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Jazz around the clock, quest'oggi a Monasterolo Torinese


A Monasterolo Torinese frazione del comune di Cafasse, nasce il primo appuntamento con il “Jazz around the clock”, intensa giornata interamente dedicata alle sonorità jazzistiche e alla gastronomia.
Grazie all’interessamento dell’associazione Haven’t Heart, il Comune di Cafasse e la Comunità Valli di Lanzo si concretizza un progetto dove la musica, l’arte e la salvaguardia delle tradizioni culturali locali si intrecciano creando kermesse e spettacolo.

Unico e originale palcoscenico dell’evento saranno le vie cittadine. In modo particolare l’area che circonda il caratteristico campanile monasterolese. All’interno di queste vie, piazze e piazzette si alterneranno musicisti, punti di interesse storico e culturale, senza dimenticare gli assaggi di tipici prodotti gastronomici dai sapori d’altri tempi.

Intorno alle 16.00 si esibiscono gli Asuma, band che mischia i caldi ritmi brasiliani col jazz nostrano. E si continua alle17.30 con i Note Blu, piccola orchestra torinese il cui nome è un tributo alla canzone omonima del cantautore Sergio Cammariere. Alle 18.30 i Blu Refrection, quartetto hard pop. Dopo le 21.00 è di scena l’orchestra Dimensione Musica, alle 23.00 gli Haven’t Heart gruppo nato nel 2003 il cui repertorio attinge dallo swing e dalla bossa nova. Conclude la maratona musicale il trio di Pietro Ballestrero: contaminazioni dal jazz al fusion. All’ora di cena il jazz entrerà anche nei locali e nei punti di ristoro, sempre rigorosamente live. Non mancherà una parte artistica dedicata nell’occasione al maestro Dovilio Brero, pittore dalle origini monasterolesi.

Per l’esposizione, ospitata nella cappella di San Rocco, sono state scelte alcune opere, tratte dal progetto Minotauro-Labyrinthos dedicate alla musica, una delle grandi passioni di questo artista recentemente scomparso.
Ideatore della rassegna e grande conoscitore di musica, nonché bassista degli Haven’t Heart, Luciano De Vietti è riuscito a raggruppare nell’arco della giornata performer di sicuro talento e genialità, disposti a esibirsi fuori dai soliti schemi, ovvero locali, teatri e auditorium. Alla radice di tutta questa manifestazione c’è un lavoro di gruppo che con sentimento sta cercando di avvicinare la gente alla musica, anche in questo momento difficile come quello che oggi stiamo vivendo. Non solo spettacolo, la manifestazione vuole essere anche un importante momento di aggregazione e crescita culturale, di riflessione e di confronto sui diversi temi della cultura alle sue ricadute sul territorio, al ruolo e alle funzioni delle istituzioni al servizio di una società in continua evoluzione.
Jazz around the clock
prima edizione
Direzione Artistica: Luciano De Vietti
Quando?
  • sabato 27 giugno 2009
Dove?
  • Monasterolo Torinese (Torino)
    Come arrivare: da Torino prendere la strada provinciale 1 per Lanzo, uscita Monasterolo
Info
  • sito www.jazzaroundtheclock.net
    tel 0123.417.002
  • Comune di Cafasse
    tel 0123.417002
  • Pro Loco Monasterolo
    tel 334.3999418
  • Associazione Haven’t Heart
    tel 335.5969106
  • Comunità Montana Valli di Lanzo
    tel 0123.53339
Programma
  • ore 16
    ASUMA (brasilian jazz)

    Il gruppo ASUMA nasce nel 2006. Il nome, in lingua Zuruaha’ (Amazzonia) indica un rituale durante il quale si consuma una bevanda realizzata con erbe e piante della foresta amazzonica. Il progetto, ideato da Alessandro Fassi, nasce con l’intenzione di unire la musica brasiliana d’autore a concezioni più esplicitamente europee della musica jazz. L’origine del ricchissimo folclore brasiliano la si va a cercare nell’eredità degli abitanti indigeni, gli indios della foresta amazzonica, o ancora nella musica importata dai coloni portoghesi fino a arrivare al carattere nero dell’immigrazione africana e alla sua affascinante potenza ritmica. Alessandro Fassi, chitarra basso – Enzo Antonicelli, voce – Max Simini, batteria – Fabio Gorlier, pianoforte
  • ore 17.30
    NOTE BLU (swing)

