Giustizia, il modello Torino come esempio per l'Italia
Protocollo d'intesa firmato in Regione dal presidente Cota e dai ministri Brunetta e Alfano
07 / 02 / 2011 - Esportare il “modello Torino” in tutta Italia, rendendo più efficiente e celere il funzionamento dei tribunali: è questo uno degli obiettivi della Conferenza per la giustizia e dell’associazione Torino Giustizia, istituite oggi attraverso un protocollo d’intesa firmato in Regione Piemonte.
Fra i firmatari, il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta, il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino e il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta.
Al protocollo hanno preso parte anche Tribunale di Torino, Camera di Commercio, Compagnia di San Paolo, Fondazione C.R.T., Intesa San Paolo, Unicredit spa, Università degli studi di Torino, Unione Industriali di Torino, Collegio notarile di Torino e Pinerolo, Ordine degli avvocati di Torino e Ordine dei Dottori commercialisti ed esperti contabili di Torino.
La Conferenza si occuperà di elaborare strategie per assicurare la funzionalità dei servizi della giustizia, dal potenziamento della tutela dei diritti alla semplificazione delle procedure di informazione, dalla gestione integrata dei servizi allo sviluppo di sistemi di valutazione sociale, dalla realizzazione di un servizio di relazioni con il pubblico all’attuazione del processo telematico per l’assistenza tecnica.
L’obiettivo del protocollo -ha detto Cota- è riunire tutte le forze e le risorse in una squadra composta da soggetti istituzionali e sociali per potenziare ulteriormente il ‘modello Torino’, esempio di efficienza dal punto di vista giudiziario. La celerità dei procedimenti civili è uno strumento di competitività del sistema produttivo, un tassello fondamentale per contribuire ad attrarre imprese in Piemonte. Realizzeremo una struttura che dia un supporto all’amministrazione della giustizia piemontese.
Sulla stessa linea il ministro Alfano, convinto che il “modello Torino”, con oltre il 50% dei procedimenti conclusi entro un anno e oltre il 95% a rispettare il termine triennale di durata in primo grado, possa essere applicato in tutta Italia.
E’ importante -ha sottolineato Alfano- che tutti insieme si contribuisca al corretto funzionamento della giustizia: magistrati, avvocati, forze produttive e sociali devono formare una squadra senza colore politico, che punti unicamente alla qualità del servizio offerto ai cittadini.
Fra i punti più importanti del protocollo, da segnalare il ruolo strategico dell’innovazione tecnologica. Digitalizzazione del fascicolo delle indagini preliminari, rilasciato in copia dalla procura su supporto digitale, digitalizzazione del fascicolo del gip e del fascicolo del dipartimento: sono solo alcune delle innovazioni previste e annunciate dal ministro Brunetta. Innovazioni che, ha concluso il ministro, “porteranno produttività, trasparenza ed efficienza nell’amministrazione della giustizia”.
(Fonte Regione Piemonte)
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