Iera sera abbiamo registato due ritorni: Il primo è quello del portiere numero uno al mondo, Gianluigi Buffon, assoluto protagonista della partita con alcuni interventi degni di un extraterrestre.
Il secondo è quello di un Claudio Ranieri incapace di leggere la partita e rianimare una Juventus troppo spenta, esattamente come all’inizio del periodo peggiore della squadra, verso la fine di settembre del 2008.

In queste settimane abbiamo letto di tutto sul portierone bianconero, che fosse troppo fragile, che fosse troppo distratto dalla pace della vita familiare, che fosse tentato da offerte di altri club, che non fosse più indispensabile, viste le buone prestazioni di chi lo ha sostituito, Manninger. Proferendo un sicuro apprezzamento nei confronti del portiere austriaco, a me pare che l’indispensabilità di Gianluigi Buffon nell’undici bianconero sia assoluta, indiscutibile. Ieri Buffon ha dimostrato come un portiere può far vincere le partite alla propria squadra. E questo è un qualcosa che appartiene solo ai grandi portieri. Ieri, la Juventus ha vinto grazie al suo numero uno.
La rete della vittoria è stata siglata da un eccellente Claudio Marchisio al 20° del primo tempo, con un bel tocco a superare Frey in uscita, dopo che Capitan Del Piero aveva inventato un assist spettacolare. Ma i salvataggi e la sicurezza di Buffon hanno evitato un recupero e forse una beffa da parte di un’ottima Fiorentina almeno in tre occasioni clamorose. La prima al 24° quando in uscita anticipa di un soffio Gilardino lanciato a rete da solo; la seconda al 31° quando respinge un bel tiro di Montolivo, a seguito del quale Gilardino segna, ma il gol viene annullato per un fuorigioco molto dubbio; la terza al 71°, quando di piede compie un vero e proprio miracolo sulla zampata da un metro del solito Gilardino. Oltre a questi interventi il portiere della Nazionale assicurava tutta la squadra di una presenza tra i pali certa, affidabile, insormontabile, fornendo un fattore psicologico chiave.
La Juventus ieri sera non ha affatto brillato. Scorrendo il tabellino delle azioni da gol ne riscontriamo un buon numero da parte della Fiorentina, ma anche di clamorosissime da parte della Juventus. Citiamo la penetrazione di Nedved al 21° con cross fuori misura a pochi metri dalla porta, e quella di Marchionni al 48°, che mette il positivo e intraprendente esterno bianconero per ben due volte da solo davanti a Frey, il quale respinge col corpo entrambi i tiri. Ricordiamo il tiro di Grygera al 60° sul quale il portiere dei viola è sempre attento, e infine la battuta sicura a pochi metri dalla porta di Del Piero su assist di Marchisio, che si impenna clamorosamente verso al curva. Ciononostante, ribadiamo, la Juventus non ha brillato. Forse a causa di un freddo polare che blocca i muscoli e il respiro, l’undici bianconero è parso per lunghi tratti della partita molto spento, in affanno. La manovra continua a essere deludente. Troppo spesso Amauri si deve inventare delle discese personali dopo avere vinto dei corpo a corpo con l’avversario, troppo spesso abbiamo visto Capitan Del Piero doversi sacrificare nel colmare buchi nell’assetto del centrocampo bianconero, talvolta indietreggiando fino alla linea dei terzini. La prestazione dei due laterali di difesa, Grygera e De Ceglie, è stata imbarazzante. Il terzino ceco è parso imballato fin da subito, persino andare a battere una rimessa laterale pareva uno sforzo immane; il giovane terzino sinistro, invece, ha mostrato limiti tecnici preoccupanti. Nel primo tempo non ricordiamo un suo appoggio giusto, nel secondo tempo, chiuso nella sua metà campo, spesso si è fatto schiacciare e risucchiare fuori posizione. Il ragazzo ha buon fisico, ma al momento siamo molto lontani dagli standard minimi di un calciatore della prima squadra della Juventus.

Ieri sera la squadra torinese è stata sorretta, oltre che dall’immenso Buffon, dalle prestazioni notevoli di Claudio Marchisio e di Marchionni, motorini inesauribili e buoni palleggiatori al contempo, dall’inappuntabilità degli interventi di Nicola Legrottaglie, dal sacrificio, dai tocchi, dalla difesa dei palloni di Capitan Del Piero e di Amauri. Ecco, quindi, che la sostituzione del Capitano a circa 20 minuti dal termine è parsa fuori luogo e ha suscitato la giusta irritazione del monumento bianconero. Ci si chiede come mai Ranieri, sollecitato persino da Buffon a dare segnali di vita dalla panchina, non riesca a muovere le pedine in campo e in panchina per raddrizzare andamenti preoccupanti, come non riesca vedere soluzioni tecniche più accettabili, quali ad esempio sostituire un impacciato Nedved per Giovinco o Iaquinta e uno sfiatato Zanetti per Poulsen o Ekdal, o muovere Grygera a sinistra, cementando le due fasce con il ceco e con un subentrante Ariaudo al posto del perso De Ceglie. È anche superfluo dire che le continue sostituzioni di un giocatore, di un uomo, di un Capitano come Del Piero sono destabilizzanti per tutta la squadra.
C’è da augurarsi che Ranieri non commetta gli stessi errori di qualche mese fa, nel frattempo la Juventus continua la rincorsa all’Inter, ma la strada è ancora lunga e perigliosa. Occorre darsi una scossa, prima che arrivi la doccia gelata.
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