Cinque anni fa si spegneva Gianni Agnelli, per tutti 'L'Avvocato'

Era il 24 gennaio del 2003 quando Gianni Agnelli ci lasciò, all’età di 81 anni. Con lui se ne andava un pezzo importante di storia sportiva e italiana. L'avvocato ha segnato le vicende industriali, economiche, politiche e sportive del dopoguerra italiano.
Agnelli è sempre stato sinonimo di Juventus, così come di Fiat; diventa prima presidente della squadra bianconera e in seguito, nel 1966, anche dell'azienda, fondata dal nonno, Giovanni Agnelli.
Diventa subito protagonista nelle cronache nazionali, frequentando magnati della finanza e politici di tutto il mondo, passando per attori e principi di vario calibro.
Era soprannominato "l’Avvocato", anche se, pur essendo laureato in giurisprudenza, non sostenne l’esame di abilitazione. I giornalisti sgomitavano per catturare una delle sue famose battute. Spesso inventava soprannomi per i suoi giocatori, come ad esempio "Pinturicchio" (Del Piero) o "Coniglio bagnato" (Baggio). Aveva un suo stile particolare (come l'indossare l’orologio sopra il polsino della camicia) ed era amato molto dalla gente e rispettato da tutti. Famose erano le telefonate, alle sei del mattino, fatte a Boniperti e ancora, particolare, era il rapporto con Platini: "Lo abbiamo comprato per un tozzo di pane, lui ci ha messo sopra il foie gras" e l'ammirazione per Omar Sivori: "Più di un fuoriclasse, per chi ama il calcio è un vizio".
(Fonte Datasport)
"E' una grande emozione leggere tutti i messaggi che avete scritto per ricordare mio nonno che della Juve fu uno dei più appassionati tifosi" - ha scritto John Elkann, vicepresidente della Fiat e nipote dell'Avvocato, ringraziando i tifosi bianconeri che hanno voluto ricordare Gianni Agnelli, scrivendo al sito ufficiale del club- "Dopo tante difficoltà è anche grazie a voi se la Juve sta tornando in alto".
(Fonte Ansa)
24 / 01 / 2008