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Il segno del chimico a Torino. Lettura scenica per ricordare Primo Levi, con Valter Malosti (2-4 luglio)


02 / 07 / 2010 - In occasione di ESOF, l'evento internazionale dove dal 2 al 7 luglio 2010 oltre 4.000 scienziati, ricercatori, amministratori, divulgatori e imprenditori si incontreranno a Torino per interloquire sullo sviluppo tecnico e scientifico e sui suoi rapporti con la società civile e con l'economia, il Centro internazionale di studi Primo Levi, con la collaborazione e il patrocinio della Città di Torino e il sostegno di Intesa Sanpaolo, presenta una lettura scenica prodotta dalla Fondazione Teatro Stabile di Torino per ricordare Primo Levi (1919-1987), scrittore torinese tra i più importanti e noti all'estero con 12 milioni di copie vendute ed edizioni in 24 lingue.

La lettura va in scena a cura e con l'interpretazione di Valter Malosti, Premio 2009 dell'Associazione Nazionale Critici Italiani, Premio UBU 2009 come miglior regia e nuovo direttore della Scuola di Teatro del Teatro Stabile di Torino. Il dialogo si tiene al Maneggio della Cavallerizza Reale, via Verdi 9 a Torino, il 2, 3 e 4 luglio 2010, è sottotitolato in inglese ed è a ingresso libero senza prenotazione.
Si tratta di una selezione di letture di testi a tema scientifico che lasciano emergere un profilo di Primo Levi inconsueto: colui che tutti conoscono e riconoscono anche all'estero come il testimone di Auschwitz, nasce, studia e vive come chimico. I suoi testi a tema tecnico e scientifico costituiscono un corpus ricco, interessante, di alta qualità letteraria, ancora poco noto.

Il segno del chimico
Valter Malosti darà voce a Primo Levi. Accanto a lui in scena - in veste di intervistatore - il critico letterario, traduttore e docente universitario Domenico Scarpa, che ha anche curato la selezione dei testi. Uno scambio intenso e unico: con il suo linguaggio nitido, ironico, aperto alle meraviglie dell’universo, Primo Levi racconta della sua vocazione scientifica, della sua vita di testimone del Lager, della sua esperienza come narratore e come tecnico di laboratorio.
È un discorso che si allarga attraversando, con gli accenti della letteratura più alta, le scoperte e le emozioni del giovane chimico attratto dai segreti della materia, le dolorose perversioni imposte al sapere scientifico nel laboratorio di Auschwitz, le gioie e le sfide del lavoro ben fatto, gli spazi avventurosi e senza tempo dell’infinitamente piccolo. Il tutto ci viene reso accessibile grazie a un intreccio di parole che appartengono a Levi: questo dialogo, infatti, consiste in un montaggio di brani prelevati dai suoi libri.
Primo Levi portava impresso sulla pelle il segno del suo essere un chimico, per professione e per passione profonda. Quel segno era visibile anche nella sua scrittura. Ora, leggere la sua opera in questa chiave ci aiuterà a scoprire aspetti inediti e illuminanti della relazione, più intima di quanto non siamo abituati a credere, fra l’universo della scienza e quelli, per lui non meno necessari, della fantasia e dell’etica.

