FolkClub: KolorZ presenta Quilibrì, fuori dagli schemi del Jazz con grande equilibrio (28 gennaio)
27 / 01 / 2011 - “KolorZ_01” nasce dalla collaborazione tra FolkClub e OZmotic (giovane e dinamica associazione culturale che organizza ogni anno l’ottimo festival Jazz al Leu a Casalborgone) mette in scena tre spettacoli musicali con artisti e musicisti di importanza nazionale le cui opere sono caratterizzate da una forte ricerca stilistica e da una profonda spinta innovativa. Il filo conduttore della rassegna è costituito dalla ricerca timbrica e ritmica e dall’innovazione stilistica. I gruppi accuratamente selezionati per “KolorZ_01” sono ormai da anni concentrati su un lavoro artistico denso e coerente che li ha portati a produzioni discografiche, partecipazioni in festival e rassegne nazionali ed internazionali. La vastità timbrica che caratterizza la musica afroamericana è fortemente richiamata dai colori che i differenti ensemble coinvolti nella rassegna hanno all’interno del loro dna: clarinetto basso, oboe e corno inglese, sax soprano, sax contralto, basso e contrabbasso, fisarmonica, pianoforte e chitarra, percussioni e batteria rappresentano la strumentazione che permetterà ai musicisti di “colorare” le serate del Folkclub.
Quilibrì è un ensemble che combina alcuni elementi caratteristici di mondi sonori piuttosto lontani tra di loro. Piccole idee sagomate per eludere le associazioni abituali, le abitudini e i riferimenti più immediati, tra jazz e world music, improvvisazione e tradizione, risultando in forme inaspettate, intese come centro di gravità intorno a cui la musica possa emergere per contagio, collettivamente, fino al momento in cui qualcuno si scopre in prima linea. Nel 2009 pubblica l’album Eco Fato per Auand Records, registrato durante un’alluvione, in un fienile temporaneamente adattato ma permeabile ai suoni di pioggia e di cinguettii. ...Andrea Ayassot è un sassofonista dal peculiare timbro e dal linguaggio personalissimo. Quilibrì, sviluppa trame poliritmiche, utilizza procedure che provengono dalla musica indiana quanto dal mondo polifonico occidentale, sfrutta le risorse delle forme canzone ed evita accuratamente l’uso di linguaggi derivativi, pur essendo pienamente consapevole dei materiali che utilizza [...], sviluppa in maniera originale le concezioni trasversali che animano l’odierna scena jazzistica italiana ed europea... (Maurizio Franco, Iseo Jazz 2006). ...in una rassegna dedicata al nuovo, Quilibrì ha un posto d’onore: per l’originalità del sound, il fascino seducente delle composizioni, il controllo dei timbri, la pulsazione danzante mai assente: una trama ricca e sommessa, che si sviluppa in forme inedite... (Stefano Zenni, Metastasio Jazz 2009).
Andrea Ayassot - sassofono. Dopo alcune esperienze nel campo della musica contemporanea, si è occupato più volentieri di varie forme di musica improvvisata. Oltre a numerose collaborazioni, ha condotto diverse formazioni e pubblicato lavori dedicati a proprie musiche originali: Joko Vocale Concorde (Premio Recanati della Canzone d’Autore’96), Qfwfq- Scaraborecchi, Provare inCanto, Elle se prend. Da sempre con il quartetto di Franco d’Andrea, attivo dal 1996, con cui ha partecipato alle più importanti rassegne italiane, suonato in Europa, Australia, Indonesia e pubblicato numerose registrazioni. L’ultima è The Siena Concert, edito nel 2008 da Blue Note.
Karsten Lipp - chitarra. Formatosi musicalmente a Berlino con il chitarrista Frank Möbus e alla Musikhochschule Köln con Frank Haunschild e il pianista inglese John Taylor, sviluppa uno stile estremamente personale e riconoscibile e si impone ben presto nel panorama del jazz nord-europeo, vincendo con il suo trio Pupazza il concorso Ernst & Young International Jazz Award - for the most talented jazz students in Europe di Rotterdam, il concorso Chambre Ceramic Concours di Maastricht e il nostro GreenAge Festival (2002), a Torino. Oltre al Karsten Lipp Trio e al suo duo di improvvisazione To|Song, collabora con la Slow Band di Emanuele Maniscalco, il quartetto del contrabbassista Joe Rehmer e la Actis Band di Carlo Actis Dato.
Stefano Risso - contrabbasso. Attivo come contrabbassista e compositore da più di quindici anni, incide più di trenta dischi, collabora con molti musicisti, fra cui Aldo Romano, Phil Woods, Roy Paci, Tino Tracanna, Gianluca Petrella, Fabrizio Bosso, Gianni Coscia. Nel 2008 la rivista JazzIt assegna al suo progetto Vocifero vol. 1 (presentato al MiTo Settembre Musica 2008 con Andrea Ayassot, Stefano Battaglia e Marco Zanoli) il bollino JazzItLikeIt.
Adriano De Micco - percussioni. Autodidatta, ama integrare strumenti ed oggetti di varie culture; ha suonato in concerti, produzioni musicali, teatrali e in colonne sonore cinematografiche con Ezio Bosso, Gustavo Beytelmann, Pino Daniele, Davide Riondino, Rocco Papaleo, Gigio Alberti, Valter Malosti, Teatro Stabile di Torino e di Genova e con il rapper Jeru The Damaja (NY), interpretando in chiave etno-acustica i suoni dell’hip-hop.
Luca Spena - percussioni. Realizza diversi viaggi alla scoperta delle culture musicali afrocubane perfezionandosi in Senegal, Burkina Faso, Cuba e con Amadou Kiénou e Adama Dramé nello studio del djembé e delle congas. Suona in diversi ensemble di percussioni lavorando con Mor N’Gom percussionista dell’orchestra di Dou Dou N’Daye Rose e con molti danzatori e coreografi di espressione africana.
Quando?
Costo?
Dove?
- Folkclub
via Perrone 3/bis, Torino
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