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Ikebò, da domani un nuovo spazio suggestivo dove si mescolano diverse culture

Il primo ottobre apre nel centro di Torino uno spazio nuovo, nuovo nella pratica e nelle intenzioni. Liliana Boursier e Laura Peinetti, le ideatrici, hanno pensato e voluto un luogo che potesse ospitare chi, come loro, è appassionato di cultura e di culture, un luogo dedicato a chi ha viaggiato e conosciuto e ciononostante è ancora curioso di vedere.

Ikebò è:
  • uno spazio espositivo; infatti ospiterà, per la sua apertura, le personali di Eric Guena e Ahmad Nejad sino a fine ottobre
  • l’atelier dove Liliana produce i suoi sensazionali animali “ingioiellati”
  • un’insolita libreria, infatti ospiterà la nuova Druetto
  • uno spazio dove nascono forme e idee grazie alla professionalità di Alessandro Icardi, grafico e creativo d’eccezione.
Liliana Boursier ha creato uno spazio suggestivo e accogliente, un luogo dove si mescolano diverse culture: per la mostra di apertura verrà presentato l’oriente di Eric Guena in Orient Occident, regards mêlés e il sentimento di Ahmad Nejad in L’Avvenire dei presagi; così come verrà presentata l’Africa delle opere di Sacha Baraz, artista che si troverà sempre esposto in galleria al pari di Van den Berghe, Paul Beckrich e Étienne, artisti conosciuti grazie allo spiccato desiderio di internazionalità della proprietà.
Un po’ d’Africa si ritroverà anche nelle opere realizzate da Carlo Maria Maggia, testimonianza della performance avvenuta durante le tappe del Rally dei Faraoni e che saranno in mostra da Ikebò a novembre, parte del calendario di Contemporary Arts a Torino.

Già dai primi passi si capisce che Ikebò è un luogo a sé: vi si trova la memoria di una vita vissuta intensamente e la voglia continua di sperimentare e di proporsi nuove sfide, vi si trova la passione per la bellezza in tutte le sue forme resa manifesta da opere scelte col cuore e non in base al mercato. Ikebò è un punto di partenza e non d’arrivo. È un non-luogo perché al suo interno si può immaginare di trovarsi ovunque si desideri, come rimanere incantati ad osservare i pezzi d’arte che arrivano da tutto il mondo. Ikebò è questo e molto di più…

Eric Guena
Nasce nel 1953 nella Val de l’Oise e inizia a dipingere già a partire dai 13 anni. A 18 in seguito ad alcuni viaggi in Oriente sviluppa la tecnica dell’inchiostro su carta e dell’utilizzo delle foglie dorate alla maniera giapponese. Mescolando i pigmenti Guena ottiene una materia spessa e opaca che dà un aspetto di “affresco” ai suoi lavori su carta. L’aspetto innovativo della sua tecnica risiede certamente in questo “mélange” di tecniche occidentali e orientali e in una sapiente dissimulazione della prospettiva che non è rappresentata da una linea di fuga, ma piuttosto suggerita da una sapiente composizione geometrica.
La pittura di Eric Guena è una continua sorpresa. Ad un primo sguardo i volti infantili che popolano i suoi quadri paiono espressione di dolcezza ed ingenuità, ma ad una più attenta osservazione ci si accorge di una certa estraneità in un contesto dapprima famigliare: lo sguardo nasconde un’interrogazione sottile, una tensione quasi inafferrabile agita le figure.
Sono composizioni dove sensualità e dissonanza si mescolano: gruppi di personaggi venuti da lontano, folle di bambini, visi dissimulati che s’interrogano e ci interrogano, enigmatici e impassibili, prigionieri e guardiani dei nostri sogni.
Questa pittura, fuori dal tempo, che dichiara subito di non voler esprimere né scatenare un impatto emozionale, colpisce invece col suo fascino tenace che non soltanto chiama in causa l’osservatore, ma risveglia in lui ricordi insoliti e lontani.
Ahmad Nejad
Nasce nel 1968 a Lahydjan, in Iran e si trasferisce in seguito a varie esperienze artistiche a Parigi.
Lasciarsi trasportare dalla magia dei quadri di Ahmad significa entrare in una dimensione in cui un ricco tessuto di colori, di forme e di movimento ha il potere di risvegliare, nella memoria più profonda, sogni, ricordi, presagi, immagini oniriche che aprono molteplici orizzonti sui differenti aspetti della realtà fisica e psichica dell’esperienza umana.
Che si tratti di quadri di grande o di piccolo formato, si colgono le reminiscenze delle miniature persiane e, come in queste ultime, ci si trova di fronte ad una mini-natura, una rappresentazione densa di motivi e di spunti racchiusi in una cornice, all’interno della quale spesso anche la scrittura di poesie o di brevi stralci di versi riveste un ruolo essenziale.
Al di là delle radici persiane della sua creazione, si rileva, come egli stesso ama sottolineare, l’ascendenza dello spirito postmodernista, soprattutto nella disposizione ad attingere ad un antico patrimonio di immagini e di oggetti con lo sguardo e la tecnologia di oggi. Una sorta di incontro tra passato e presente attraverso il movimento errante delle forme.
Nella serie L’Avvenire dei presagi, l’uso di polveri di metallo (oro, argento, rame), da vita a numerosi effetti e movimenti in relazione alla luce, obbligando l’osservatore a spostarsi per scoprire tutti gli aspetti e per cogliere tutti i significati delle immagini che vivono in questi quadri. In questi piccoli formati, inoltre, la sovrapposizione dei colori e la tecnica del “frottage” producono sovente l’impressione di trovarsi di fronte a dei bassorilievi ricchi di dettagli ed è anche per questa ragione che non è soltanto in una prospettiva bidimensionale che questi quadri ci raccontano le loro storie. Essi ci parlano delle infinite possibilità che risiedono nella nostra vita e del loro avvenire potenziale.
Ikebò
con le personali di Eric Guena e Ahmad Nejad
Dove?
  • p.za Cavour 2, Torino
Quando?
  • inaugurazione 1 ottobre 2008
    dalle ore 18.00
  • dall'1 al 31 ottobre 2008
  • dal martedì alla domenica
    ore 10-19.30
  • lunedì chiuso
Info

30 / 09 / 2008




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