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Danza - Spazio Piemonte 2008: nove coreografi, nove creazioni (8-10 aprile)

Nove coreografi piemontesi presentano, in prima assoluta, altrettante nuove creazioni. Spazio Piemonte 2008 sarà l’articolato evento-vetrina che si propone come punto di osservazione della scena contemporanea e occasione privilegiata di visibilità per i giovani artisti.
  • quattro coreografi residenti:
    Raphael Bianco, della Compagnia EgriBiancoDanza, cultore del “gesto” di derivazione accademica come di più aperti moduli espressivi;
    Antonio Della Monica, con la Compagnia di Danza del Teatro Nuovo di Torino, con un lavoro sul multietnico mercato torinese di Porta Palazzo
    Matteo Levaggi, del Balletto Teatro di Torino, inventivo creatore di una danza dalla tecnica forte che si inserisce nel filone del cosiddetto post-classicismo;
    Paolo Mohovich, direttore del Balletto dell’Esperia, che mette a frutto con personale sensibilità la lezione dei Maestri europei di fine Novecento con cui è stato in contatto;
  • cinque coreografi emergenti dell’ultima generazione:
    Gabriella Cerritelli, qui in un raffinato assolo-installazione che sviluppa l’interazione e le invasioni di campo fra arti plastiche, danza e musica;
    Daniela Paci, che con le sue ragazze lavora sull’immediatezza e la freschezza anche per indagare temi profondi come il significato della nascita e della maternità;
    Michela Pozzo e Paolo Data-Blin, che danno corpo al côté enigmatico e metafisico della “torinesità”, sulla scorta dei dipinti di Casorati, dei percorsi letterari di Fruttero&Lucentini e degli ambienti sperimentali e onirici di Mollino;
    Ambra Senatore, acuta osservatrice della realtà che restituisce per frammenti, come flash ironici e stralunati che gettano nuova luce sulla nostra quotidianità;
    Federica Tardito e Aldo Rendina, che si propongono di scardinare le basi delle sovrastrutture comportamentali, psicologiche e spirituali dell’individuo per ricostruire, sul registro leggero della clownerie, un primigenio paradiso possibile.
Dall’8 al 10 aprile 2008, alla Cavallerizza Reale di Torino, avrà dunque luogo la prima sezione piemontese del progetto interregionale, indirizzata al sostegno alla produzione coreografica e alla realizzazione di una serie di iniziative volte a intessere per gli artisti delle tre regioni una fitta rete di interrelazioni, un network di scambi e di ospitalità che sia uno strumento di fruttuose occasioni di conoscenza, di confronto e di concrete opportunità di crescita.
In un più complessivo contesto di reciprocità e di scambi, in collaborazione con i festival piemontesi che dedicano la propria programmazione alla danza contemporanea e di ricerca, nel corso del 2008 e 2009 verranno infatti individuati e selezionati artisti provenienti dalle regioni partner del progetto per l’inserimento dei loro lavori coreografici nei cartelloni delle diverse manifestazioni e, parallelamente, si lavorerà per sviluppare, nei diversi contesti piemontesi, laziali e campani, ospitalità e residenze, con l’obiettivo di accrescere e potenziare i percorsi della creazione contemporanea, nella duplice direzione dell’approfondimento formativo e della produzione performativa.
Spazi per la danza contemporanea
Spazio Piemonte 2008
nove coreografi piemontesi in prima assoluta
Programma
martedì 8 aprile 2008 - ore 21
  • White Lux - Matteo Levaggi vs Corpicrudi
    Balletto Teatro di Torino
    direzione artistica Loredana Furno
    Coreografia: Matteo Levaggi
    Set design / concept: Corpicrudi
    Disegno luci: Marco Policastro
    Musica: Scanner
    Interpreti: Mattia Furlan, Pedro Gonzales, Selene Manzoni, Luca Martini, Manuela Maugeri, Viola Scaglione, Takashi Setoguchi
    Le modelle vestono abiti di Alessandro De Benedetti
    Nasce dal comune interesse per un’estetica algida e senza tempo l’incontro tra Matteo Levaggi e Corpicrudi, duo genovese (Samantha Stella e Sergio Frazzingaro) che si colloca tra arte contemporanea, musica e stile. In White Lux danza e arte contemporanea compongono sulla scena nuove forme eleganti e architettoniche che, nel rimando alle”Vanitas” del Seicento, pongono uno sguardo disincantato tra passato e presente, restando in equilibrio tra mutabilità e staticità. Quello della finzione è per Levaggi e Corpicrudi l’approccio formale per un nuovo ideale di bellezza.
