Inter-Juventus 1-0. Lezione severa e salutare per la Vecchia Signora
Una sconfitta ineccepibile a San Siro per la Vecchia Signora, che qualcuno continua a chiamare Signorina e forse non a torto.
Ieri sera al Meazza l’Inter ha dimostrato una forza fisica, un’organizzazione di gioco e alcune individualità decisamente superiori all’avversario.
Nella prima parte della gara i nerazzurri hanno imposto un ritmo alto alla partita, che solo la forza fisica di Sissoko a centrocampo e l’accorta tattica del fuorigioco intrapresa dalla difesa juventina hanno smorzato per brevi. Complimenti a Ranieri per l’introduzione di questa impostazione difensiva che nasconde alcune carenze della retroguardia juventina e ne esalta altre. È infatti molto rischioso affrontare Ibrahimovic, Adriano e Cruz con duelli individuali al limite dell’area, molto meglio cercare l’aggressione a centrocampo con raddoppi e sostegni dei centrocampisti o interromperne le discese a rete mettendoli in off side. Per buona parte della gara l’assetto difensivo juventino ha resistito, anche se le occasioni per l’Inter non sono mancate. Soprattutto grazie alla genialità, alla classe e alla potenza fisica di un fuoriclasse di nome Zlatan Ibrahimovic. Ieri sera lo svedese ha messo in mostra un repertorio di tocchi, conclusioni, movimenti senza palla e movimenti palla al piede da sgranarsi gli occhi. Mourinho riesce a valorizzare tutte le doti del suo fuoriclasse, concedendogli di allargarsi sulle fasce, di muoversi su tutto il fronte di attacco e di tornare a prendersi la palla sulla trequarti, se necessario. In questo modo Ibrahimovic riesce spesso a trovarsi rivolto verso la porta avversaria, se poi i suoi dirimpettai gli concedono qualche metro di libertà allora iniziano i dolori. Spesso ieri sera Legrottaglie, poche volte anche Chiellini, non è riuscito a impedire a Ibrahimovic di guardare la porta e puntualmente l’asso nerazzurro ha trovato la punizione da posizioni pericolose, o ha servito palloni invitanti ai compagni o è riuscito a battere a rete. Clamorosissima l’occasione avuta al 32°, quando Legrottaglie ha lisciato un facile stop a centrocampo, consentendo al centravanti interista di involarsi verso Manninger, fortunatamente la conclusione finale dello svedese è stata troppo angolata ed è finita fuori.
Al di là dell’esaltazione delle doti di Ibrahimovic, Mourinho ieri sera ha preparato una partita perfetta. In primo luogo ha disinnescato i pericoli maggiori della Juventus, Amauri e Del Piero, in secondo luogo si è preso possesso del centrocampo con la forza fisica di Zanetti, Cambiasso e Stankovic. Avendo certamente studiato bene l’acerrimo nemico di Torino, il tecnico portoghese ha francobollato l’asso brasiliano con due centrali, forse più lenti di Cordoba, ma fisicamente più possenti, Materazzi e Samuel, e concesso poche volte a Del Piero di essere pericoloso sottoporta. Amauri, per la prima volta in questo campionato non ha vinto un contrasto aereo, anche se nelle due uniche volte in cui si è trovato in corsa verso la porta qualche brivido ai nerazzurri l’ha fatto provare, il Capitano è riuscito solo a destreggiarsi con agilità ai limiti dell’area senza però riuscire mai a batter a rete, salvo il colpo di testa al 36° del secondo tempo, su cui Julio Cesar ha compiuto un miracolo. A centrocampo il quadrilatero Zanetti, Cambiasso, Stankovic e Muntari ha preso il sopravvento sulla mediana bianconera, in cui solo uno stratosferico Sissoko è riuscito a mettersi in luce, mentre Marchisio ha mostrato limiti fisici notevoli e Pavel Nedved uno scadimento di forma già segnalato nella sfida della settimana scorsa contro il Genoa. Peccato che Mister Ranieri, sempre bravo nella scelta della squadra iniziale, ancora una volta mostri uno dei suoi limiti maggiori: non riuscire a raddrizzare le partite in corsa. Le difficoltà dell’Immenso Pavel erano evidenti fin dal primo tempo, la pochezza di Marchisio fin dal suo ingresso. Si sarebbe potuto fare entrare Camoranesi e Iaquinta molto tempo prima e non al posto di un positivo Marchionni e di un uomo d’area come Amauri. Si sarebbe dovuto modificare l’assetto in campo, ma questo per una grande squadra non dovrebbe essere così difficoltoso. Invece per tutta la partita la Juventus ha regalato due uomini all’Inter, costringendo Sissoko in un lavoro per tre e bloccando Molinaro sulla difensiva, neanche una discesa del campano ieri sera. Quando Iaquinta e Camoranesi sono entrati in campo, l’andamento della partita era già ben segnato. Palese la strategia di Ranieri di ripetere ieri sera quanto avvenuto il 4 novembre dell’anno scorso, quando l’ingresso dei due bianconeri appena citati ribaltava le sorti di un match dominato dai nerazzurri. Ma ieri sera l’Inter era un’altra cosa rispetto ad un anno fa. Camoranesi veniva accerchiato e aggredito senza tregua, Iaquinta non ha mai toccato una palla.
Tra i bianconeri da segnalare, oltre alla stupenda prova di Momo Sissoko, la meritoria e generosa partita di Chiellini, sempre presente sull’uomo e sempre reattivo nelle rincorse e nelle chiusure.
Ai bianconeri non si può rimproverare nulla, nessuno si è risparmiato, ma il gap tecnico tattico ieri sera è emerso tutto. Inutile appellarsi al rigore netto non concesso al 23° del primo tempo per chiaro fallo di Muntari su Marchionni, sarebbe un alibi e un tentativo di misconoscere la superiorità dell’avversario, non è da Juventus.
Molto meglio cogliere le poche cose positive della trasferta milanese: potrebbe essere una lezione salutare, sicuramente si ritorna con i piedi per terra.
Mauro Napoli
24 / 11 / 2008
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