Domani i funerali del generale Amoretti, una vita legata all'eroico gesto di Pietro Micca

29 agosto 1706, la cittadella è assediata dai francesi. Alcuni granatieri d'oltralpe riescono ad entrare nelle gallerie sotterranee, ignari di cosa, o meglio, di chi li avrebbe accolti. Pietro Micca e un commilitone erano di guardia. Sentendo giungere il nemico decidono di far esplodere un barile di polvere da sparo. La miccia lunga non andava bene. Troppo tempo per innescare la trappola. Pietro Micca prende quella corta e dice al compagno di salvarsi. Poi l'esplosione. L'eroico gesto che costò la vita al valoroso patriota permise alla cittadella di resistere all'assedio.
Questa storia leggendaria che s'insegna sui banchi di scuola è tenuta in vita oggi da un museo nato nel 1961 (centenario dell'Unità d'Italia), grazie al generale Guido Amoretti, deceduto questa settimana.
Da giovane lavorava nei pressi della cittadella di Torino. Li vicino, i lavori per la costruzione di un edificio attirarono la sua attenzione. Gli scavi infatti portarono alla luce diverse gallerie, utilizzate durante la seconda guerra mondiale come rifugi. Questa scoperta colpì notevolmente Amoretti che si adoperò nel restauro dei sotterranei e nella costruzione del Museo.
Un'esposizione sotterranea emozionante che culmina nel punto in cui si trova la scala utilizzata da Pietro Micca dopo aver acceso la miccia e il luogo dove poi è stato rinvenuto il corpo esanime.
Con il generale Amoretti Torino perde una presenza storica importante, una testimonianza del passato che la città difficilmente potrà scordare.
Oggi, dalle ore 10.30 e per tutta la giornata, la Camera Ardente presso il Museo Pietro Micca e alle 18.30 Santo Rosario in Duomo. Domani, alle ore 11, i Funerali in Duomo e quindi trasporto al Cimitero Monumentale.
16 / 07 / 2008
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