
Preziosa vittoria della Juventus in un momento molto delicato del campionato, utile a consolidare gli equilibri della squadra stessa.
La Juventus scende in campo al Dall’Ara di Bologna con una squadra decimata dagli infortuni.
Si rivede dopo parecchi mesi il portoghese Tiago Cardoso Mendez dal primo minuto. Una mossa a sorpresa del tecnico bianconero, Ranieri, che resta uno dei maggiori estimatori del centrocampista lusitano a dispetto delle numerose delusioni che costui procurò la scorsa stagione.
Ranieri comunque ci ha visto benissimo, perché di fronte a un Bologna dal gioco molto lento, impreciso e senza idee, anche Tiago Mendez ha fatto una figura decorosa. Nulla di strabiliante, ma neanche di inguardabile. È anzi proprio il portoghese che all’11, ancora nel pieno delle sue energie, apre da centrocampo per lo straordinario Nedved, il quale, addomesticato il pallone col petto, penetra in piena area di rigore, saltando i suoi dirimpettai con un’agilità incantevole, e buca Antonioli.
La Juventus per i primi 35 minuti è padrona del campo. Gestisce la partita senza troppi affanni, anche grazie alla pochezza del Bologna, mantiene la gara su ritmi alquanto blandi.
Mi pare giusto rimarcare la prova di due gregari negli ultimi mesi oggetto di feroci critiche, niente affatto immeritate, che invece oggi hanno, secondo il modesto parere dello scrivente, disputato una buona gara. Mi riferisco a Cristian Molinaro e l’ex Livorno, Knezevic.
Il laterale sinistro bianconero non manca mai di supportare le avanzate della squadra, sempre con una falcata imponente. Questa sera, inoltre, non ha sprecato palloni, risultando anzi decisivo verso la metà del primo tempo, quando con un taglio preciso ha chiuso la porta al centravanti rossoblu, in corsa sicura verso l’area di rigore, dopo che i due centrali juventini erano stati saltati da un lungo lancio dalle retrovie bolognesi. Certo questo potrebbe fare al pari di un intervento a vuoto sulla fascia che ha lanciato Laveccihia in piena area juventina proprio allo scadere del primo tempo. Ma per fortuna della Vecchia Signora il cross del felsineo non trova la giusta coordinazione di Marazzina. Nulla di fatto e quindi non ci sentiamo di crocifiggere il buon Molinaro, né di offuscarne la prova.
Stesso discorso per Knezevic, che si è ben comportato sia nei confronti di Marazzina che di DI Vaio per tutta la partita, ad inizio di gara due suoi interventi sono stati risolutivi. Il centrale bianconero è andato in confusione a metà della ripresa per qualche minuto, ma nel complesso ha disputato una prova confortante e bisogna dargliene atto.
A conferma che in questo campionato non ci sono partite facili, neanche quelle più addomesticabili, come quella di questa sera, verso la fine del primo tempo il Bologna rialza la testa e chiude la Juve nella propria metà campo. Salvo, però, l’azione appena citata di Lavecchia e Marazzina, non ci sono grandi pericoli per Manninger. Si va al riposo con la Juve in vantaggio.
Il secondo tempo riparte sulla falsariga del primo, la Juve riprende le redini del gioco ed è impressionante la facilità con cui buca e con la quale sovrasta la difesa e il centrocampo avversario.
Pavel Nedved, il migliore in campo, al 50° si inventa una discesa sulla sinistra, supera con un doppio dribbling i diretti avversari e crossa in maniera millimetrica per la testa di Amauri, che in perfetta cordinazione colpisce il palo, sulla respinta Marchionni da pochi metri spara altissimo. Questi sono brutti segnali. Ma ci pensa ancora una volta l’Angelo Biondo di Repubblica Ceca, che al 55° crossa teso dalla sinistra e con la colpevole collaborazione di Antonioli trova la rete. Per questo gol frutto soprattutto della grave incertezza del portiere bolognese Pavel Nedved non esulta, non rendendosi conto però di quanto sarebbe stato prezioso il suo fortunoso gol.
Infatti anche questa sera, avviene ciò che ormai è un abitudine. La Juventus tiene il campo con maestria fino al 75° circa, si rende anche pericolosa in area avversaria, ma improvvisamente lascia il campo agli avversari.
Ranieri toglie Sissoko per inserire il giovane Ekdal, ottima personalità il giovane svedesino, poi Amauri per il talento Giovinco, ma i due ragazzi non riescono a prendere in mano le redini del gioco. Nel frattempo il Bologna accorcia le distanze al 73°; su una punizione dalla trequarti, Di Vaio taglia in area e di testa, clamorosamente dimenticato dal suo controllore, trafigge l’incolpevole Manninger.
L’ultimo quarto d’ora è un assalto del Bologna alla porta juventina, ma le occasioni migliori le ha Iaquinta. All’80°, lanciato dall’immenso Nedved, il calabrese si invola verso Antonioli, ma all’ultimo si allunga il pallone favorendo l’uscita disperata del numero uno rossoblu; al 91°, imbeccato da Camoranesi, pochi minuti questa sera per l’ala azzurra subentrata a Tiago, si ritrova da solo in area di rigore spostato sulla destra, ma il suo cross basso è totalmente fuori misura e vanifica le proiezioni di Giovinco e Nedved soli a pochi metri dalla porta.
Finisce 2 a 1 per la Juventus dopo che Manninger neutralizza un rasoterra basso di Di Vaio dal limite.
Risultato giusto, che fa morale. Si è ritrovata una squadra che si era smarrita, ma la strada da fare è ancora molta.
Pagine correlate calcio Juve
Per contattare la redazione del sito Ecoditorino scrivere all'indirizzo email ecoditorino@yahoo.it