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Festival di cultura classica, Teatro Erba di Torino (6 ottobre-2 novembre)


Edizione numero 11 per il seguitissimo Festival di cultura classica, in scena al Teatro Erba dal 6 ottobre al 2 novembre (con “raddoppio” al Teatro Alfieri dal 20 al 25 ottobre per il musical L’asino d’oro). E lunedì 5 ottobre ore 21 immancabile l’omaggio alla prima edizione del Festival con la conferenza-spettacolo Ciò che uno ama.

AlcestiTorino Spettacoli crede che il Teatro non possa prescindere da un bagaglio forte di temi e motivi di valenza etica, intellettuale e artistica; per questo riserva uno spazio di significato alla cultura classica.
Concepito per portare in scena i capolavori greci e romani, radici alle quali attinge a tutt’oggi la nostra cultura di teatro e di vita, il Festival rinnova il proposito di offrire spettacoli di livello, integrati da serate a tema e approfondimento.
Per un coinvolgimento di spettatori, insegnanti e studenti in una fruizione partecipata e consapevole, all’insegna di un dialogo capace di chiarificare la materia poetica, la sua interpretazione e la rappresentazione. Grazie al contributo scientifico di studiosi ed esperti guidati da Pierpaolo Fornaro e alla collaborazione di Piero Nuti e Adriana Innocenti, due personaggi legati al teatro classico da lunga frequentazione ai massimi livelli, la ricerca e l’operatività in questo settore hanno assunto importanza decisiva alla quale danno il loro contributo diverse prestigiose realtà culturali.

Teatro Stabile Privato "Torino Spettacoli"
Lunedì 5 ottobre ore 21 Ciò che uno ama. Serata di presentazione dell’11° Festival di cultura classica. 6 ottobre inaugurazione con Alcesti e l’amore tra Sylvia Plath e Ted Hughes. Dal 6 ottobre al 2 novembre un mese di spettacoli e conferenze.
Biglietti e abbonamenti cartellone Festival di cultura classica:
Alcesti - Diversi suoni amore - Troiane - Metamorfosi
Processo Socrate - Asino d’oro - Cabiria - Casina
  • posto unico - 23 euro
  • over 60 - 16 euro
  • gruppi, abbonati e convenzionati T.Spettacoli - 12 euro
  • under 26, studenti e docenti - 8 euro (ingresso gratuito docenti accompagnatori, 1 ogni 10 allievi)
  • Ciò che uno ama - ingresso gratuito su prenotazione al Teatro Erba
  • abbonamento 3 spettacoli a scelta:
    prezzo unico - 39 euro
    spec studenti e docenti - 21 euro
  • tutti gli spettacoli del Festival di cultura classica sono inseribili in tutte le formule di Abbonamento a Torino Spettacoli (Grande Prosa, Fiore all’occhiello, 3+3, 5+5)
11° Festival di cultura classica: il programma
temi e motivi etici, intellettuali e artistici bagaglio dell'uomo moderno
Teatri Erba e Alfieri
  • Teatro Erba – lunedì 5 ottobre ore 21
    Compagnia Torino Spettacoli
    Ciò che uno ama
    Poeti lirici dell’antica Grecia in scena
    a cura di Adriana Innocenti
    torna lo spettacolo-conferenza in omaggio alla 1a edizione del Festival
    serata inaugurale e di presentazione del Festival a cura di Germana Erba e Pierpaolo Fornaro
    ingresso libero fino ad esaurimento posti, previa prenotazione
    "Sono voci poetiche che ci arrivano da lontano.
    2600 anni sono trascorsi: eppure le sentiamo come nostre. Parlano infatti di cose che ancora ci riguardano: la dolcezza dell’amore e dell’amicizia, la rabbia dell’odio, il dolore dell’addio, la gioia di un incontro erotico, il piacere dello stare insieme… soprattutto ci parlano dei tanti aspetti e sentimenti della vita con una freschezza nativa, con una nitidezza di linee, una essenzialità che consente di giungere al cuore delle situazioni”.
    Archiloco, Mimnermo, Alceo, Anacreonte, Alcmane, Ibico, Simonide, Pindaro e Bacchilide… la serata si compone di un primo momento dedicato ai bellissimi versi dei poeti lirici greci con Ciò che uno ama (titolo storico e scaramantico per Torino Spettacoli) e della presentazione del festival con gli artisti e gli esperti coinvolti nell’undicesima edizione.
