Il signore del cane nero. In prima nazionale le storie su Enrico Mattei. Cavallerizza Reale, Torino (2-15 marzo) 28 / 02 / 2010 - «Enrico Mattei è, senza dubbio, l'uomo più potente d'Italia e, all'infuori dell'elezione del Santo Padre, tutto il resto dipende - in Italia - direttamente o indirettamente da lui nel senso che, dovunque egli lo voglia, può attivamente intervenire e far sentire il peso della sua smisurata forza. Col metano egli controlla l'industria, coi concimi chimici egli è in grado di controllare l'agricoltura, con le sue circa cinquanta aziende "sicure" (in quanto garantite dallo Stato) egli regna sul mercato finanziario ed è in grado di assorbire facilmente una parte colossale del risparmio nazionale. Non esiste città, paese, villaggio, strada che non siano presidiati dai distributori di benzina del Cane Nero: attraverso questi "blocchi" stabili, il Signore del Cane nero è in grado di controllare qualsiasi spostamento di uomini o cose.
Così Giovanni Guareschi parlava di Enrico Mattei, personaggio chiave della storia economica e culturale del nostro paese, dal dopoguerra al 1962, anno della sua tragica fine. Partigiano, deputato, regista della creazione di una forte industria energetica nazionale, Mattei ha rappresentato una figura imprenditoriale di grande forza e carisma, capace di imporre l’Italia come soggetto economico autorevole anche sui mercati internazionali.
 Enrico Mattei - Foto storica, Teatro Stabile Torino
Dopo l’approfondito e acclamato lavoro su Camillo e Adriano Olivetti, Laura Curino porta in scena la storia di Enrico Mattei, un altro grande industriale del Novecento:
Sarà una ricostruzione biografica all'anglosassone -ha dichiarato in un intervista al Corriere della Sera- Darò forma alla sua genialità, a quella capacità di spiazzare, di puntare ossessivamente un obiettivo tenendosi però sempre aperta ogni strada possibile.
In scena verranno ripercorse le tappe folgoranti di una carriera e di un pensiero politico e sociale, la ferma determinazione di un uomo, le critiche e le polemiche con la stampa, in particolar modo il duello tra Mattei e Indro Montanelli, all’epoca al Corriere della Sera. Tutto questo con un testo, quello di Laura Curino e Gabriele Vacis, che racconta ancora una saga dell’industria puntando questa volta su un singolo e non su una famiglia, ricostruendo le speranze e le disillusioni dell’Italia appena uscita dalla guerra, le forti tensioni politiche, una carriera folgorante finita tragicamente a Bescapè, con un incidente aereo ancora oggi misterioso.
In prima nazionale,
Il signore del cane nero
storie su Enrico Mattei di Laura Curino e Gabriele Vacis, con la regia di Gabriele Vacis e l’interpretazione di Laura Curino. Le luci e la scenofonia sono di Roberto Tarasco, la scenografia e i video di Lucio Diana. Prodotto da Fondazione del Teatro Stabile di Torino, Associazione Culturale Muse, in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano -Teatro d’Europa, da uno spettacolo ideato dal Piccolo Teatro in collaborazione con Eni, con il sostegno di Eni - Italgas
Quando?
dal 2 al 15 marzo 2010
- dal martedì al sabato
ore 20.45
- domenica 7 e 14 marzo
ore 15.30
- lunedì 8 marzo
riposo
- lunedì 15 marzo
ore 20.45
Dove?
- Cavallerizza Reale Manica corta
via Verdi 9, Torino
Costo?
Lo spettacolo Il signore del cane nero inaugura il 15 marzo 2010 la rassegna
Verso il 150° dell'Unità d'Italia Teatro e Storia a cura di Giovanni De Luna
Quella dei 150 anni della nostra unità è una storia eccessiva, carica di troppi eventi; una storia che, nel Novecento, ha conosciuto due guerre mondiali, una dittatura totalitaria, catastrofi naturali; una storia così ingombrante da sollecitare più la rimozione che il ricordo. Di fronte a questa inquietante “monumentalità”, le forme tradizionali della trasmissione del sapere storico sembrano soccombere, incapaci di costruire conoscenza, di sfidare un senso comune affollato da stereotipi, semplificazioni, revisioni grottesche. Il bisogno di storia si indirizza così verso altre modalità di “raccontare storia”. È il caso delle “narrazioni” che dai palcoscenici dei nostri teatri sempre più spesso si confrontano con gli episodi della nostra storia, sconfinando anche in quella più recente, ai confini della cronaca e dell’attualità. La trasmissione del sapere storico è uno scambio, un gioco profondo. A teatro questo scambio non avviene tra un libro e un lettore lontano, anonimo, astratto, ma fisicamente e concretamente con spettatori che ti guardano, ti scrutano, ti ascoltano. In questo senso l’attore/narratore “protegge” i suoi spettatori dalla dimensione eccessiva e straripante della storia novecentesca non per distoglierli dalla realtà, ma per renderla sostenibile, percepibile. È così che la storia del Novecento esce dalle nebbie delle distorsioni e dell’oblio: il suo carico eccessivo, quel surplus di violenza che ne accompagna il ricordo e che reca fastidio a chi non vede l’ora di dimenticare, nel farsi spettacolo diventa finalmente riconoscibile: il passato arriva nel presente, smette di essere muto, monumentale, inaccessibile.
Info biglietteria
- Biglietteria del Teatro Regio - Teatro Stabile Torino
piazza Castello 215 telefono 011 8815241 / 242 (mar-ven ore 10.30-18.30, sab ore 10.30-16)
- nei giorni di recita è possibile acquistare i biglietti alla cassa del teatro un’ora prima dell’inizio dello spettacolo
- numero verde 800235333
- vendita on-line:
sito www.teatrostabiletorino.it email info@teatrostabiletorino.it
- vendita telefonica:
tel 011.8815270 (dal lunedì al venerdì ore 9-12)
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