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Funerale civile, documentario 'Sia fatta la mia volontà' questa sera a Torino


11 / 02 / 2010 - Sia fatta la mia volontà è nato da un'idea di Emanuele di Giacomo e Ottavia Leoni, con Paola Bordi, Elisa Capo e Ottavia Leoni.
L'obiettivo di questo documentario è raccontare cos'è un funerale civile e quali difficoltà incontrano oggi in Italia le persone che vogliono organizzare un rito di questo tipo.
Perché un funerale sia 'civile', a nostro avviso, non è sufficiente l'assenza del sacerdote. Perché un funerale sia civile occorre anche che ci sia un luogo dignitoso in cui svolgere il rito di commiato, luoghi previsti da una legge non sempre applicata, soprattutto al Sud e nei comuni di piccole dimensioni.
Perché un funerale sia 'civile' occorre che si sviluppi una ritualità adeguata che accompagni i partecipanti in un momento così delicato; una ritualità che oggi è quasi del tutto assente e che deve ancora trovare il modo di mettere le proprie radici in un paese in cui le tradizioni religiose hanno costituito per secoli un punto di riferimento centrale e a volte totalizzante.
Il diritto a un funerale dignitoso è un diritto riconosciuto, ma spesso negato nei fatti. Occuparsi di questo diritto significa anche occuparsi del diritto a poter scegliere liberamente per tutti gli aspetti che riguardano la propria morte, in un periodo in cui le scelte che riguardano il fine-vita sempre più sono al centro del dibattito pubblico.

Anteprima:

IL DOCUMENTARIO
Organizzare un funerale 'civile' in Italia non è sempre semplice: nella maggior parte della città non esiste un luogo dignitoso dove svolgerli, alcuni pensano addirittura che non sia possibile celebrare un rito diverso da quello religioso e spesso, pur ritenendosi non-cattolici, non vedono altra alternativa a quella di recarsi in chiesa.
Il documentario seguirà il percorso di tre ragazze che devono rispondere alla chiamata di soccorso della propria nonna: informarsi e organizzare per tempo un funerale 'civile'. Al centro del documentario ci sarà il loro viaggio ironico e a volte irriverente in questo mondo, affrontando i diversi aspetti di questa tematica.
In primo luogo gli aspetti pratici che riguardano l'organizzazione di un funerale: dove si celebra un funerale 'civile'? E cosa si fa quando in una città non esiste una 'Sala del Commiato'? C'è una ritualità consolidata per i funerali civili? Esistono dei 'cerimonieri laici' che possano supportare i presenti durante lo svolgimento della funzione?
A queste domande rispondono esperti, personaggi noti e gente della strada: la signora del mercato che afferma che non esistono 'funerali incivili', il presidente della FIC, il direttore scientifico della Fondazione Ariodante Fabretti, il meccanico che pensa che civile sia il contrario di militare, le onoranze funebri che ne fanno una questione di religione, il responsabile dell'Associazione La Ginestra con la sua battaglia per ottenere una Sala del Commiato.
Questo viaggio, poi, le porterà a confrontarsi anche con le testimonianze e le esperienze di chi ha dovuto affrontare una situazione del genere: storie di difficoltà di persone che per rispettare le volontà dei propri congiunti si sono trovate in funerali 'costretti' nelle camere mortuarie degli ospedali, o nei piazzali dei cimiteri; ma anche storie d'impegno e creatività in cui la prontezza di spirito dei familiari ha invece contribuito alla creazione di un 'rituale' originale ed emotivamente coinvolgente.
Testimonianze di personaggi noti e persone comuni: la signora Lucia che ripercorre la fatica e la gioia di organizzare il funerale di sua madre; Ascanio Celestini che racconta il funerale del padre non credente in chiesa; René Andreani e le sue prove di funerale; Giulio Casale e il suo ricordo positivo di una cerimonia triste ma al tempo stesso vitale.

