
In chiave Champions League pare che la Juventus andrà a festeggiare a Bergamo. Ecco i presupposti migliori per vedere una pessima Juve, lenta, svogliata, soporifera. Un film già visto. Se, invece, Ranieri, e non capiamo esattamente come possa, visto che sulla Juve si parla solo di mercato e feste, riesce a trovare gli stimoli giusti anche l’Atalanta potrebbe soccombere di fronte alla dirompenza bianconera.
È pur vero che nelle ultime partite la Juve ha trovato un giocatore straordinario in grado di dare potenza e passo straordinario a tutta la squadra. Non stiamo parlando di Cardoso Mendez Tiago, ovviamente, ma di Momo Sissoko; continuiamo però a dubitare che da solo il maliano in un deserto di svogliatezza possa cambiare l’andamento del match. A Bergamo è tutto nelle mani di Ranieri, ma, ripeto, tutto l’ambiente non lo sta aiutando, dirigenti compresi, un po’ troppo esposti quando si parla di mercato, poco attenti alle turbative che queste azioni possono arrecare a uno spogliatoio. Come pensate che giocherà il buon Nocerino, sapendo che da qui a pochi mesi cambierà maglia? Avrà l’ardore di rischiare gambe e polmoni per una causa che è sempre meno sua? Si tenga conto che Nocerino se non gioca al 110% delle sue possibilità scende sotto la media dei buoni giocatori di serie A. Cito un giocatore non a caso, che in queste ultime uscite potrà essere utilizzato parecchio, visto il recupero, giustamente, cauto di Zanetti e l’incapacità del portoghese Tiago a fare l’incontrista.
L’Atalanta è squadra coriacea da sempre. Anch’essa non ha molto da chiedere al campionato, ma è ben consapevole che basta poco per ricadere nel vortice della lotta salvezza. Non sarà certo l’Atalanta a imporre il ritmo partita, ma attenzione agli scherzi dei bergamaschi e del loro validissimo allenatore.
Parlando di zona retrocessione non si può non trattare il caso Torino. In settimana Urbano Cairo ha scaricato Novellino, dopo che per settimane l’aveva sostenuto e difeso a dispetto dei risultati. Egli dice che la scelta è stata dettata dalla percezione che lo spogliatoio, la squadra, non seguisse più il tecnico. Peccando forse per coerenza Urbano Cairo ha richiamato De Biasi. Il neo tecnico granata avrà un lavoro improbo da portare avanti: ricompattare un gruppo molto demoralizzato e tirare fuori le ultime energie. Il calendario del Torino è terribile, ma è anche vero che un successo contro una big potrebbe generare un entusiasmo incontenibile, da far fruttare nelle giornate successive. L’Inter di questi tempi non è più una corazzata invincibile. È pur sempre uno squadrone, ma vulnerabile. Certamente una vittoria del Torino in questo momento sarebbe equiparabile a un miracolo, ma a volte la speranza dell’impossibile tramuta questo in realtà.
Nell'anticipo pomeridiano la Roma ha pareggiato in casa contro il Livorno; complice l'uscita di Totti al 39° del primo tempo. Si parla di infortunio al ginocchio destro: per il capitano giallorosso si teme un lungo stop, a causa di una sospetta lesione del legamento crociato.