Come sono andati i saldi estivi a Torino? Previsioni rispettate: si chiude “sia pur stancamente, con percentuali mediamente in positivo al +6 - 8% rispetto all’anno scorso… ma è solo una ‘vittoria di Pirro’”

02 / 09 / 2010 - Sono ormai archiviati da qualche giorno anche i saldi estivi 2010. Erano partiti il 3 luglio scorso e, dopo otto settimane di “andamento lento” hanno chiuso anche a Torino e in molti comuni dell’hinterland torinese a fine agosto. Come? “Senza infamia e senza lode, come da copione: in modo ‘stanco’ ma con percentuali mediamente in positivo al + 6 - 8% rispetto all’anno scorso. Cifre riferibili in genere a tutti settori del comparto moda, dall’abbigliamento all’intimo, alle calzature e agli accessori”.
Tutto sommato e considerando che, dopo i primi 15 giorni dall’avvio, le vendite scontate registravano in media una flessione del 3 - 4% rispetto allo stesso periodo del 2009, “si può dire che chiudiamo con un moderato ottimismo, portando a casa quello che più o meno ci si aspettava”. A parlare è Francesco Cena, presidente del sindacato Abbigliamento dell’Ascom torinese. “Vittoria di Pirro, però!” prosegue Cena. “Soprattutto se si considera il parziale andamento positivo dei saldi come frutto di vendite rinviate nella stagione a prezzo pieno”.
E aggiunge Maria Luisa Coppa, presidente dell’Ascom di Torino e provincia: “Idati relativi al bilancio finale dei saldi d’estate si allineano, rispetto alle vendite al dettaglio, a quelli più recenti rilevati dall’Istat che parlano, per il settore non-food, di un progresso dello 0,5% fra il giugno 2009 e il giugno 2010. E in specifico per l’abbigliamento di un incremento positivo pari all’1,4%. Segnali incoraggianti da valutare però con grande cautela alla luce di un complessivo andamento dei consumi ancora molto altalenante e di un clima di incertezza economica sicuramente peggiorato da una situazione occupazionale allarmante che potrebbe ulteriormente essere di freno, per l’autunno ormai alle porte, alla tanto auspicata ripresa dei consumi. Ripresa che se non avverrà a breve potrà seriamente pregiudicare la tenuta di molte nostre imprese”.
“A tirare in modo particolare anche per i saldi estivi appena terminati - conclude Cena - sono stati come sempre gli ‘accessori’. Anziché comprare la giacca o l’abito o il giubbotto o il tailleur, la clientela si è soprattutto sbizzarrita, e sicuramente ha fatto ottimi affari, con borsette, scarpe, sciarpine, pantaloni o camicie. Ancora una volta possiamo dire che non si è rinunciato al rito dell’acquisto in saldo, oggi sempre più acquisto di routine, ma più che mai le borse dei consumatori sono state tenute a freno da grande attenzione ed oculatezza. E nei nostri magazzini restano ancora i capi più importanti, vittime del caldo e della crisi”. A patire, in modo particolare, è stato - strano a dirsi - il “comparto donna”, che già aveva chiuso il primo semestre 2010 (al pari degli “articoli sportivi”) ad un buon meno 8 - 9%.
(Fonte Ascom Torino)
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