    “….Perchè non c'è più niente oltre l'amore, più niente troverai…” E allora dai, non esitare, dentro di me ci sei solo tu, vibrano nel cuore e sul mio piano le note blu…”. Questo stralcio dalla Lyric “Note Blu” di Sergio Cammariere, racchiude, nelle sue semplici parole, lo spirito con cui le Note Blu sono nate. L’amore viscerale, totalizzante e incondizionato nei confronti della musica ci ha fatti incontrare ed iniziare questa bella avventura. Torino è la nostra città. Il progetto in continua evoluzione comprende nelle sue file i seguenti musicisti: Sally, voce solista - Andrea Codebo', sax soprano e voce, Vittorio Valenzano, tromba e voce, Daniele Duc, Marco Fracchia, sax tenore – Claudio Godessi, chitarra – Ezio Pelizzi, batteria.
  • ore 18.30
    BLU REFLECTION (hard pop)

    Blu Reflection quartet nasce nel 2008 dall’iniziativa di Giorgio Trivero, trombonista ciriacese con molte e variegate esperienze, che spaziano dall’ R&B allo swing. Per molti anni è stato trombonista solista dell’orchestra Dimensione Musica. Inizialmente si uniscono Beppe Scarpulla, batteria e Johnny Martina, basso elettrico, anch’essi con diverse esperienze alle spalle. L’idea è fare del “jazz a modo proprio” scegliendo brani che veramente piacciano. La chiave di volta è l’incontro con il chitarrista Lino Pastore casellese, che riprende a suonare dopo 20 anni di inattività e che accetta proprio perché concorda pienamente con il progetto. Dopo un anno si aggiunge la cantante Maria Giachetti. Il gruppo inizia a girare, propone performances live, ma soprattutto….è felice.
  • ore 21
    DIMENSIONE MUSICA (jazz swing)

    Il verbo “to play” in inglese può assumere due precisi significati: “giocare” e “suonare”.
    Questa semplicità terminologica secondo noi non è “casuale” pur se tipica della lingua anglosassone, ma rappresenta bene lo spirito di tutti coloro che intendono la musica come il mezzo più diretto ed emozionante per comunicare con le altre persone.Per questa ragione, un gruppo di amici, appassionati delle grandi orchestre americane di swing e delle orchestre di musica leggera della RAI degli anni ’60, tenta una sfida costituendo una grande orchestra di musica leggera nel periodo in cui la musica elettronica e campionata si sta sempre più diffondendo fra i giovani. Il tutto comincia nella primavera del 1994 con 24 “ragazzi” provenienti dalle più svariate esperienze musicali che si ritrovano, tutti i mercoledì sera, nell’aula di musica della società filarmonica di Grosso Canavese (To) messa gentilmente a disposizione da persone colte dalla stessa passione. Lo swing americano degli anni quaranta, le colonne sonore delle più importanti produzioni cinematografiche e teatrali, i ritmi sudamericani, le grandi ballads americane e gli ever green internazionali sono i generi che più emozionano ed impegnano gli strumentisti dell’orchestra. Dal 1995 in poi, è stata così diffusa musica eseguita tutta rigorosamente dal vivo in oltre 200 concerti. Ci si rende conto, osservando i volti delle persone durante i concerti, che la musica è veramente un mezzo di comunicazione che sovente riesce a far sorridere l’anima.
  • ore 23
    HAVEN’T HEART (swing bossa & be bop)