Il chimico Primo Levi
Primo Levi (Torino 1919-1987) ha esordito come scrittore con il racconto della propria esperienza di deportazione nel campo di sterminio di Auschwitz (Se questo è un uomo, 1947). Le successive opere di narrativa, saggistica e poesia, pubblicate in parallelo con il suo lavoro di chimico, ne hanno poi manifestato compiutamente l’originalità di pensiero, lo stile inconfondibile e la pluralità di interessi: fra questi l’impegno prioritario a testimoniare e a ragionare, in particolare con i giovani, sulla Shoah e sui “vizi di forma” della realtà contemporanea; l’attenzione alle peculiarità e ai vari aspetti del mondo ebraico; l’amore per il lavoro ben fatto; la spiccata sensibilità per il contributo offerto dalle scienze esatte alla conoscenza dell’uomo.
Persona schiva e riservata, in molte interviste racconta come il suo primo mestiere, quello di chimico lo abbia salvato dalla morte e insieme gli abbia donato il secondo, quello di narrare. Universalmente conosciuto nel suo profilo di testimone e scrittore, Primo Levi ha un’identità complessa come egli stesso sottolinea in un'intervista a Edoardo Fadini del 1966 (in Primo Levi Conversazioni e interviste 1963-1987, a cura di Marco Belpoliti, Einaudi): Io sono un anfibio, un centauro. Io sono diviso in due metà. Una è quella della fabbrica: sono un tecnico, un chimico. Un'altra invece è totalmente distaccata dalla prima, ed è quella nella quale scrivo, rispondo alle interviste, lavoro sulle mie esperienze passate e presenti. Sono proprio due mezzi cervelli.
Il Sistema Periodico esce nel 1975. Si potrebbe definire come l’autobiografia di un chimico ed è articolato in 21 racconti, ognuno ispirato a un elemento del sistema periodico. Gli dissi che andavo cercando eventi, miei e d'altri, che volevo schierare in mostra in un libro, per vedere se mi riusciva di convogliare ai profani, il sapore forte ed amaro del nostro mestiere, che è poi un caso particolare, una versione più strenua del mestiere di vivere. Gli dissi che non mi pareva giusto che il mondo sapesse tutto di come vive il medico, la prostituta, il marinaio, l'assassino, la contessa, l'antico romano, il congiurato e il polinesiano, e nulla di come viviamo noi trasmutatori di materia. (Da Il Sistema periodico, Racconto Argento, p. 207, Einaudi)
Sul suo registro stilistico, lo scrittore afferma: Ho spesso pensato che il mio modello letterario non è né Petrarca, né Goethe, ma è il rapportino di fine settimana, quello che si fa in fabbrica o in laboratorio, e che deve essere chiaro conciso e concedere poco a quello che si chiama “bello scrivere”. ... Penso che la chimica mi abbia insegnato queste due doti della chiarezza e della concisione. Intervista a Dina Luce, Il suono e la mente, RAI 1982.

Il Centro internazionale di studi Primo Levi di Torino
Il Centro internazionale di studi Primo Levi si propone di raccogliere le edizioni delle opere di Primo Levi, le numerose traduzioni pubblicate in tutto il mondo, la bibliografia critica, ogni forma di documentazione scritta e audiovisiva sulla sua figura e sulla ricezione dell’opera. Intende inoltre offrire un sostegno alle ricerche degli studiosi e realizzare proprie iniziative, quali la Lezione Primo Levi promossa nell’autunno di ogni anno, per alimentare il dibattito sui temi più cari allo scrittore torinese. Il Centro è un’associazione di cui sono soci fondatori la Regione Piemonte, la Città e la Provincia di Torino, la Compagnia di San Paolo, la Comunità Ebraica di Torino, la Fondazione per il Libro, la Cultura e la Musica, i figli di Primo Levi.

Il segno del chimico. Dialogo con Primo Levi
In occasione di ESOF va in scena alla Cavallerizza
un'inedita selezione di letture di testi a tema scientifico dello scrittore torinese, prodotta dal Teatro Stabile di Torino a cura di Valter Malosti

Scheda informativa

Il progetto
Titolo: Il segno del chimico. Dialogo con Primo Levi
Ente promotore: Centro internazionale di studi Primo Levi
Cura e interpretazione di Valter Malosti
Produzione Fondazione del Teatro Stabile di Torino
Con la collaborazione e patrocinio della Città di Torino, Assessorato alla Cultura
Con il sostegno di Intesa Sanpaolo
Con il Patrocinio del Centro Unesco di Torino
Selezione dei testi a cura di Domenico Scarpa

Dove e quando
Venerdì 2 luglio 2010 - ore 21,30
Sabato 3 luglio 2010 - due repliche, ore 19 e ore 23 (notte bianca)
Domenica 4 luglio 2010 - ore 20
Maneggio della Cavallerizza Reale, via Verdi 9, Torino

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Non si prenota


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