Indagine Unione Industriale Torino: ancora incertezza su rilancio attività 22 / 12 / 2009 - L’Unione Industriale di Torino ha reso noto i primi risultati dell’indagine congiunturale relativa al 1° trimestre 2010. All’indagine hanno risposto 150 imprese di tutti i settori e dimensioni. Dalla rilevazione emerge un ulteriore, anche se contenuto, miglioramento delle attese delle imprese.
La ripresa è tuttavia ancora fragile e non si traduce in miglioramenti apprezzabili e generalizzati delle performance aziendali. Per il quarto trimestre consecutivo si registra una attenuazione del pessimismo per gli ordini totali, gli ordini export e la produzione. I saldi ottimisti-pessimisti rimangono tuttavia attestati su valori ancora negativi e lontani dal punto di equilibrio e, a maggior rigore, dai livelli registrati prima della crisi. Le aziende intervistate lavorano, in media, a poco più della metà del loro potenziale. Non migliora la composizione del carnet ordini: un’azienda su due ha in media ordini assicurati per meno di un mese.
Solo una quota ridotta di imprese (attorno al 10%) intende effettuare nuovi investimenti. Allo stallo contribuiscono anche i problemi di liquidità, che seppur in riduzione, sono segnalati dal 70% delle aziende.
Non migliora il quadro occupazionale. Il saldo ottimisti-pessimisti si attesta sui valori negativi dello scorso trimestre (-37 punti). Cresce di circa 7 punti percentuali (dal 57 al 64%) la quota di aziende che non esclude la possibilità di far ricorso alla CIG. Si tratta di un valore fra i più alti registrati negli ultimi decenni.
L’indagine conferma quindi il permanere di un diffuso clima di incertezza sulle prospettive di rilancio dell’attività produttiva nella nostra area. Il miglioramento delle attese che pure esiste e si sta lentamente consolidando, non è, almeno per ora, di dimensioni tali da generare una vera inversione di tendenza.
Riportiamo i principali risultati dell’indagine a cominciare da quelli riferiti alle attese per i prossimi 3 mesi su produzione e ordini.
Il saldo ottimisti-pessimisti relativo alle attese sui livelli produttivi migliora di 4 punti (da -32 a -28 punti percentuali). Si tratta del quarto miglioramento consecutivo: a dicembre 2008 il saldo aveva toccato il minimo storico scendendo a -66 punti.
Più sensibile è il miglioramento dell’indicatore relativo agli ordini, che sale da -23 a -15 punti percentuali.
Più contenuto è invece il miglioramento delle attese relative agli ordini export. Il saldo ottimisti-pessimisti guadagna 3 punti (da -21 a -18); a marzo aveva raggiunto il minino assoluto (-49 punti). Il miglioramento delle attese non si riflette sui dati rilevati a consuntivo.
A dicembre il tasso di utilizzo degli impianti è rimasto praticamente immutato rispetto a settembre (56,1% contro 55,5%). Un anno fa era pari al 64%.
La composizione del carnet ordini è fortemente sbilanciata sul brevissimo periodo. Il 47% delle imprese ha ordini garantiti per meno di un mese.
Rimane depressa l’attività di investimento. Solo il 14% delle imprese ha in programma investimenti di un certo rilievo; il 33% prevede di effettuare investimenti di sostituzione.
Ancora problematica è la situazione di liquidità, anche se fa registrare qualche lieve schiarita. Sette imprese su 10 segnalano ritardi negli incassi; 3 mesi fa erano 8. Anche l’allungarsi dei tempi di pagamento da fornitori pone crescenti difficoltà alle imprese. Oggi sono mediamente pari a 116 giorni; salgono a 164 giorni per le transazioni con gli Enti Pubblici.
La mancanza di valide prospettive si ripercuote sulle prospettive occupazionali. Il saldo ottimisti-pessimisti non varia rispetto allo scorso trimestre (-37 punti). Il ricorso alla CIG cresce raggiungendo un livello storicamente elevato. (64%).
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