NON SOLO FUNERALI
Questo viaggio però le porterà a confrontarsi anche con un tema ben più ampio dell'organizzazione, seppur complicata, di un funerale civile: il tema più generale del diritto alla libertà di scelta.
Essere liberi di scegliere sulla propria morte non significa soltanto decidere con quale tipo di rito si debba essere salutati, o quale destino debba avere il proprio corpo una volta finita la cerimonia, ma anche poter decidere sulle questioni delicate del fine vita: poter decidere quali trattamenti sanitari rifiutare e quali accettare, poter esprimere chiaramente la propria volontà oggi per quando non si potrà più essere in grado di esprimerla direttamente, poter autodeterminare quando i trattamenti sanitari diventano così gravosi da non permettere più una condizione di vita dignitosa.
È il tema più generale della laicità dello Stato: laicità in questo caso non significa essere contro qualcosa, ma lasciare la libertà ai singoli e metterli nelle condizioni di poter decidere ognuno secondo la propria coscienza, senza che le posizioni dell'uno prevarichino quelle dell'altro.
Anche in questo caso il tema verrà esplorato attraverso esperienze e testimonianze dirette: la scelta controcorrente di don Santoro che scrive una lettera di solidarietà a Beppino Englaro; l'esperienza di Alessandro Bergonzoni come testimonial della Casa dei Risvegli; il dibattito pubblico sul testamento biologico durante la Biennale di Democrazia a Torino; la drammatica situazione di Paolo Ravasin che attraverso un videotestamento esprime la sua volontà di rinunciare all'idratazione e all'alimentazione artificiale.

UN VIAGGIO, MOLTE STORIE
Non si può avere la pretesa di raccontare un tema complicato come quello relativo alle scelte personali sugli ultimi momenti della vita in modo esaustivo. Non si può avere la pretesa di trovare la verità o di approdare ad affermazioni definitive. Un viaggio non esplora tutte le strade possibili, a ogni bivio compie una scelta e si lascia alle spalle sentieri che non esplorerà mai. A ogni bivio incontra nuove storie, nuove voci, nuovi punti di vista, a volte concordi tra di loro, a volte dissonanti.
Il nostro viaggio cerca di tenere insieme tutte queste voci, dando spazio soprattutto a quelle più deboli, a quelle che rischiano di rimanere inascoltate nell'assordante e spesso demagogico frastuono del dibattito pubblico.

SCHEGGE DI COTONE
L'Associazione culturale Schegge di cotone nasce nel 2001 a Roma grazie alla proficua collaborazione di artisti provenienti da diverse parti d'Italia. Il progetto Schegge di cotone raccoglie l'esperienza triennale del teatro Blackgull, nato a Roma nel popolare quartiere di S. Lorenzo nel 1998. Il piccolo teatro Blackgull comincia la sua attività in punta di piedi, ma in breve tempo, convogliando il crescente interesse di pubblico e addetti ai lavori, si attesta come nuovo e vitale laboratorio di attività teatrali e culturali. Al progetto Blackgull partecipano con entusiasmo e professionalità artisti delle potenzialità di Ascanio Celestini, Michele Sinisi, Nicolas Joos, Giacomo Maroni, Andrea Cosentino, Luca Cirasola, Pietro Naglieri e tanti altri. Il primo spettacolo prodotto con il nome Schegge di cotone è La tempesta con la regia di Giacomo Maroni presentato in prima nazionale all'edizione 2001 del Festival Enzimi a Roma. Attualmente i maggiori animatori delle attività della compagnia sono Ottavia Leoni e Pietro Naglieri. La prima attraverso un'intensa attività incentrata sul teatro sociale e di narrazione il secondo attraverso l'esplorazione di svariate vie di rappresentazione alla ricerca di una forma che soddisfi sia esigenze di innovazione artistica sia l'interesse di un pubblico sempre più vasto e eterogeneo.
Pietro Naglieri, grazie alla sua quinquennale attività di docenza presso l'Accademia d'Arte Drammatica P. Scharoff di Roma, ha avviato di recente una serie di progetti legati alla pedagogia teatrale particolarmente centrati sulle tecniche recitative di Konstantin S. Stanislavskij.

Proiezione in anteprima italiana del documentario
Sia fatta la mia volontà
Serata a cura della Fondazione Ariodante Fabretti Onlus e
della Federazione italiana per la cremazione.

Interverranno: Elisa Capo, Marco Novarino (Fondazione A. Fabretti), Guido Peagno (Presidente FIC)

Seguirà dibattito

Quando?
giovedì 11 febbraio 2010
ore 20.30

Dove?
Circolo dei Lettori
via Bogino 9, Torino

Commenti dei Lettori

  • ascanio - lasciateci decidere come...

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