Commercio, segnalazione clienti per acquisti sopra i 3600 euro. Orafi preoccupati
03 / 02 / 2011 - Dal 1° maggio, per la vendita ai privati, entreranno in vigore disposizioni che imporranno di trasmettere, entro il 30 aprile dell’anno prossimo, il codice fiscale di chi effettua acquisti d’importo pari o superiore ai 3600 Euro. La categoria degli “Orafi” è per questo in forte allarme. Nella provincia di Torino, territorio che sente particolarmente la crisi, ci sono più di 800 dettaglianti con almeno 2mila addetti.
Il Presidente dell’ “Associazione provinciale Gioiellieri Orologiai” aderente ad Ascom - Confcommercio di Torino e provincia, Gianpiero Monticone sottolinea che
“chi fa acquisti importanti, solitamente desidera riservatezza, un desiderio che non ha necessariamente motivazioni di carattere fiscale”.
“E, se questa riservatezza non la trova nei negozi tradizionali, andrà sicuramente a cercarla altrove, magari favorendo l’abusivismo o l’acquisto in altri Paesi del villaggio globale”.
“Se è vero -prosegue- che solo l’aumento dei consumi può generare occupazione, occorrerebbe porre maggior attenzione alle conseguenze di provvedimenti che sono virtuosi nelle intenzioni, ma che possono generare comportamenti scorretti da parte dei consumatori (e ciò anche nel caso di altri settori) e provocare sensibili riduzioni di lavoro proprio ai negozi ligi alle regole”.
“La categoria che rappresento -conclude Monticone in linea con le posizioni di Federdettaglianti Orafi nazionale- è perfettamente consapevole delle necessità del Fisco ed è disponibile a fare la sua parte, ma ha forti difficoltà ad accettare ruoli di controllo che dovrebbero competere agli enti pubblici. Del resto l’identificazione del Cliente avviene già quando i pagamenti sono effettuati attraverso carte di credito, bancomat o assegni o quando si acquista con il credito al consumo, per cui parrebbe logico non applicare la nuova normativa almeno a questi sistemi di pagamento”.
“E’ quindi auspicabile che l’entrata in vigore di tale provvedimento venga rinviata per consentire una più approfondita valutazione delle conseguenze che potrebbero determinarsi a discapito di chi desidera rispettare le regole”.
(Fonte Ascom Torino)
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