  • Teatro Erba – da martedì 6 a giovedì 8 ottobre
    (6 e 7 ottobre ore 21; 8 ottobre, ore 10 - recita scolastica)
    Compagnia Torino Spettacoli
    PATRIZIA POZZI EUGENIO GRADABOSCO CARMELO CANCEMI DOMENICO BERARDI RICCARDO GENOVESE
    Alcesti, appassionante storia d’amore tra mito e cronaca
    drammaturgia Pierpaolo Fornaro e Girolamo Angione - musiche dal vivo Riccardo Genovese
    scena, costumi e maschere Elisabetta Ajanì - regia Girolamo Angione
    5° anno di repliche per uno spettacolo che ha saputo conquistare il pubblico sia per il suo testo che per la intensa messa in scena.
    La poesia dell’Alcesti di Euripide, per raccontare una delle più appassionanti storie d’amore, quella tra Ted Hughes e Sylvia Plath; una storia d’amore e di morte, così assoluta e travolgente che solo uno dei due poté uscirne vivo; e fu Ted che, a più di trent’anni dal suicidio di Sylvia, rilesse in chiave autobiografica la tragedia dell’eroina che sceglie di morire al posto del marito: Alcesti si confonde con Sylvia e diventa cosciente rimorso.
    Ma la nostra Alcesti va oltre: il dramma moderno di Sylvia e di Ted sale in primo piano e la tragedia antica va in scena nel salotto londinese di Sylvia in quel febbraio del 1963, in cui si consumò la fine della poetessa. La distanza tra mito e cronaca quasi si annulla e le parole antiche ora feriscono nella loro stessa bellezza poetica, e si fanno strumento di una lacerante resa dei conti finale.
  • Teatro Erba – da giovedì 8 a domenica 11 ottobre
    (8, 9, 10 ottobre, ore 21 - 11 ottobre, ore 16)
    Compagnia Torino Spettacoli – PIEMONTE DANZA MUSICA TEATRO
    I diversi suoni dell’amore
    novità assoluta di Enrico Fasella da Saffo, Catullo, Orazio, Marziale
    con Attori e Attrici del corso F.S.E. della Fondazione TNT
    Lorena Antonioni, Daniela Balsamo, Mauro Bruno, Elisa Cassissa, Antony Circiello, Tommaso Cocchi,
    Diletta Dalla Casa, Mauro Ferrarini, Antonello Filippone, Luciana Giordana, Stefano Gullotta, Pamela Marino,
    Simone Moretto, Alessandra Piscopo, Massimiliano Rusciano, Giulia Santabarbara, Sara Terazzi, Carmela Tripoli
    Un percorso attraverso l’incontro d’amore, sia esso felice o infelice, consumato oppure soltanto sperato.
    Lo strumento di analisi è il suono, suono affettivo, suono metrico, suono poetico e palpito recitativo, in un nuovo testo che, attingendo dalle straordinarie fonti antiche (Saffo, Orazio e Marziale) offre sperimentazione linguistico-letteraria e interpretativa. La poesia come sintesi di pensieri che inondano la mente, soprattutto negli attimi in cui l'animo umano cede alle tentazioni del dio Eros. L'antichità è ancora mentore, a noi uomini del ventunesimo secolo, di quanto il desiderio di amore possa raramente disgiungersi dal piacere carnale, dall'incontro delle anime e dei corpi, fino a raggiungere la perfetta unione tra il desiderio e l'estasi. Tre esempi di vita vivente in metriche diverse, ma di pari forza ed impatto: Saffo, Orazio e Marziale. La viva spontaneità di autori che hanno liricizzato in versi di validità perenne l'unica forza che “fa mover gli astri e le stelle”: l'amore. Tra i momenti di particolare suggestione, l'inno ad Afrodite, forse una delle più belle e delicate liriche pervenuteci, in cui Saffo esprime la pena e l'ansia per l'amore non sempre corrisposto. Al maestro di eleganza stilistica e ironia Orazio il compito di dettare i celebri canoni dell'ars vivendi, all’insegna dell'invito a vivere intensamente ogni attimo.
  • lunedì 12 ottobre ore 21
    Metamorfosi. Del corpo e dell’animo
    conferenza a cura di Pierpaolo Fornaro e Chiara Lombardi
    letture da Esopo, Ovidio, Merimée, Stevenson, Wilde, Bulgakov, Orwell e Brink.
    Dagli antichi arazzi di Ovidio e Apuleio, il gioco è stato spesso ripetuto e variato. Fra uomini, animali e piante, si diventa altro, si cambia e ci si scambia l’esistenza.
