acquedotto, per intervenire sui problemi di invecchiamento dell’acqua e prevenire l’eventuale peggioramento delle proprietà organolettiche.
- la ricerca delle perdite tramite sensori wireless, sviluppando e sperimentando una apposita tecnologia studiata dal Politecnico di Torino, che ha permesso di realizzare un dispositivo mobile in grado di analizzare lo stato dei tubi interrati per individuare in modo preciso possibili perdite o rotture.
- lo sviluppo di microsensori di nuova generazione sia per le reti di acquedotto sia per le reti fognarie per il monitoraggio in tempo reale della qualità dell’acqua ed il rilevamento di sostanze quali metalli pesanti, idrocarburi, tensioattivi e tossine.
- la messa a punto di sistemi innovativi per gli impianti di depurazione con particolare attenzione al problema dell’abbattimento dell’azoto nei reflui urbani e industriali. Il tema è di grande attualità soprattutto con riferimento alle recenti normative che prevedono l’abbattimento del carico di azoto e fosforo in uscita agli impianti di depurazione per ridurre l’impatto ambientale derivante dall’immissione delle acque reflue nei corpi idrici superficiali. Si studieranno,inoltre, tecnologie e strategie innovative per il contenimento degli odori generati dai processi di trattamento delle biomasse.
- la messa a punto di sistemi innovativi per gli impianti di potabilizzazione per il miglioramento delle caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche dell’acqua al punto di erogazione. Verranno anche sviluppati studi per piccoli impianti di potabilizzazione su nuovi trattamenti in green technology.
Costituire un polo di eccellenza tra il Politecnico di Torino e il Centro Ricerche SMAT -commenta Paolo Romano, Amministratore delegato di SMAT- permetterà di approfondire e ampliare importanti progetti relativi al settore idrico, con una significativa ricaduta sulla qualità dei servizi e sull’indotto industriale, con conseguente incremento dell’occupazione e contenimento dei costi di produzione.
Francesco Profumo, Rettore del Politecnico di Torino, esprime soddisfazione per l’avvio della partnership e puntualizza come
la capacità di fare sistema sulla frontiera della ricerca e della formazione porti a concludere accordi di partnership di grande valore, come quello siglato oggi. Quella con SMAT sarà una collaborazione strategica che avrà impatto diretto sul territorio piemontese e che si propone di individuare nuovi modelli e strategie da condividere anche a livello nazionale e internazionale in un ambito di estremo interesse per tutti.
(Fonte: Politecnico di Torino)
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