    Come afferma Levaggi: “Queste danze, immerse nel bianco, assumono la trasparenza del vetro, della luce bianca, che simboleggiano la fugacità dell’opera d’arte.
  • Compagnia Tardito-Rendina
    Oh Heaven (Il paradiso possibile)
    da un progetto di Federica Tardito e Aldo Rendina
    creato in collaborazione con Claudio Conti
    Interpreti: Claudio Conti, Aldo Rendina e Federica Tardito
    Elaborazioni musicali: Gregorio Caporale
    Costumi : Roberta Vacchetta
    Disegno luci: Lucia Manghi
    Organizzazione: Caterina Lucia Cugnasco
    Coprodotto da Tracce di Teatro d’Autore, Associazione Sosta Palmizi, Volterrateatro, Regione Piemonte e Associazione Kado
    Affermano Federica Tardito e Aldo Rendina: “Il Paradiso Possibile è quel luogo dove concediamo al nostro essere tragicamente umani di incontrare un altro spazio di accoglienza, per trasformarsi in poesia, leggerezza, autoironia … lì dove la negazione lascia il posto alla permissione, l’apnea al respiro … dove non ci sono più appigli per etichettare, separare, giudicare, sentenziare.
    Il Paradiso Possibile è voler svelare i segreti delle proprie difese, mostrare con ironia le figure che ci abitano, poter ammettere con forza le proprie debolezze e fragilità.
    Lasciarsi vedere con le proprie piaghe interiori, andare a cercarle e allo stesso tempo con morbido rispetto fargli un bel tiè
    ”.
  • Compagnia L'Artimista
    Mappazerosette
    Coreografia: Daniela Paci
    Improvoce e ambientazioni elettroniche: Rossella Cangini
    Musiche: Arvo Pärt, David Byrne
    Interpreti: Paola Carbone, Martina Guidi, Chiara Marchi, Daniela Paci
    Design luci: Gemma Santi
    Scenografie e costumi: Ombre di Foglia
    Afferma la coreografa: “Elogio dell’incompletezza, Mappazerosette è una mappatura istantanea dello spazio, è un assolo-quintetto di donne, è un luogo dove tutto può accadere, in uno spaccato di follie carnali a volte scientifiche a volte casuali con pretesto performativo dato dal numero sette. La voce segreta del corpo si dipana come filo rosso tra le trame di una storia senza fine ne' inizio. La ricerca saltella intorno alla nascita nel suo senso più ampio. Il creare, il nascere, l’essere semplicemente presente”.
    Le ambientazioni sonore e i canti sono di Rossella Cangini che usa la voce come specchio cangiante pronto a riflettere o distorcere forme e contenuti, in dialogo giocoso e provocatorio con l’azione scenica.
mercoledì 9 aprile 2008 - ore 21
  • Gabriella Cerritelli / Paolo Grassino
    Mara's Attack - Installazione/performance
    Performance e danza: Gabriella Cerritelli
    Installazione: Paolo Grassino
    Elaborazione suono: Tax Farano
    Musiche: alva noto, pan sonic
    Coordinamento artistico: Francesca Persano
    Allestitori: Andrea Lace e Alessandro Rizzuto
    Costumi: Roberta Vacchetta
    Consulente per le musiche: Gabriele Bramante
    Coordinamento tecnico: Otto Volterrani
    La creazione nasce da un percorso di ricerca comune di Gabriella Cerritelli e di Paolo Grassino, lei danzatrice da molti anni interessata all'interazione tra corpo, musica, materia e luogo, lui artista torinese, creatore di esperienze multisensoriali immerse nella riflessione del tempo in cui viviamo.