    Ma per l’uomo soltanto l’alea dell’alterazione è anche rischio di perdita e smarrimento quando non di abiezione.

    Conferenza a ingresso gratuito
  • Teatro Erba – da martedì 13 a domenica 18 ottobre
    (13 e 14 ottobre ore 10 - 15, 16, 17 ottobre, ore 21 - 18 ottobre, ore 16)
    ADRIANA INNOCENTI PIERO NUTI
    Le Troiane
    di Euripide – regia Adriana Innocenti
    con Angela Brusa Barbara Cinquatti Andrea Sacco Maheshika Bertin Stefano Fiorillo Alice Baronio Roberta Belforte Chiara Bosco Giulia Brenna Francesca Cassottana Lucrezia Chionna
    Marta Di Giulio Roberta Indiogia Giulia Marinsec
    Troia è distrutta, rasa al suolo: in questo lager le superstiti vittime di tale distruzione sono in attesa di essere assegnate come bottino di guerra ai vincitori.
    Dove Euripide? Dove la realtà di ieri, di oggi, di sempre?
    Il grido della disperazione, la domanda continua del perché delle guerre si traduce nel grido doloroso di Adriana Innocenti che interpreta Ecuba proiettandovi il dolore furioso e viscerale di tutte le “madri-terra”, di tutte le donne, le spose, le figlie del mondo che subiscono il gioco viscido e perverso, o semplicemente stupido dei potenti. C’è un passaggio del coro che ha offerto alla regista la chiave di lettura più pertinente per l’interpretazione di tutto lo spettacolo: “Tutto fu inutile, ma se gli Dei ci avessero travolto rovesciando nell’abisso della terra le cose che stanno alla luce, saremmo scomparse senza fama e gli uomini che verranno non ricorderebbero il nostro dolore nei canti delle Muse”. Emerge forte non solo la modernità, ma la dimensione eterna ed universale di questa tragedia alla quale gli ateniesi assistettero alla vigilia della spedizione in Sicilia e alla quale noi assistiamo come monito di rifiuto degli errori a cui porta la sete di dominio e come lamento funebre non solo sulla sorte dei vinti ma anche dei vincitori.
  • Teatro Erba – da lunedì 19 a giovedì 22 ottobre
    (19, 20, 21 ottobre, ore 21 - 22 ottobre ore 10)
    Compagnia Torino Spettacoli
    Metamorfosi
    di Girolamo Angione e Pierpaolo Fornaro, da Ovidio a Kafka - regia Girolamo Angione
    con Attori e Attrici del corso F.S.E. della Fondazione TNT
    Lorena Antonioni, Daniela Balsamo, Mauro Bruno, Elisa Cassissa, Antony Circiello, Tommaso Cocchi,
    Diletta Dalla Casa, Mauro Ferrarini, Antonello Filippone, Luciana Giordana, Stefano Gullotta, Pamela Marino,
    Simone Moretto, Alessandra Piscopo, Massimiliano Rusciano,Giulia Santabarbara, Sara Terazzi, Carmela Tripoli
    La favolosa pedagogia delle Metamorfosi ci concilia con la natura stessa e ci rasserena: nel flusso vitale che scorre dalla materia inerte all’intelligenza dell’essere razionale, qualcosa della nostra individuale ansia avrà modo di placarsi. Non saremo per sempre perduti. I miti di metamorfosi che piacquero a Dante, a D’Annunzio e tanti altri successori e interpreti di Ovidio, sono giunti fino a noi come un arazzo meraviglioso che, con raffinatissima ironia, illustra e suggerisce cordiale necessaria speranza.
    Pierpaolo Fornaro, che alle Metamorfosi ha dedicato un saggio definendole “il classico da riscrivere sempre”, ne ha colto la loro percezione fino alla contemporaneità: “Metamorfosi è il nome della più grande fantasia che dal tempo di Ovidio percorre tutta la letteratura europea. Nell’immaginare un trapasso, un esito della vita che non sia annullamento ma preservazione nel cambiamento, un poeta latino ci offre un salutare schermo al sempre presente timore della morte. Pietre che diventano uomini, Eco che si trasforma in pura voce, Dafne in alloro, Aracne in ragno, Cadmo in serpente non sono soltanto gioco immaginario. La metamorfosi stessa infatti si mostra in metamorfosi e dà via via la prova della nostra forse irreparabile sfiducia esistenziale, e rivela oggi in noi non più la salute dell’animo antico, ma la malattia dell’animo moderno. Al termine del percorso proposto in scena, Kafka esprime – trasformando un uomo in scarafaggio, cioè un individuo innocente in animale reietto e schifoso – la catastrofe dei nostri tempi crudeli. E la metamorfosi per noi diviene, più che un penoso annichilimento, una metastasi del nostro essere“.
