Carcere Ivrea, detenuto ferisce due agenti. Degrado e carenza di personale nei penitenziari
14 / 07 / 2010
Nella prima serata di ieri (12 luglio, ndr), un detenuto ristretto presso la sezione semiprotetta della Casa Circondariale di Ivrea ha aggredito a pugni un agente penitenziario procurando allo stesso ecchimosi, contusioni ed un lieve trauma cranico e facciale. Trasportato prontamente in infermeria per gli interventi del caso, lo stesso detenuto ha colpito con un pugno l’Assistente Capo addetto alla Sorveglianza Generale procurandogli lievi ecchimosi.
A darne notizia è la UIL PA Penitenziari attraverso il Segretario Generale Eugenio Sarno.
Con i due colleghi di Ivrea la “conta” nazionale degli agenti penitenziari aggrediti e feriti da detenuti, dal primo Gennaio 2010 ad oggi, assomma a 120 unità. E’ del tutto evidente che le attuali condizioni detentive, oggettivamente affliggenti e degradate, alimentano la violenza e l’intolleranza dei detenuti. Anche ad Ivrea, infatti, il sovrappopolamento tocca livelli di emergenza. A fronte di una capienza massima di 192 detenuti, ieri ne erano ospitati nella struttura ben 312. Di contro -sottolinea Eugenio Sarno- il contingente di polizia penitenziaria risulta gravemente sottodimensionato. L’organico stabilito dal DM del 2001 fissa in 239 l’organico della polizia penitenziaria per la Casa Circondariale di Ivrea. In servizio, invece, ne risultano solo 160. E’ facile immaginare quanto costi, sul piano operativo ed organizzativo, un gap di ben 79 unità.
E sulla situazione organica della polizia penitenziaria il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari torna a sollecitare il Ministro Alfano e il Capo del DAP Ionta ad assumere iniziative concrete.
Oramai il disco rotto delle assunzioni straordinarie in polizia penitenziaria ha offuscato la credibilità del Ministro Alfano. Gli organici, infatti, invece di implementarsi si assottigliano ogni giorno di più. Questo purtroppo è un fatto incontestabile. Pertanto il nostro auspicio è che la loquacità improduttiva sia sostituita da fatti concreti e da persone in carne ed ossa. In ogni caso ribadiamo che si può agire anche sull’esistente, se solo si avesse la volontà di intaccare e scardinare un sistema di privilegio e raccomandazioni che ha determinato l’esorbitante numero di 3.410 unità di polizia penitenziaria impiegate in strutture diverse da quelle penitenziarie. Noi continuiamo a pensare che quell’incredibile numero offenda l’impegno, prossimo al martirio, di chi lavora ogni giorno alle frontiere della civiltà e della dignità umana. Per questo sollecitiamo il Capo del DAP Ionta ad un confronto sulla materia. Analogamente occorre assegnare presso tutti gli istituti penitenziari un direttore titolare. Non è possibile che, pur disponendo di circa 850 dirigenti penitenziari, sono ancora 47 gli istituti penitenziari a non aver un direttore titolare. Non bastasse -conclude Sarno- vi sono regioni prive di un Provveditore. E’ il caso della Puglia (seconda in Italia per indice di sovraffollamento), della Basilicata, della Sardegna. Sarebbe bene che il Ministro Alfano procedesse alle nomine dei nuovi Dirigenti Generali, anche perché tra qualche mese altre regioni (almeno altre tre) potrebbero trovarsi prive dei rispettivi Provveditori Regionali.
(Fonte Uilpa Penitenziari)
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