    La band nasce nell’estate del 2003, raccogliendo le istanze di quattro musicisti, provenienti da esperienze molto diverse tra loro, come diversissima è l’età dei componenti. La matrice comune è la passione per il blues e l’aspirazione al jazz. In quest’ottica i quattro iniziano una lunga sessione di prove, di confronto tra vari stili, apportando ai brani, quasi tutti standards nel loro genere, le personalizzazioni e le improvvisazioni che il gusto musicale e la diversa estrazione ispirano loro, volta per volta. Il risultato è un repertorio variegato, che con il tempo si è arricchito di moltissimi classici dello swing, soprattutto del periodo “mainstream” con fughe verso la bossa nova, fino ad attingere al mondo jazz vero e proprio, con rivisitazioni personalissime. E’ comunque un repertorio in continua evoluzione, perché, nel frattempo, sono nate le prime composizioni completamente “proprie” della band, già registrate in studio. Dall’autunno 2005 è stato inserito, ad integrare la formazione, il sassofonista Guido Brero, che ha arricchito di nuove sonorità l’impasto musicale del gruppo, sostituito nel 2008 dal giovane Paolo Massa Bovat, che alterna performances al sax contralto ed al tenore. Nella primavera del 2007 è uscito il loro primo cd, “SwingingBlues”. Gli Haven’t Heart hanno partecipato al prestigioso Moncalieri Jazz Festival, nella giornata di apertura, “ La Notte Nera del Jazz” il 1° novembre 2008 (www.moncalierijazz.com) I componenti della band sono, in rigoroso ordine alfabetico: Marcello Bianco, percussioni - Mirco Brero, tastiere e clarinetto - Luciano De Vietti, basso elettrico - Paolo Massa Bovat, sax contralto e tenore - Francesco Pei netti, chitarre e voce solista.
PIETRO BALLESTRERO TRIO (jazz, fusion, experimental)
Il trio nasce nel 2006 suonando nella performance teatrale “TRIPODI” di Stalker Teatro, in un progetto di Piemonte dal Vivo in collaborazione con il festival “Linguaggi jazz”. In quel contesto i tre musicisti si trovano ad esplorare tutte le potenzialità di una formazione così essenziale, nella quale i loro strumenti si trovano spontaneamente a rappresentare gli elementi musicali: melodia, armonia, ritmo.
Già dal primo incontro e dalle prime note c’è una sensazione di grande sintonia, ma su quella base risulta poi fondamentale il fatto di diventare un gruppo vero e proprio, di creare un’unione che va oltre alla semplice somma delle tre individualità. Inizia un percorso molto intenso, fatto di concerti, prove, viaggi, grande amicizia. Il trio, sia con il teatro che autonomanente, suona in importanti festival in Italia e all’estero e in molti jazz club, spaziando con grande libertà dall’improvvisazione alle musiche originali del leader.
Pietro Ballestrero, chitarra classica - Danilo Pala, sax contralto - Paolo Franciscone, batteria

Il CD “PELLE”
Il disco raccoglie con grande freschezza una sintesi di questo percorso. Nuove composizioni di Ballestrero, un brano di Aldo Mella - bassista con cui il trio ha collaborato per un periodo - e un paio di improvvisazioni scorrono con leggerezza, lasciando immediatamente impresse melodie dal forte carattere mediterraneo. Con arrangiamenti essenziali le musiche creano lo spazio per gli intensi giochi ritmici di Franciscone e per i fraseggi sempre esuberanti e pieni di fantasia di Danilo Pala, il tutto amalgamato dalle armonie e dagli arpeggi della chitarra, che evitano abilmente il rischio del vuoto dato dall’assenza del contrabbasso. Il risultato è un disegno caratterizzato da colori vivaci, spazi, dinamiche, dove la profonda ricerca emotiva e lo sforzo di avvicinarsi agli aspetti più viscerali del suonare corrispondono all’intento di trovare la massima comunicazione con l’ascoltatore.

