Il funerale di Neruda, questa sera a Villar Perosa Per la recente produzione di Assemblea teatro nata con la partecipazione di Luis Sepulveda una serie di repliche e di incontri che saranno preludio a un’importante tournée centroamericana. Tra il 28 ed il 30 settembre Torino sarà palcoscenico per presentare una tre giorni, insieme al Circolo dei Lettori, di incontro e discussione su Pablo Neruda ospite il Direttore della FUNDACION PABLO NERUDA di Santiago del Cile Fernando Saez Garcia, quindi Barcellona, il Messico e il Guatemala ospiteranno la versione spagnola EL FUNERAL DE NERUDA. A Villar Perosa una tappa promossa con l’ASSOCIAZIONE 40 e sostenuta dall’Associazione San Paolo per presentare la pièce all’affezionato pubblico delle Valli.
In mezzo alla devastazione, nella sua casa anch’essa fatta a pezzi a colpi d’ascia, giace Neruda, morto di cancro, morto di pena. La sua morte non bastava, poiché Neruda è uomo di lunga sopravvivenza, e i militari gli hanno assassinato le cose: hanno ridotto in frantumi il suo letto felice e la sua tavola felice, hanno sventrato il materasso e hanno bruciato i libri, hanno spaccato le sue lampade e le sue bottiglie colorate, i suoi vasi, i suoi quadri, le sue conchiglie. All’orologio a muro hanno strappato il pendolo e le lancette; e hanno conficcato la baionetta in un occhio del ritratto di sua moglie. Dalla sua casa rasa al suolo, inondata d’acqua e di fango, il poeta parte per il cimitero. Lo scorta un corteo di amici intimi, capeggiati da Matilde Urrutia. A ogni nuovo isolato, il corteo cresce. A tutti gli incroci si aggiungono persone che si mettono a camminare nonostante i camion militari irti di mitragliatrici e i carabineros e i soldati che vanno e vengono, su motociclette e autoblinde, che fanno rumore, che fanno paura. Da dietro qualche finestra, una mano saluta. Dall’alto di qualche balcone, sventola un fazzoletto. Oggi sono passati quattordici giorni dal colpo di Stato, quattordici giorni di tacere e morire, e per la prima volta si ode l’Internazionale in Cile, L’Internazionale mugolata, pianta, singhiozzata più che cantata, finché il corteo diventa processione e la processione diventa manifestazione e il popolo, che cammina contro la paura, comincia a cantare per le strade di Santiago a perdifiato, a voce piena, per accompagnare come si deve Neruda, il poeta, il suo poeta nell’ultimo viaggio.
Eduardo Galeano
Assemblea Teatro, ancora una volta, sceglie di ricordare quanto della storia, quella vera, si cerca di dimenticare. Il funerale di Pablo Neruda rende memoria ad un poeta che, attraverso la forza della parola, ha salvato la dignità del suo popolo e la propria, al di là di ogni oltraggio politico e umano. Lo spettacolo, come una veglia senza tempo, attraversa la vita del Cile prima e dopo il Golpe dell’11 settembre e la bara del poeta, come le sue case, è architettura di fantasia, trionfo di allegria e resistenza. Teatro di testimonianza quindi, ove drammaturgicamente si intrecciano passato e presente nella coralità creata da nove personaggi che restituiscono voce e corpo ad una poesia incentrata sulla solidarietà umana, capace di travalicare ogni barbarie. Una coralità che si evince anche dalla diversa provenienza degli attori italiani certo, ma anche Annapaola Bardeloni, italo-uruguaiana. In scena pochi ed essenziali elementi: alcune macerie, simbolo della devastazione subita dalla casa di Neruda ad opera dei militari di Pinochet, e la bara del poeta, sulla quale siede l’interprete del poeta stesso, narratore e commentatore delle vicende. Dall’orrore della persecuzione, Assemblea Teatro fa risorgere la poesia: la bara si trasforma in un territorio dal quale fuoriescono conchiglie, bicchieri, bottiglie e oggetti con cui Neruda amava arredare le sue case-barca, metafora del navigare tra porti ove attingere nuovi e significativi versi da donare all’umanità. Il funerale del poeta unisce un’enorme massa di persone che caparbiamente sfidano i militari allineati ai lati del corteo. L’emozione creata da una parola schietta e piena, che canta la libertà contro ogni oppressione, sconfigge la paura di un popolo privato dei suoi più elementari diritti. Continuando nella propria tradizione di teatro di memoria, Assemblea Teatro persiste nel sottolineare il significato etico della cultura e della poesia del teatro. Sulle suggestioni di immagini, parole e canto, si erge la volontà di rendere giustizia a chi per questa ha combattuto. Patrizia Mattioda
Dieci anni fa Assemblea Teatro realizzò con lo spettacolo “Fuochi” la sua prima tournée in Cile a cui ne seguirono diverse altre con gli spettacoli “Dialoghi”, “Più di mille giovedì”, “Ironicamente”, “Parole spezzate”. Dal deserto di Atacama alla Patagonia australe abbiamo girovagato quel lungo paese al sud estremo del mondo. Ci siamo innamorati dei suoi poeti e scrittori e con alcuni siamo divenuti amici e fratelli. Ma indimenticabile nella nostra memoria è stata la visita alla casa di Neruda a Isla Negra. Abbracciati da uno sterminato oceano siamo letteralmente caduti in quel sogno architettonico, in quella poesia fatta di stanze, di pareti, di finestre e di mille oggetti che il poeta aveva raccolto in una vita ricca di esperienze, che lo aveva portato nei paesi più diversi nel corso del primo novecento. Una frase scritta a fuoco sui legni che sostengono la parete d’ingresso ci fulminò “Sono tornato dai miei viaggi. Ho navigato costruendo l’allegria”. Era la dichiarazione di vita per sé e per gli altri, ed era una dichiarazione che un po’ sentivamo nostra e ci rendeva a pieno titolo legittimi abitanti di quella casa. Mai, allora, avremmo pensato che dieci anni dopo saremmo tornati, carichi di allegria, anche a Isla Negra, alla tomba di Pablo e Matilde, a narrare quei giorni del Cile, giorni duri che però, come ogni deserto, celavano sotto il suolo le gemme di una fioritura. Bastava l’acqua che con la democrazia è ritornata.
Renzo Sicco
4 volte Sepulveda Il funerale di Neruda garofani rossi per Pablo testo di Renzo Sicco e Luis Sepúlveda con Gisella Bein, Annapaola Bardeloni, Marco Pejrolo, Giovanni Boni, Maurizio Leoni, Marco Morellini, Mattia Mariani, Silvia Nati, Angelo Scarafiotti, musiche di Stomu Yamastha, Inti-Illimani, Victor Jara, Sigur Ros, Patricio Wang, Violeta Parra regia di Renzo Sicco
Quando? sabato 26 settembre 2009 ore 21
Costo? 7 euo
Dove? Teatro Una Finestra sulle Valli Viale Galileo Ferraris 2, Villar Perosa (Torino)
26 / 09 / 2009
Pagine correlate Torino teatro
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Il funerale di Neruda, questa sera a Villar Perosa '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Ecoditorino scrivere all'indirizzo email ecoditorino@yahoo.it
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema Torino teatro Torino Provincia
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|