Coppa Italia: Inter - Juventus 2-1. Passeggiata nerazzurra sul cadavere bianconero 29 / 01 / 2010 - Anche il più inguaribile degli ottimisti si deve arrendere di fronte alla pochezza della Juventus 2009/2010. Era parso di vedere qualche barlume di miglioramento nella precedente partita di campionato contro la Roma, ma è stata un’illusione; perché al cospetto di sua maestà del calcio italiano, l’Inter dell’ottimo tecnico e dell’abile comunicatore Jose Mourinho, la Vecchia Signora è tornata quella di due settimane fa: uno straccio.
Approfittando forse della leggerezza e della svagatezza con cui era entrata in campo, nella prima mezz’ora del primo tempo la Juventus aveva condotto una partita “sopportabile”, con una buona tenuta del campo e una certa aggressività sulla mediana.
La colonna portante di tutto il sistema bianconero, il gigante Momo Sissoko, questa sera era decentemente supportato da Felipe Melo; ma quando verso la metà del primo tempo, in maniera alquanto inspiegabile, il nazionale del Mali si blocca per un dolore alla spalla, il declino della Juventus sembra emergere prepotentemente.. Tenero lo pseudofuoriclasse Diego, non criticabile per impegno, ma sempre più copia dell’indimenticabile Sasha Zavarov, quando al 10° minuto ha fatto esplodere la sua gioia per la rete regalatagli dal goffissimo Toldo su un tiro pietoso dei suoi, di quelli fiacchi e telefonati dal limite.
Stavamo dicendo... arrestatosi Sissoko, la Juventus è sparita. L’Inter ha preso in mano le redini del gioco, è cresciuta poco alla volta e piano piano si è potuto osservare il disfacimento della rabberciata compagine torinese. Pandev, Balotelli, Sneider sono parsi dei marziani, la palla viaggiava tra i piedi dei nerazzurri con precisione e scioltezza, tutto il contrario del gioco juventino, fatto di recuperi affannosi e rilanci nel nulla. Un nulla chiamato anche Amauri. Alla fine del primo tempo l’Inter reclama un rigore per fallo di mano di Melo su una giocata di Tiago Motta, il rigore ci poteva stare, ma tante lacrime da parte dei nerazzurri per episodi di gioco sembrano veramente un esagerazione. Non si lamentò in siffatta maniera neanche la Roma di tre anni fa, che si vide soffiare lo scudetto dai milanesi a causa di un numero incredibile di sviste arbitrali a loro favore. Suvvia, or dunque!
Nel secondo tempo si vede solo Inter, la Juventus si affaccia nella metà campo neroazzura non più di 10 sporadiche volte In una Chiellini, luì sì l’unico da salvare, colpisce un palo di testa; in un’altra Diego tenta una rovesciata da dentro l’area, che viene ribattuta dal corpo di Lucio. Tutto qui, per il resto tanta miseria juventina. La lista degli inguardabili è enorme, ma a modesto giudizio dello scrivente spiccano per dabbenaggine e incapacità il giovane De Ceglie (e c’è chi lo avrebbe voluto titolare in campionato), il trotterellante Grosso (complimenti per la reattività sul secondo gol di Balotelli), il nullo Amauri e il buco mascherato, Fabio Cannavaro.
L’Inter, padrona del campo dopo l’ingresso di Milito, maramaldeggia; che prima o poi segni lo si avverte in ogni istante, infatti ci arriva dapprima su punizione di Sneider -carambola in barriera e tocco finale di Lucio- e poi con Balottelli su corta respinta di Buffon, cui si avventa solo e indisturbato.
La reazione della Juventus ha l’ardore di un cerino riutilizzato. La peggior Juventus degli ultimi trent’anni esce umiliata e offesa da San Siro. Che Ferrara Balboa sia andato al tappeto? A questo punto lo spererebbe anche Adriana. Al momento non serve Benitez, ma basterebbe Oronzo Canà.
(Mauro Napoli)
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