  • Teatro Alfieri – da martedì 20 a domenica 25 ottobre
    (gio 22, ven 23, sab 24 ore 20,45 – dom 25 ottobre ore 15,30 - recite al mattino: mar 20 e mer 21 ore 10)
    Compagnia Torino Spettacoli
    MARIO ACAMPA SILVIA BARBERO DOMENICO BERARDI MARIA GRAZIA VENTRELLA ANNA GOLDSTEIN
    DAVIDE LOVERA VALENTINA BATTISTONE RICCARDO GENOVESE GIORGIO RICHETTA GIOELE CALORIO
    IACOPO DALMASSO STEFANO MUIA ANTHEA D’ERRICO SAMIA STILO LUANA SCHILARDI FIORELLA GRASSO
    L’Asino d’oro
    novità assoluta di Gian Mesturino dal Metamorfosi di Apuleio di Madaura - - regia Girolamo Angione
    musiche Bruno Coli - regia Girolamo Angione - coreografie Ekaterina Savina, M. Chiara Raviola, Sergio Cavallaro - scene Davide Gastaldo - costumi Luisa Ludovico e Tiziana Ronco
    L'unico romanzo latino pervenutoci intero offre ancora oggi intreccio, ritmo e sagacia davvero rari. Le avventure del giovane Lucio sono tutte intrise di un’atmosfera fantastica, carica di mistero e di trasparente spettacolarità. Ospite del ricco Milone e di sua moglie Pànfila, esperta di magia, riesce ad assistere di nascosto a una delle trasformazioni cui si sottopone quest’ultima. Vedendo che Pànfila, grazie a un unguento, si muta in gufo, Lucio vuole sperimentare su di sé tale metamorfosi ma sbaglia unguento e diventa asino, pur mantenendo facoltà raziocinanti. Per riacquistare sembianze umane, Lucio dovrà cibarsi di rose…
    Nella trasposizione scenica la magia che ammalia e irretisce il temerario Lucio diviene la magia stessa del teatro, che è metamorfosi per natura. Ecco dunque, nell’invenzione continua che dà vita allo spettacolo, fondersi e contrapporsi l’espressività dei dialetti, la seduzione del canto, l’esuberanza dei travestimenti, il gioco dei sensi e della sensualità, in una rocambolesca avventura scenica all’insegna di quella “curiositas” che muove il mondo dell’Asino d’oro e, forse, il mondo intero.
  • Teatro Erba – da venerdì 23 a lunedì 26 ottobre
    (23 e 24 ottobre ore 21 - 25 ottobre ore 16 - 26 ottobre ore 10)
    PIERO NUTI
    con ANTONIO ORRIA GIACOMO BARABINO
    Processo a Socrate
    dalle opere di Platone – scritto e diretto da Piero Nuti
    Un ritorno a grande richiesta, ormai appuntamento fisso del Festival di cultura classica per una delle più vibranti interpretazioni di Piero Nuti.
    I dialoghi di Platone dedicati al processo e alla condanna a morte di Socrate rappresentano una delle più alte riflessioni sul senso della giustizia, del dovere dell’uomo e della morte. Lo stesso Socrate, a colloquio con i suoi discepoli, nel momento estremo della condanna capitale, fornisce con le sue parole e con il suo comportamento la prova vivente di una esistenza spesa a testimoniare il valore assoluto dell’obbedienza alle leggi, dell’amore per la patria, della religiosità, della giustizia. Nonostante gli accorati appelli a cercare la salvezza, Socrate va incontro alla morte con la consapevolezza di chi accetta il martirio come prova di altissima umanità, come testimonianza del senso più alto della giustizia.
  • Lunedì 26 ottobre ore 21
    Un altro Socrate, oppure intero
    a cura di Pierpaolo Fornaro e Chiara Lombardi
    letture da Aristofane, Platone, Senofonte, Diogene Laerzio, Plutarco e Luciano.
    I tratti in ombra del maestro di strada ateniese che secondo testimonianze diverse contrastano o completano il profilo del nobile cammeo per lui inciso da Platone. Ma forse si potrebbe lì ritrovare anche i molti Socrati creati dalla sua ironia.
