Il Cinema tra Afghanistan e Iran: un'esperienza diretta al Mao di Torino (10 marzo)
09 / 03 / 2011 - In occasione della rassegna musicale Darbar il MAO organizza un evento di grande rilevanza: Razi e Soheila Mohebi, sono una coppia di registi, iraniama lei e afgano lui, che hanno vissuto e filmato sia le contraddizioni dell’Iran contemporaneo che i drammi dell'Afghanistan post talebano. Sono a Torino nei giorni in cui tutto il medio oriente si infiamma. La Repubblica iraniana condanna un regista di fama mondiale (Jafar Panahi) a sei anni di carcere e all’interdizione a girare film per i prossimi venti anni. L’Afghanistan continua a essere terra di guerriglie e di morti. Un'incontro importante perché è l’occasione di conoscere un punto di vista diverso, spesso spiazzante, sempre documentato e profondo su una realtà politica e culturale che continua, drammaticamente, a essere al centro della cronaca. Una realtà che ci tocca molto più da vicino di quanto crediamo e che sta ridisegnando la carta politica del mondo. Condurrà l’incontro Enrico Verra, regista torinese che negli anni ha approfondito la conoscenza del cinema iraniano e afgano.
Razi Mohebi
Nato a Ghazni il 1 gennaio 1970, Razi Mohebi appartiene all’etnia hazara, che da sempre, nella storia dell'Afghanistan, ha subito persecuzioni e massacri. Fuggito in Pakistan, ha vissuto da rifugiato fino ad arrivare in Iran, dove si è iscritto ad una scuola coranica per avere la possibilità di studiare. In seguito, grazie alla sua abilità nella pittura, è stato ammesso all’Università di cinema di Tehran. In Iran ha conosciuto la moglie Soheila Javaheri, collaborando ad iniziative orientate a dare sostegno e istruzione ai bambini afghani clandestini. Dopo la caduta del regime talebano, nel 2001, è tornato in Afghanistan dove ha collaborato alla fondazione della “Kabul film” e partecipato anche come attore alla realizzazione della pellicola “Alle cinque della sera”, premio della giuria al Festival di Cannes del 2003. In questo stesso periodo è stato coregista del film “Osama”, che inizia con una scena che vede sfilare centinaia di donne rivendicando il lavoro e i più elementari diritti umani. Per quel film Razi è stato minacciato, rapito e lasciato in fin di vita alla periferia di Kabul. Il regista, tuttavia, non ha voluto rinunciare alla sua attività e ha fondato la Razi Film House, per la quale ha diretto documentari e cortometraggi come “Kite”, condannato dai Talebani e selezionato per i festival di Locarno e Berlino. Nell’estate del 2007, durante la realizzazione di un film documentario sull’uccisione di tre giornaliste, è invitato in Italia come ospite del Religion Today Filmfestival. In quei giorni la Razi Film House è stata chiusa e tornare in Afghanistan è diventato troppo pericoloso. Oggi Razi Mohebi e la moglie Soheila vivono a Trento nella condizione di rifugiati politici.
Soheila Javaheri Mohebi Nata il 1 gennaio 1979, ha studiato Ingegneria elettronica all’Università di Tehran e in questo periodo ha cominciato a scrivere sceneggiature. In Iran ha conosciuto il marito Razi Mohebi, collaborando ad iniziative orientate a dare sostegno e istruzione ai bambini afghani clandestini. A seguito della caduta del regime talebano, nel 2001, si è trasferita in Afghanistan per partecipare alla rinascita culturale del paese. In collaborazione con il marito, fondatore della Razi Film House, ha collaborato alla realizzazione di film e reportage per la televisione francese. Nell’estate del 2004 ha soggiornato a Parigi dove ha partecipato al corso di cinema documentario della scuola internazionale di cinema di Fémis. Dopo il ritorno in Afghanistan ha organizzato proiezioni dedicate al cinema europeo, ma è stata costretta ad interrompere il progetto per le condanne e minacce ricevute. Nell’estate del 2007, durante la realizzazione di un film documentario sull’uccisione di tre giornaliste, è invitata in Italia come ospite del Religion Today Filmfestival, al quale concorre con il cortometraggio “Soldier (Brown box)”. In quei giorni la Razi Film House viene chiusa e tornare in Afghanistan diventa troppo pericoloso. Oggi Soheila e il marito Razi vivono a Trento nella condizione di rifugiati politici.
Il Cinema tra Afghanistan e Iran: un'esperienza diretta
Incontro con i registi Razi Mohebi (Afghanistan) e Soheila Javaheri Mohebi (Iran)
Condurrà l’incontro Enrico Verra
Giovedì 10 marzo ore 21
L’incontro fa parte di: DARBAR - Musica a Oriente Rassegna musicale promossa dalla Fondazione Torino Musei, realizzata dal MAO e dall’ Associazione Musicale Contrattempo, direzione artistica di Renzo Pognant
Gallerie espositive aperte fino alle ore 23.00 Ingresso alle collezioni secondo tariffa ordinaria
Visita guidata delle ore 18.00 dedicata alla galleria che espone le opere provenienti dall’Asia Meridionale Gratuito, prenotazione consigliata al n. 011-4436927
Ingresso gratuito all’incontro fino ad esaurimento posti disponibili Tagliandi in distribuzione a partire dalle ore 20.30
MAO Museo d’Arte Orientale via San Domenico 11 Orario: martedì-domenica ore 10-18, giovedì ore 10-23, chiuso il lunedì Ingresso al museo: intero € 7.50, ridotto € 6, gratuito ragazzi fino ai 18 anni Info e prenotazioni: tel 011.4436927 (lunedì-venerdì, ore 9.30-16.30)
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