Mostra ''Qui non ci sono bambini'', prorogata fino al primo luglio
AGGIORNAMENTO: 18 / 05 / 2012 - A seguito del favore dimostrato dal pubblico e per far fronte alle richieste di visite guidate da parte delle scuole, il Museo ha deciso di prorogare la mostra “Qui non ci sono bambini. Infanzia e deportazione. I disegni di Thomas Geve” fino al 1 luglio. L’allestimento temporaneo, curato dal Museo stesso, propone per la prima volta in Italia, le riproduzioni di 50 dei 79 disegni realizzati dal giovanissimo Thomas Geve subito dopo la liberazione dal Lager. In cinque mesi di esposizione, la mostra che è stata visitata da circa 4000 persone (di cui 1600 studenti), ha acceso l’interesse del pubblico sul tema della deportazione in relazione ai diritti dell’infanzia.
Per congedare il pubblico, che ha seguito la mostra con interesse e attenzione, in questo ultimo mese e mezzo di esposizione, il Museo ha organizzato in collaborazione con l’Archivio Cinematografico della Resistenza, una rassegna cinematografica dedicata ai diritti dell’infanzia dal titolo Bambini del mondo/Diritti negati. Si tratta di una serie di film a soggetto e documentari che verranno presentati in 6 appuntamenti presso il Museo dal 31 maggio e fino a fine giugno. Una rassegna che intende fissare lo sguardo su storie contemporanee di un'infanzia reietta, conculcata nei suoi più elementari bisogni, abbandonata, disperata. Ma questi bambini, ciò nonostante, non sono irrimediabilmente perduti, sono ancora, a dispetto di tutto, la forza del nostro mondo.
PRECEDENTE ARTICOLO: 26 / 01 / 2012 - “Dare modo ai torinesi di meditare di fronte alle immagini realizzate nel 1945 dall’adolescente Thomas Geve, appena liberato da Buchenwald, con l’animo di raccontare la tremenda realtà del Lager, è un’encomiabile iniziativa del Museo della Resistenza e della Deportazione, in occasione del Giorno della Memoria. Le cinquanta illustrazioni raccolte nella mostra ‘Qui non ci sono bambini’, copie della collezione dei 79 preziosi originali conservati nel Museo Yad Vashem di Gerusalemme, rappresentano un vivido ricordo della Shoah, la testimonianza di una spaventosa tragedia del Novecento e un monito affinché quelle atrocità non si ripetano mai più -scrivono il Sindaco Piero Fassino e l’assessore alla Cultura, Maurizio Braccialarghe- in una nota a margine della conferenza stampa che si è svolta nella struttura museale di corso Valdocco, 4.
Thomas Geve, nel giugno 1943, poco più che tredicenne, fu internato insieme alla madre ad Auschiwitz, poi trasferito a Gross-Rosen e infine a Buchenwald; subito dopo la Liberazione, per fermarne il ricordo, disegnò sul retro dei formulari delle SS con pastelli e acquerelli colorati, l'esperienza nel campo di concentramento. Soffermarsi davanti a queste ‘cartoline’ dai tratti miniaturizzati suscita in ciascuno di noi il ricordo della deportazione e dello sterminio di milioni di persone. La macchina dello sterminio messa in funzione dai nazisti coinvolse tutta l’Europa. Le leggi razziali fasciste dall'autunno del 1938, estromisero dalla vita del nostro Paese cittadini che fino a quel momento erano compagni di scuola, colleghi di lavoro, stimati professionisti, amici e uomini pubblici. Migliaia di cittadini italiani ebrei a cui prima si tolse la dignità e poi la vita stessa. Per questo la memoria della Shoah riguarda tutti.
Come riconoscimento dell’alto valore civile dell’iniziativa, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito alla mostra una propria medaglia di rappresentanza: Ringraziamo di cuore Thomas Geve per avere accettato l’invito a lasciare per qualche giorno Israele, dove oggi vive. I lettori hanno già apprezzato, grazie alla pubblicazione lo scorso anno da Einaudi, la sua testimonianza.
Nella nostra città Thomas Geve incontrerà ragazzi, terrà conferenze e assisterà oggi alle 18 al cinema Nazionale all’anteprima italiana del documentario-intervista di Wilhelm Roesing, Nicht’s als das Leben (‘Nient’altro che la vita’). Alla proiezione sarà presente il Vicesindaco, Tom Dealessandri. Lo sguardo su quel tempo è uno strumento di lettura essenziale della nostra condizione presente. Perché l'orrore di allora non accada mai più,-concludono Fassino e Braccialarghe.
(Fonte Comune di Torino)
Quando? Dal 27 gennaio al 1° luglio 2012 Orari di apertura: da martedì a domenica dalle 10 alle 18. Giovedì dalle 14 alle 22 . Lunedì chiuso
Prezzi? 5 euro 3 euro - ridotto (per chi raggiunge la mostra con i mezzi GTT e per i soci Coop
Dove? Museo Diffuso della Resistenza, Deportazione, Guerra, Diritti e della Libertà Palazzo dei Quartieri Militari corso Valdocco 4/A, Torino
Informazioni Biglietteria: tel 011.4420780 email info@museodiffusotorino.it
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