
Serata eroica all’Olimpico. Ma non tanto per i 22 in campo, quanto più per i 25 mila spettatori, che hanno affrontato le intemperie e il gelo di una serata torinese di fine novembre per vedere un Juventus Reggina, memorabile soltanto per il gol numero 250 del Capitano, Alessandro Del Piero, in maglia bianconera. Fra costoro vi era anche il vostro cronista, munito di taccuino e penna, a segnalare le gesta di una squadra di temperamento come poche altre al mondo: la Juventus.
La sconfitta di San Siro sembra già archiviata, vista la robusta prova dei ragazzi di Ranieri a Pietroburgo e quella decisa di ieri sera all’Olimpico.
La partita è stata condizionata certamente dalle condizioni atmosferiche e da quelle del terreno di gioco, ma in tutti i modi la Juventus ha mostrato una superiorità totale nei confronti dei volenterosi giocatori reggini, tale per cui non vi possono essere dubbi sulla veridicità del risultato finale.
Il primo tempo, grazie alle migliori condizioni del campo di gioco, è stato certamente più brillante, sebbene la pioggia fredda non abbia cessato un minuto di inzuppare i 22 in campo e alcuni sfortunati delle prime file dell’Olimpico.
Pregevole la prestazione di Mauro German Camoranesi, nonostante una lussazione alla spalla ottenuta con una brutta caduta dopo appena quattro minuti. L’ala italoargentina è stata una spina nel fianco della difesa della Reggina con i suoi dribbling e l’abnegazione sulla fascia, che contraddistingue il fuoriclasse della nazionale, per tutta la durata della sua partira, 45 minuti. Il meritato premio per lo sfavillante ritorno dopo alcuni mesi di infortunio è giunto al 28°, quando di piatto destro, dopo un movimento a rientrare in area perfetto, ha insaccato su un assist altrettanto intelligente di Nedved, giunto sul fondo grazie a un’altra delle numerosissime magie del Capitano.
Contro una Reggina così modesta e così penalizzata dal campo, la forza e la classe della vecchia guardia ha preso la scena per tutta la partita. Peccato l’erroraccio al 41°, quando a tu per tu con il portiere degli amaranto, dopo un velo magistrale di Alessandro Del Piero, Pavel Nedved si è fatto deviare il suo destro sicuro sulla traversa. Perché la rete sarebbe stata la giusta ricompensa al notevole lavoro che il ceco si è sobbarcato per tutti i novanta minuti, nel primo tempo come ala sinistra pura e nel secondo come mediano di interdizione. Ranieri, infatti, al 70° circa ha provato una soluzione che parrebbe interessante: sostituito Marchisio, autore comunque di una buona prova, ha inserito Giovinco sulla sinistra e spostato Nedved in mediana. Il biondo di Repubblica Ceca riesce a garantire solidità in mezzo nei momenti in cui il fiato e le gambe vengono meno, mentre il giovane bianconero di Beinasco è sempre uno spettacolo vederlo ripartire in velocità palla al piede. Tutto merito suo il gol numero 250 del Capitano, infatti è lui che viene atterrato al 72° del secondo tempo da Cirillo, dopo uno sprint sulla neve strabiliante, determinando il rigore successivamente trasformato dal suo Capitano.
Per il Capitano una serata di onori. Sempre leader indiscusso di questa squadra, impreziosisce il suo continuo lavoro con perle e magie molto spesso decisive per il risultato finale. Se col Genoa si era inventato il tocco smarcante che ha portato Grygera al gol, ieri sera di tacco ha dato il via all’azione del gol di Camoranesi, con un velo a messo Nedved davanti la porta, su punizione ha impegnato l’Uno reggino con un infido tiro slittante sul manto erboso, ha siglato il suo 250esimo gol in bianconero con un rigore all’incrocio.
A parte la prova maiuscola dei senatori, ieri sera si è visto un Sissoko devastante nel recuperare i palloni dai piedi di chiunque e un Chiellini poderoso, autore anche della terza rete bianconera su punizione di Marchionni.
Il secondo tempo è stato troppo condizionato dalla neve e dal campo, per poter decretare la pochezza della Reggina come un fattore assoluto, ma certamente anche nella seconda parte, salvo un break a metà ripresa, la Juventus ha controllato agevolmente il gioco degli avversari e si è resa pericolosa con alcune volate di Iaquinta, subentrato all’applauditissimo Amauri, e del giovane Giovinco.
Alla fine, una prova confortante dell’undici di Ranieri, di buon auspicio per il cammino in campionato.
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