Fura dels Baus a Torino con Boris Godunov, Teatro Nuovo (10-15 marzo)  Costituitasi nel 1979, La Fura dels Baus ha fatto della ricerca nelle arti performative la propria cifra stilistica, con eventi e spettacoli che hanno avuto un impatto enorme a livello internazionale, a partire dall’ormai leggendario Accions (1983). La Fura ha sviluppato un proprio linguaggio, uno stile e un’estetica che si basano sulla creazione collettiva, allargando la propria orbita d’interesse alla letteratura drammatica, al teatro, all’opera, al cinema. Dopo il successo, nel 2006, di Metamorphosis, ispirato all’omonimo testo kafkiano, la Fura dels Baus torna a Torino con Boris Godunov: l’opera del gruppo catalano, ispirata al dramma di Aleksandr Puškin prende le mosse dalle vicende che coinvolsero ottocentocinquanta persone, tra spettatori e artisti, sequestrate da un gruppo di separatisti ceceni all’interno del Teatro Dubrovka di Mosca nel 2002. Lo spettacolo analizza a fondo tutta l’evoluzione del sequestro: le ragioni del gruppo, la negoziazione, le tensioni con gli ostaggi, il rapporto tra guerra, politica e psicologia del terrore. Attraverso l’uso di spazi scenici inusuali, materiale industriale, e ricorso a video e nuove tecnologie, La Fura dels Baus punta a universalizzare il tema del terrorismo inventando persino il paese di provenienza dei separatisti, e riconoscendo delle costanti a episodi e fenomeni che fanno parte, quotidianamente, della cronaca internazionale.
Quando l’attenzione dei media -dichiara Àlex Ollé nelle sue note allo spettacolo pubblicate in Teatro Nuovo I Grandi allestimenti a cura di Guido Davico Bonino e Mario Martone- fu catalizzata dall’assalto di un gruppo di terroristi al Teatro Dubrovka, la mia reazione è stata di puro sbigottimento, non solo per la violenza degli eventi, ma perché la violenza aveva invaso un teatro, un posto che fino ad allora avevo associato a cose positive e piacevoli. La controffensiva che n’è seguita fa parte di una lunga serie di controffensive dello Stato contro coloro che utilizzano il terrorismo come mezzo per effettuare pressioni, rivendicazioni, o per pura follia. Il modo in cui si sono evolute le circostanze, e il tragico epilogo, mi hanno fatto riflettere su questo evento in particolare, e sul terrorismo in generale. La tragedia si è svolta in un teatro. Gli spettatori e i sequestratori hanno finito per diventare vittime; innocenti i primi, colpevoli i secondi. La crisi ha prodotto un’altra crisi ugualmente crudele, orrenda e inutile. Prima di continuare la spiegazione di un progetto come Boris Godunov, permettetemi di dire una cosa: io rifiuto la violenza in ogni sua forma, senza eccezione alcuna, e ciò equivale a dire che rifiuto il terrorismo e le sue conseguenze. Questa affermazione, che in qualsiasi società evoluta sarebbe superflua, diventa necessaria visto l’attuale stato delle cose. Ho pensato agli ostaggi esausti seduti sulle poltrone del teatro. Ho pensato al modo in cui un gruppo di terroristi ha messo in scena un dramma dal finale aperto e inimmaginabile. Il terrore è il modo in cui, in alcuni casi, rispondiamo al terrore. Questo paradosso è la vera essenza del Boris Godunov di Puškin: un impostore sale al potere e sa che certamente non sarà meglio di colui che vuole rovesciare. La tragedia di Dubrovka si è consumata in un teatro, un teatro preso d’assalto e questa situazione, in breve, è stata ai miei occhi la proposta scenica più terribile. Il pubblico che si aspettava di assistere ad uno spettacolo teatrale ha finito per essere, suo malgrado, coinvolto in un dramma dal tragico finale. Questo Boris Godunov ha iniziato a prendere forma quando ho deciso di dare agli spettatori l’opportunità di intravedere, in un modo alleggerito dalla finzione, ciò che altri spettatori hanno dovuto subire in un altro teatro, a Mosca. Vorrei che questa rappresentazione servisse a far in modo che episodi come quello del Teatro Dubrovka non accadano mai più.
Teatro Stabile Torino Stagione 2008/2009
La Fura dels Baus
Boris Godunov con la direzione artistica Àlex Ollé, la regia e drammaturgia di Àlex Ollé e David Plana, testi originali di David Plana. spettacolo interpretato da Pedro Gutiérrez, Sara Rosa Losilla, Juan Olivares, Francesca Piñón, Albert Prat, Manel Sans, Carme Poll, Pere Eugeni Font, Jordi Puig “Kai”.
direzione musicale di Josep Sanou
creazione video di Frank Aleu
scene di Alberto Pastor
costumi di Catou Verdier
disegno luci di Pere Capell e Àlex Ollé
tecnico video Javi Barro. Teatre Nacional de Catalunya/Centro Dramático Nacional/Elsinor/La Fura dels Baus in collaborazione con Teatro Villa de Molina/Ajuntament de Rubí con il sostegno del Ministerio de Cultura-INAEM/Generaltit de Catalunya-ICIC Tour organizzato da Just in Time s.r.l.
Quando?
da martedì 10 a domenica 15 marzo 2009
- da martedì a sabato
ore 20.45
- domenica
ore 15.30
Costo?
24 euro
Dove?
Teatro Nuovo c.so Massimo D’Azeglio 17, Torino
Info
- Biglietteria TST
Salone delle Guardie Cavallerizza Reale (Via Verdi, 9) (mar-sab, ore 12-19)
- tel 011.5176246
- vendita telefonica
tel 011.5637079 (da martedì a sabato ore 12-18)
- nei giorni di recita è possibile acquistare i biglietti alla cassa del teatro un’ora prima dell’inizio dello spettacolo
- vendita online sul sito www.teatrostabiletorino.it
- numero verde 800.235.333
- email info@teatrostabiletorino.it
Da segnalare
- lunedì 16 marzo - ore 18
Sguardi in macchina Film in dialogo con gli spettacoli dello Stabile in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema Cinema Massimo sala 2 - via Verdi 18, Torino Fausto 5.0 di Isidro Ortiz, Àlex Ollé, Carlos Padrissa Il dottor Faust, medico specializzato in medicina terminale, soffre di una profonda depressione. Partecipando a una conferenza, in un’altra città, si imbatte in Santos, suo ex paziente al quale, otto anni prima, aveva pronosticato solo pochi mesi di vita. Santos diventerà il realizzatore dei sogni di Faust. Insieme partiranno per un viaggio fatale nelle viscere di una città i cui edifici sono affetti da uno strano virus. Spagna 2001, 93’, col. Sceneggiatura: Fernando Leon de Aranoa, dal Faust di Goethe Fotografia: Pedro Del Rey Interpreti: Miguel Ángel Solá, Eduard Fernández, Najwa Nimri Ingresso - 3 euro sito www.museocinema.it
09 / 03 / 2009
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