    Conferenza a ingresso gratuito
  • Teatro Erba – da martedì 27 a giovedì 29 ottobre, ore 21
    Compagnia Torino Spettacoli Compagnia TEATRO NUOVO
    ENRICO FASELLA ALBERTO BARBI ETTORE LALLI MARIO ACAMPA
    SILVIA BARBERO VALENTINA BATTISTONE MARIA GRAZIA VENTRELLA
    Cabiria, il kolossal!
    spettacolo multimediale liberamente ispirato alle opere di
    Pastrone, D’Annunzio, Salgari, Flaubert, Pizzetti
    di Gian Mesturino e Filippo Crivelli – a cura di Enrico Fasella
    Dopo l’accoglienza riscossa nella passata stagione, torna Cabiria, il kolossal!, realizzata grazie all’interazione di prosa, danza, contributi multimediali e a un’ambientazione di grande impatto visivo, per una proposta di teatro accessibile, aperto al dialogo con il cinema e soprattutto aperto al confronto e alla sensibilità dello spettatore di oggi. Tratto dalle opere di Emilio Salgari e Gustave Flaubert per la geniale intuizione di Giovanni Pastrone, che volle al suo fianco come sceneggiatore Gabriele D'Annunzio, il film Cabiria è diventato una icona emblematica del cinema muto e del cinema italiano, non a caso nato a Torino e vero cimelio del Museo Nazionale del Cinema, che l’ha recentemente restaurato. Fu D'Annunzio a volere come titolo della pellicola Cabiria, in quanto nome della protagonista che il dio Moloch vuole sacrificare. Sulla scia e sulla forza di questo capolavoro, lo spettacolo vuol rendere omaggio a tutte le personalità che hanno contribuito a costruirlo.
  • Teatro Erba – da venerdì 30 ottobre a lunedì 2 novembre
    (30, 31 ottobre, ore 21 - 1 e 2 novembre, ore 21)
    LUDUS IN FABULA
    MARINA THOVEZ MARIO ZUCCA
    Casina
    di Marina Thovez da Tito Maccio Plauto
    scene Nicola Rubertelli – adattamento e regia Marina Thovez
    Casina è una trovatella che è stata adottata dalla ricca coppia di Lisidamo e Cleustrata. I due hanno già un figlio che si innamora di Casina. La fanciulla è talmente bella che anche il vecchio patrigno, Lisidamo, perde la testa. Cleustrata parteggia per il figlio, ma non essendo possibile un matrimonio tra un uomo libero e una schiava, propone di darla in moglie al giovane scudiero Calino. Lisidamo a sua volta, per non svelare la sua vera intenzione di avere Casina, propone di darla in sposa al vecchio fattore Olimpione, complice delle sue bramosie.
    Dopo vari litigi tra marito e moglie e tra i due servitori, si decide di affidare al fato la scelta, tramite un sorteggio! Vince Olimpione. E mentre Lisidamo si prepara alla sua notte d’amore, le donne di casa architettano una grande beffa che manderà in bianco i due vegliardi.
    Plauto è tra i più grandi commediografi mai esistiti.
    Che rovello, allora, metterlo in scena! Questa Casina conserva tutta la classicità della parola plautina, rimanendo filologicamente fedele al testo. Un testo che è un intreccio fortissimo, ripreso da un originale greco di tale successo e rappresentato per generazioni attraverso diversi secoli e diverse culture da potersi considerare ormai a “prova di pubblico”. Casina è tra le più riuscite commedie di Plauto, perché i personaggi sono ritratti con tali sfaccettature che si affrancano dall’intreccio e aggiungono al perfetto meccanismo comico una piacevolezza fatta di sentimenti, di delicata psicologia. E’ un fregolismo senza fiato, è il teatro nel teatro, è uno scambio di persona all’ennesima potenza, è un gioco che a Plauto -che ha fatto dell’arte di far apparire un personaggio quando meno te lo aspetti uno dei punti chiave della sua vis comica- sarebbe piaciuto molto. Sicuramente una "Casina" così non si é mai vista.
Info
  • Teatro Erba
    c.so Moncalieri 241, Torino
    tel 011.6615447
  • Teatro Gioiello
    via Colombo 31, Torino
    tel 011.5805768
  • Teatro Alfieri
    p.za Solferino 4, Torino
    tel 011.562.38.00

05 / 10 / 2009



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