Foto dossier - Rimossa la 'baracca di cantiere' del Pastiss dopo 30 anni di scavi Inconsueto trasporto, questa mattina, in corso Matteotti. Una grossa gru, della ditta Arduino, ha rimosso il carrozzone con ruote esistente all’altezza di via Papacino, usato per più di trent’anni dal Gruppo Scavi dell’Associazione «Amici del Museo Pietro Micca» di Torino impegnati in ricerche sotterranee nella zona. Il carrozzone, risalente agli anni Trenta, sarà trasferito al Museo Ferroviario presso la Stazione della Ciriè Lanzo di corso Giulio Cesare e verrà restaurato... Era appartenuto all’Impresa Serra e Bioletto, che lo utilizzò negli anni della seconda guerra mondiale quando le gallerie sotterranee della ex Cittadella di Torino furono parzialmente trasformate in rifugi di protezione antiaerea. Nel settembre del 1976 il carrozzone fu donato all’Associazione, divenendo un comodo spogliatoio ed un funzionale deposito degli attrezzi.
Ma cosa facevano i volontari nel sottosuolo?: «Lavoravano alla riscoperta della casamatta, detta Pastiss, costruita a protezione del bastione San Lazzaro della Cittadella di Torino per volere del Duca Emanuele Filiberto di Savoia». Eretta tra il 1572 ed il 1574, l’opera faceva parte di un più vasto programma rimasto incompiuto. La casamatta era dotata di un sistema di contromina per bloccare l’avanzamento nemico nel sottosuolo. Tale sistema, costituito da due muri gemini separati da un’intercapedine, raggiungeva la profondità della falda acquifera (- 13,5 m). Le parti emergenti dell’opera formavano un complesso trilobato (esteso per 140 m) dotato di formidabili camere di combattimento su due livelli e, sul fronte di gola, di cannoniere volte ad un’efficace difesa nel fossato del Bastione San Lazzaro.
Il Pastiss, autentico unicum per la complessa ed originale architettura, fu parzialmente distrutto dagli edifici eretti tra l’Ottocento ed il Novecento nella zona di corso Oporto, ora corso Matteotti. Gli ambienti superstiti furono riempiti con la terra di risulta dello scavo delle fondamenta dei palazzi suddetti e, dal 1976, erano in corso di svuotamento e di valorizzazione a cura dei volontari dell’Associazione. Attualmente i lavori al cantiere sono stati sospesi nell’attesa di poterlo dotare di tutti i dispositivi di sicurezza previsti dalla legge. Così l’Ufficio Arredo Urbano del Comune di Torino ha chiesto la rimozione della baracca su ruote e dell’adiacente recinzione metallica utilizzata dai volontari. Nuove strutture, già promesse a titolo gratuito da un’impresa, saranno risistemate sull’alberata di corso Matteotti non appena il cantiere verrà riaperto.
(Amici del Museo Pietro Micca)
Ecco la sequenza fotografica, realizzata da Alberto Alpozzi, che documenta la rimozione della baracca-cantiere:
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28 / 01 / 2009
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