Calendario 2010 dedicato alla Torino di una volta. Gratuito dal 4 dicembre 
Per la quarta edizione del calendario, quello del 2010, cittAgorà, la rivista del Consiglio comunale di Torino, ha collaborato con la Fondazione Torino Musei, che raggruppa GAM, Borgo Medievale, Palazzo Madama e MAO.
E proprio al Museo di Arte orientale, in via San Domenico 11, il 1° dicembre è stato presentato in anteprima il calendario, dedicato alla Torino di una volta, con 20 scatti in bianco e nero del fotografo torinese Mario Gabinio (1871-1938), figura centrale della storia della fotografia, italiana e non solo, del Novecento.
Le immagini, selezionate tra le 16.000 del Fondo Gabinio della Fondazione Torino Musei, vanno dalla fine dell’800 fino ai primi 30 anni del Novecento. Ci sono le foto di una Torino che non c’è più: il casotto in legno dei barcaioli e il Lido in riva al Po, un toro nelle stalle di Lucento, l’idrovolante che collegava con voli di linea Torino a Pavia, Venezia e Trieste.
Troviamo però anche le immagini della Torino “sempre in movimento”:
- la costruzione del Cinema Lux (oggi restaurato e restituito al pubblico),
- il “nuovo” stadio comunale (ora “Olimpico”),
- il primo grattacielo cittadino, in piazza Castello
Simboli di una città che ha saputo modernizzarsi e che continua a farlo.
Il calendario è un’occasione per valorizzare uno dei più grandi patrimoni culturali della città: l’archivio fotografico della Fondazione Torino Musei, come ha spiegato il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Castronovo.
E per sottolineare l’attenzione che il Consiglio comunale ha per la storia della città, punto di partenza per ragionare sul futuro di Torino, come ha dichiarato il vicepresidente Michele Coppola.
Un calendario ben riuscito -ha dichiarato il dirigente dell’Archivio Fotografico della Fondazione Torino Musei, Riccardo Passoni- con un taglio fotogiornalistico, privo di retorica e celebrazionismo, e con un’attenzione alla vita sociale di Torino.
Per la presentazione del calendario, nella sala polifunzionale del MAO, è stata allestita la mostra “La Torino di Gabinio”, con le 20 immagini del calendario di cittAgorà.
L’esposizione, a ingresso gratuito, verrà inaugurata ufficialmente sabato 5 dicembre, per il primo anniversario dell’apertura del MAO.
Il calendario verrà diffuso gratuitamente da venerdì 4 dicembre, presso gli abituali punti di distribuzione di cittAgorà: Palazzo Civico, Informacittà, Circoscrizioni, Musei, anagrafi, ecc.
Per vedere tutte le fotografie del calendario:
Immagini
- la copertina (Mario Gabinio, La Mole Antonelliana durante i lavori di consolidamento, vista dal tetto della Chiesa della SS. Annunziata - 1932)
- calendario (Mario Gabinio, Classe di allieve in cortile durante una partita di crichet - Regia scuola nazionale di educazione fisica - 1894)
Mario Gabinio (Torino, 1871 – 1938) Comincia a interessarsi di fotografia nel 1889. I suoi scatti vengono pubblicati per la prima volta nel 1896 (in Carlo Reynaudi, “Ceresole Reale e la valle dell’Orco”). Fotografa le valli piemontesi e, nel 1898, realizza l’importante Album fotografico sull’Esposizione Generale Italiana di Torino, tenutasi in quell’anno. Nel 1900 espone le 84 fotografie dedicate a “Torino che scompare” alla Prima Esposizione Nazionale della Società Fotografica Subalpina, che destano grande attenzione. Nel 1902 realizza anche una documentazione sulla Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino. Negli anni successivi molte sue immagini vengono pubblicate su diverse guide delle valli alpine (Aosta, Cuneo, Lanzo, Ossola, Canavese, Biellese), in relazione alla passione di Gabinio per la montagna (iscritto al Club Alpino Italiano dal 1898; è membro anche dell’Unione Escursionisti Torinesi). A partire dagli anni Venti nascono nuovi interessi iconografici, che spaziano da riprese sul tema delle fioriture a una nuova attenzione all’immagine urbana e alla città in generale. Allo scadere del ’28 riceve - e accetta - la proposta di collaborare alla rivista municipale “Torino”; dal ’31, quindi, viene coinvolto nella neo-istituita Fototeca Municipale della Città. Il lavoro fotografico di Gabinio sulla città – storica, ma anche in trasformazione, come nel caso delle immagini sul cantiere di Via Roma – ci consente ancora oggi di restituire l’identità profonda di Torino tra le due guerre. Ciò non gli impedì però di continuare anche la sua opera su ricerche di più evidente taglio formale, come nel caso delle nature morte fotografate verso la metà degli anni Trenta, o nei tagli luministici, soprattutto degli interni, nuovi o antichi, della città; o, infine, nei notturni dedicati alla giostra dello Zeppelin (1934). La sua opera venne presentata, di qui in avanti, in molte manifestazioni internazionali europee (Stoccolma, Bruxelles, Londra, Vienna), americane (Boston, Ottawa) e in Africa (Johannesburg), collocando il lavoro di Gabinio ai vertici delle fotografia italiana del novecento moderno.
Riccardo Passoni Dirigente Archivio Fotografico Fondazione Torino Musei
(Uff Stampa Comune di Torino - Consiglio Comunale)
02 / 12 / 2009
Pagine correlate Torino cronaca
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Calendario 2010 dedicato alla Torino di una volta. Gratuito dal 4 dicembre '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Ecoditorino scrivere all'indirizzo email ecoditorino@yahoo.it
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema Torino cronaca Torino mostre Torino fotografia
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|