DOVILIO BRERO E LA MUSICA
Arte e cultura
Dovilio e la musica
Nasce nel 1950 a Monasterolo. Dal 1973 in avanti, Brero crea uno stile tutto suo, basato sulla Pop Art e sull’astrattismo. Dopo le esperienze negli Stati Uniti, all’ inizio degli anni ’70, Dovilio Brero inizia a creare veri e propri capolavori come La Pentecoste (1991), il suo Autoritratto (1987/88) e Icaro e il Minotauro (1994). Gli anni ’80 sono l’epoca d’oro di Brero, con installazioni ed esposizioni in ogni parte del mondo: da Parigi a New York, a Dallas, fino a Monaco. Vittorio Sgarbi aveva definito Brero come “un pittore e scultore con la statura del virtuoso, abile nell'esaltare la bellezza femminile attraverso il cambio di tonalità dei colori e dalla meticolosità nel preparare il disegno”.
Le opere esposte nella mostra “Dovilio e la musica” fanno parte del progetto a cui l’artista monasterolese ha dato nome Minotauro – Labyrinthos, nato intorno al 1988 e portato avanti per più di un decennio. Le sculture ed i dipinti, concepiti in questo periodo, vivono di continui rimandi tra la mitologia classica e la realtà contemporanea e si fanno veicolo di sensazioni e messaggi legati all’interiorità dell’artista e a profonde intuizioni sociologiche.
Il jazz si lega strettamente a questi discorsi. Il jazz vive d’improvvisazione, e questa è il risultato dell’incontro continuamente rinnovato tra le conoscenze e l’esperienza del musicista, il suo stato d’animo attuale e il mondo che lo circonda e nel quale è immerso. La musica nasce dal confronto e dalla fusione tra il labirinto interiore e il labirinto sociale e diventa perciò simbolo dell’intricata realtà dell’essere umano. L’artista, da tempo malato, è scomparso l’anno scorso.

Le opere esposte nella mostra “Dovilio e la musica” fanno parte del progetto a cui l’artista monasterolese ha dato nome Minotauro – Labyrinthos, nato intorno al 1988 e portato avanti per più di un decennio. Le sculture ed i dipinti, concepiti in questo periodo, vivono di continui rimandi tra la mitologia classica e la realtà contemporanea e si fanno veicolo di sensazioni e messaggi legati all’interiorità dell’artista e a profonde intuizioni sociologiche. L’Io e la società: due dimensioni labirintiche che si specchiano l’una nell’altra, si incrociano, si confondono o si fronteggiano; percorsi intricati, luoghi di ricerca, luoghi del trovarsi e del perdersi. L’autore crea immagini che parlano alla sensibilità dell’osservatore coinvolgendolo in un’aura di mistero, in un gioco di grida e di silenzi nel quale talvolta il non-detto colpisce più a fondo del detto. Per questa esposizione sono state scelte alcune opere dedicate alla musica, una delle grandi passioni di Dovilio Brero. Appartengono alla “stanza” dei Labirinti sociali, cioè dei percorsi con i quali l’umanità è chiamata a misurarsi e di fronte ai quali spesso assume un atteggiamento di angosciato silenzio, di stupore, oppure di indifferenza, dovendo fare i conti con l’incomunicabilità dei significati. La musica, con le sue forme molteplici e il suo particolare modo di rappresentare e comunicare la realtà, è una figura del concetto di Labirinto, così come lo sono tutte le arti.Il jazz si lega strettamente a questi discorsi. Il jazz vive d’improvvisazione, e questa è il risultato dell’incontro continuamente rinnovato tra le conoscenze e l’esperienza del musicista, il suo stato d’animo attuale e il mondo che lo circonda e nel quale è immerso. La musica nasce dal confronto e dalla fusione tra il labirinto interiore e il labirinto sociale e diventa perciò simbolo dell’intricata realtà dell’essere umano. La cappella di San Rocco è luogo ideale per coinvolgere lo spettatore. Nella grande pala d’altare raffigurante la Pentecoste, dipinta nel 1991, il messaggio religioso è espresso in tutta la sua universalità. La fusione di antico e moderno palesa l’attualità della Parola evangelica e il divino viene comunicato attraverso la forte umanità dei personaggi.

27 / 06 / 2009



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