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Forte di Vinadio: abusi edilizi e bottiglie sotterrate. Partono le indagini e la bonifica dell'area


È datato 21 luglio 2008 il primo esposto informale proveniente dalla frazione Bagni di Vinadio, nel quale viene denunciato il deturpamento di un bene demaniale e artistico -il forte di Vinadio- ad opera di un probabile sotterramento di un ingente quantitativo di bottiglie di plastica contenente acqua (avariata?) all’interno del fossato del Forte di Vinadio.
Una lettera con destinatari eccellenti: in primis indirizzata al Ministero dei Beni e delle Attività Cuturali, e per conoscenza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Dipartimento della Protezione Civile, alla Regione Piemonte - Assessorato ai Beni Culturali, alla World Health Organization Svizzera, all’European Civil Protection Office di Brusselles e ovviamente al Dipartimento della Protezione Civile, all’ Autorità di Bacino del Fiume Po, al Comando Provinciale Carabinieri e a quello di Vinadio, all’ Azienda Sanitaria Locale CN1 e infine al sindaco del Comune di Vinadio Angelo Giverso.
Per otto lunghi mesi nessuno sembrava curarsi di quanto sostenevano i cittadini, fino a quando la Guardia di Finanza di Cuneo, su sollecitazione del Comandante della brigata di Vinadio maresciallo capo Antonio Merlino, ha deciso di far partire l’indagine.

Che vi fossero delle bottiglie seppellite nel fossato del Forte, non qualche cassa, ma pare addirittura interi autotreni, in realtà era notizia nota a tutti in paese, compreso il primo cittadino, nessuno però aveva mai avuto il coraggio di denunciare questo illecito alle autorità competenti.
Eppure analizzando il d.lgs n. 490 del 1999, emerge chiaramente che si è di fronte ad una modifica strutturale di un bene culturale, reato ascrivibile al danneggiamento di un bene paesaggistico e ambientale.
Il fossato doveva rimanere tale e non essere riempito. Inoltre, c’è il fondato sospetto che vi possa essere inquinamento ambientale.

Da chi e perché le bottiglie sono state sotterrate? Perché se c’era solo un difetto di fabbricazione non sono state svuotate, riciclando il materiale plastico come era logico?
Il pensiero corre inevitabilmente alle Fonti di Vinadio Spa: 70 dipendenti, fatturato del 2007 di 150 milioni di euro, primo di 350 marchi venduti in Italia. 170 milioni di Euro di fatturato e 700 milioni di bottiglie vendute nel 2008: ora nei piani dell’azienda vi è la conquista dell'Ue e il lancio in grande stile delle prime bottiglie di plastica biodegradabili, anche se recentemente sanzionate dal Garante della Pubblicità su istanza di circa dieci case produttrici concorrenti.
Il presunto sotterramento però probabilmente risale a molti anni addietro, quando ancora non vi era l’attuale gestione.

Ma a chi spettava l’obbligo di custodire tale bene architettonico? Chi doveva vigilare e soprattutto perché non è stata mai verificata la fondatezza di quelle “voci di piazza”?
E ancora come mai nemmeno uno dei giornali locali ne ha avuto notizia?
La fortificazione di Vinadio è fra gli esempi di architettura militare più significativi dell'intero arco alpino. I lavori di costruzione della fortezza, voluta da Re Carlo Alberto, iniziarono nel 1834 e si conclusero solo nel 1847. Nonostante una breve interruzione, dal 1837 al 1839, in soli undici anni si realizzò un vero capolavoro dell'ingegneria e della tecnica militare e per la sua costruzione in alcuni momenti furono impegnate 4000 persone.
Un bene prezioso per Vinadio, dal punto di vista storico, turistico ed economico, al quale i residenti tengono particolarmente.
Proprio per questo affetto nei confronti del Forte, i residenti hanno deciso di costituirsi in comitato, autotassarsi e commissionare un’indagine geoelettrica all’Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Scienze della Terra, che attraverso una serie di ricerche scientifiche in loco, ha redatto una dettagliata relazione in cui dichiara che nel fossato è fondata l’ipotesi ci siano sotterrati materiali che per consistenza è verosimile siano delle bottiglie di Pet.

In data 3 aprile u.s. è finalmente arrivata l’ispezione da parte del Demanio. Convocato -ma non presente- anche il sindaco, Angelo Giverso.
Accompagnati dal maresciallo capo Antonio Merlino, ciò che hanno visto il responsabile beni demaniali Fabrizio Marmello, è stato molto di più di quanto si aspettavano.
Una serie di abusi edilizi a ridosso del forte, edificati su terreno demaniale, una discarica sulle sponde del fiume, il subaffitto di terreni demaniali per usi privati, un ingente quantitativo di roulotte posteggiate all’interno del forte e molto altro ancora.

È stato quindi redatto un verbale e disposta l’autorizzazione ad effettuare uno scavo test per verificare la presenza delle bottiglie.
Tale scavo è stato autorizzato dal Demanio e verrà effettuato martedì 20 aprile alle ore 10,30.

(Comitato spontaneo Residenti di Vinadio)
Risposta delle Fonti di Vinadio
Vedi anche

18 / 04 / 2009


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