    Mara’s Attack è una installazione nella quale il corpo della performer è parte integrante dell’opera stessa. A partire da un gigantesco cono nero, la ricerca performativa e di immagine si sviluppa sulla stretta e necessaria relazione tra corpo e spazio, tra limite della materia e espansione dell’essere, tra costrizione e libertà.
  • Ambra Senatore
    Maglie
    di Ambra Senatore
    Luci: Fausto Bovini
    Consulenza per il suono: Enrico Ascoli
    Consulenza per i costumi: Roberta Vacchetta
    Si ringrazia l’Ass. Mosaicodanza
    proposito di Maglie, scrive la coreografa, da tempo impegnata in azioni sceniche che spostano il punto di vista sulla realtà quotidiana con una vena umoristica e surreale: “Ci sono pezzi di vita raccolti; pezzi concreti: oggetti con cui esiste un legame affettivo. È un fatto semplice e che accomuna gli esseri umani. Tra questi per me c'è una serie di maglioni, fatti a mano da una persona amata. Sono parti tangibili di memoria famigliare. Saranno sulla scena, abitata da più creature: una vivente, altre di pezza, di resina, ma animate a tratti… Maglie per ora è un passaggio, una raccolta di memoria e di presente. C'è all'inizio un'idea, un'intuizione, una piccola chiarezza, un desiderio semplice. Spero anche dopo, nel creare, di restare semplice, tra sottile tragedia e umorismo”.
  • Balletto dell'Esperia
    Ombra Mai Fu
    Coreografia: Paolo Mohovich
    Musica: G. F. Haendel
    Sonorizzazioni: Giuseppe Zambon
    Interpreti: Christian Alessandria, Cristiana Casadio, Roberto Costa Augusto, Vincenzo Galano, Silvia Moretti, Roberta Noto, Elena Rittatore, Miguel Soto Calatayud
    Costumi: Jorge Gallardo
    Luci: Paolo Mohovich, Sergio Rissone
    Assistente alla coreografia: Miguel Soto Calatayud
    “Ombra mai fu” recita un’aria dello “Xerses” di Georg Friedrich Haendel che inneggia al godimento del fresco riparo dei rami di un albero. Alla vicinanza e alla fusione con la natura vuole condurci anche questa coreografia di Paolo Mohovich: la sua ricerca formale vuole in qualche modo essere espressione del desiderio ancestrale dell’uomo di stare a contatto con il mondo vegetale e animale. Nella coreografia, dopo un quadro iniziale che ritrae il frenetico vivere quotidiano e i ritmi accelerati della vita quotidiana in cui tutto sembra inarrestabile, il lavoro si sviluppa attraverso una progressiva simbiosi dell’uomo con le forme naturali. Dalla frattura all’armonia, “Ombra Mai Fu” vuol essere un’ode al nostro lato animale ritrovato e alla pacifica integrazione dell’uomo nell’ambiente naturale.
giovedì 10 aprile 2008 - ore 21
  • Compagnia Teatro Nuovo di Torino
    Porta Palazzo Mon Amour
    Dal libro di Mohammed Lamsouni (Tracce Diverse ed.)
    Coreografia: Antonio Della Monica
    Musiche: Elliot Goldenthal, Maria Del Mar Bonet
    Adattamento per la scena e regia: Enrico Fasella
    Danzatori: Marisa Milanese, Mohammed Benchegra, Andrè Alma, Paola Berta, Maela Boltri, Gonzalo Fernandez Paolo Franco, Massimo Margaria, Carola Marucchi, Alessandra Pomata, Kouadio Remy, Samia Stilo
    Attori: Maeschika Bertin, Jamal Lamsuni, Consuelo Andrea Sacco
    Dal libro dell’intellettuale marocchino Mohammed Lamsouni, ambientato a Porta Palazzo, il quartiere torinese a più alto tasso di immigrazione, lo spettacolo vuole essere un’operazione di teatro-documento a cui hanno collaborato, a fianco del coreografo Della Monica e del regista Fasella, lo stesso Lamsouni in qualità di supervisore, il figlio - in qualità di attore - e il musicologo e compositore Bruno Coli.
