Caso Erbaluce di Caluso: produrlo anche a Novara? Regione in pausa di riflessione
15 / 10 / 2010
Dalla Coldiretti Stop alla proposta di modifica dei disciplinari delle Doc e in particolare all’iter delle modifiche dei disciplinari relativi all’Erbaluce di Caluso che avrebbe consentito a altri vitigni piemontesi a bacca bianca di fregiarsi della denominazione “Erbaluce”. La sospensione è arrivata oggi (13 ottobre, ndr) dal Comitato vitivinicolo nazionale.
L’obiettivo è stato raggiunto con l’impegno di Coldiretti Torino e Coldiretti Piemonte che si sono mosse in sinergia con gli assessorati all’Agricoltura della Provincia di Torino e della Regione Piemonte. Nell’aprile scorso la Regione Piemonte aveva espresso la volontà di sospendere l’iter delle modifiche dei disciplinari in considerazione della protezione esclusiva internazionale riconosciuta alla denominazione “Erbaluce di Caluso” e anche della rinuncia espressa dai produttori vitivinicoli del “Canavese bianco” a richiedere l’indicazione del vitigno “Erbaluce”. Diego Furia, direttore di Coldiretti Torino, afferma: La Provincia di Torino, con il Presidente Antonino Saitta e l’assessore Marco Balagna hanno chiesto oggi (13 ottobre, ndr) un rinvio della discussione in sede del Comitato vitivinicolo nazionale, al fine di individuare le migliori modalità di valorizzazione delle produzioni vitivinicole piemontesi. Stessa azione è stata fatta, sempre oggi (13 ottobre, ndr), dall’assessore regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto, presente questa mattina alla riunione della Giunta regionale di Coldiretti Piemonte. Salutiamo positivamente la sospensione decisa oggi dal Comitato vitivinicolo nazionale e ci auguriamo che venga avviata una serena riflessione sull’impatto negativo che una modifica al disciplinare potrebbe avere su un grande vitigno di eccellenza del torinese. (Fonte Coldiretti Torino)
Dalla Provincia di Torino Una pausa di riflessione prima di dare il via alla modifica dei Disciplinari delle DOC dei vini piemontesi: “l’ha chiesta oggi (13 ottobre, ndr) la Regione Piemonte, dopo che abbiamo lanciato l’allarme a difesa dell’Erbaluce di Caluso, che vogliono far produrre anche a Novara” commentano soddisfatti il Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta e l’Assessore all’Agricoltura Marco Balagna. Questa mattina (13 ottobre, ndr) Saitta e Balagna avevano inviato una lettera allarmata a Giuseppe Martelli, Presidente del Comitato Nazionale per la tutela e la valorizzazione delle Denominazioni d’Origine e delle Indicazioni Geografiche tipiche dei Vini. La modifica dei disciplinari delle Denominazioni d’Origine Controllata dei vini piemontesi non è stata oggetto di un adeguato confronto in sede regionale. -hanno scritto il Presidente e l’Assessore all’Agricoltura- E’ inopportuno che la questione venga affrontata nella seduta odierna del Comitato Vitivinicolo Nazionale. E’ una materia delicata, per la quale occorre un serio confronto con tutti i soggetti coinvolti. Alla luce della pausa chiesta oggi (13 ottobre, ndr) dalla Regione al tavolo romano -conclude Saitta- ribadiamo a Martelli la richiesta di approfondire la questione con tutti i Consorzi, le organizzazioni agricole, le Camere di commercio e gli Enti locali coinvolti, sottolineando l’impatto negativo sui produttori vitivinicoli della provincia di Torino di una decisione non suffragata da una adeguata concertazione territoriale e in contraddizione anche con le posizioni assunte dalla Regione Piemonte in passato: a tal proposito ricordo il precedente relativo all’analoga richiesta della Valle d’Aosta. Nella lettera, Saitta e Balagna fanno inoltre presente che non è stata convocata di recente alcuna seduta del Comitato Vitivinicolo Regionale o del tavolo istituzionale preposto. Non ci è pervenuta alcuna comunicazione che potesse far presagire un diverso atteggiamento della Regione Piemonte rispetto a quello tenuto in passato -scrivono il Presidente e l’Assessore, ricordando come, ancora nell’aprile scorso, la Regione aveva espresso la determinazione di sospendere l’iter delle modifiche disciplinari in considerazione della protezione esclusiva internazionale riconosciuta alla denominazione “Erbaluce di Caluso” e della rinuncia espressa dai produttori vitivinicoli del “Canavese Bianco” a richiedere l’indicazione del vitigno “Erbaluce”. (Fonte Provincia di Torino)
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