    I protagonisti di questa messa in scena di “Porta Palazzo Mon Amour” - che coinvolge dodici danzatori e tre attori - non sono gli esseri umani, bensì il passato e il presente. Torino e la sua cultura originaria o d'importazione rappresentano la quotidianità, Casablanca è il passato, la memoria che si impone nella vita che scorre al presente.
  • Compagnia G.A.P. e Sanprogetto
    Ownlife
    Coreografia: Michela Pozzo e Paolo Data-Blin
    Interpreti: Renato Cravero, Paolo Data-Blin, Michela Pozzo
    Musiche: Dario Russo
    Costumi: Roberta Vacchetta
    Luci: Francesco Dell’Elba
    Scenografie: Sanprogetto
    Ownlife è l’assolo di una donna con due servi di scena: due ombre che muovono, controllano, costringono la protagonista a gesti e comportamenti sempre uguali, impedendole di vivere la propria vita, la own life descritta da Orwell in 1984. La libertà viene controllata da un vocabolario che la donna tenta invece di costruire autonomamente. Ownlife parla della gabbia delle convenzioni e del coraggio di far corrispondere la propria vita ai propri pensieri.
    Sospesa fra eleganza, chiusure e misteri, l’atmosfera dello spettacolo è quella della borghesia torinese ritratta da Casorati nei suoi dipinti, raccontata da Fruttero e Lucentini nella Donna della domenica, immersa negli ambienti sperimentali progettati da Carlo Mollino.
  • Compagnia Egribiancodanza
    diretta da Susanna Egri
    … Ed è Subito Sera
    Coreografia: Raphael Bianco
    Musica: Ivan Bert, Giuseppe Tartini
    Disegno luci: Enzo Galia
    Impianto scenico: Raphael Bianco, Ivano Coviello
    Interpreti: Sara Barbieri, Raphael Bianco, Giuseppe Cannizzo, Katiuscia Cauzzi, Giuseppe Lazzara, Elena Lozano Saez, Daniele Trastu, Davide Valrosso
    Dalla poesia alla danza sul filo della caducità della condizione umana. La coreografia di Raphael Bianco ripercorre la scansione dei versi di Salvatore Quasimodo cercando di evocarne la verità: “In un paesaggio lunare dove tutti cercano un punto di fuga, dove la danza aggrega nella ricerca di salvezza da un inquietante destino, e dove le esperienze individuali emergono e scompaiono come relitti in un oceano immaginario, in un gioco illusionistico, nell’indifferenza di spazio e tempo che alla quiete della sera ovvero della morte, tutto riportano, come se nulla fosse successo”, secondo le parole dello stesso coreografo. Prima espressione coreografica di un più ampio progetto della Compagnia EgriBiancoDanza dedicato alla poesia ermetica che vedrà la luce nel prossimo autunno, “..ed è subito sera” si avvale della musica originale del giovane compositore piemontese Ivan Bert.
Spazio Piemonte 2008 costituisce il primo esito piemontese del progetto triennale Spazi per la danza contemporanea, progetto promosso dalle Regioni Campania, Lazio e Piemonte, coordinato dall’Ente Teatrale Italiano e sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali nell’ambito del Patto per le Attività Culturali di Spettacolo dal Vivo. Il Patto per le Attività Culturali di Spettacolo dal Vivo, del gennaio 2007, è nato con l’obiettivo di dare nuovo slancio progettuale e creativo ai territori, in un quadro generale di concertazione tra Stato e autonomie locali.
L’intento del progetto triennale è quello di promuovere le giovani generazioni di coreografi e danzatori, di realizzare residenze creative e affiancamenti formativi, attività di formazione del pubblico, momenti di riflessione e di studio attorno alla danza, e creare opportunità di scambio e confronto fra artisti, maestri, discipline, pubblico.

Costo?
  • 5 euro
Dove?
  • Cavallerizza Reale
    via Verdi 9, Torino
Info

08 / 04 / 2008

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