Juventus Lazio 5 – 2, dalla B alla Champions  Avevo preannunciato una bella partita ed effettivamente all’Olimpico si sono visti 7 gol, ma parlare di bella partita mi parrebbe esagerato. Nel primo tempo la Juventus ha effettuato una partita di riscaldamento contro nessuno, in quanto la Lazio non è scesa in campo. Nel secondo tempo è la Juventus a scendere in campo con la testa e le gambe molto, troppo, rilassate, dando la possibilità alla Lazio di reagire allo smacco storico che si stava per avverare. In questi momenti si è potuto quasi palpare il nervosismo del numero uno Gianluigi Buffon; il portiere bianconero percepiva i pericoli di questa mollezza e provava a sollecitare i compagni con urli, rimbrotti, dialoghi; ma non è servito a molto visto che ha dovuto subire due gol, dopo qualche uscita pericolosa e qualche svarione (dopo aver visto Chiellini che si avventurava in dribbling da ultimo uomo e regalava la palla ad un troppo ingenuo Mauri, che lanciava Pandev in fuorigioco). La carica e il nervosismo di Buffon, sebbene possano avere disturbato il numero uno in alcuni suoi interventi, sono il miglior presupposto per credere che la determinazione Juve potrà vivere anche nei prossimi anni. La leggerezza mentale di qualcun altro, invece, rappresenta il 'pericolo' su cui Ranieri dovrà lavorare fin dai prossimi mesi.
Ma andiamo con ordine.
Nel primo tempo, fin da subito, si vede che la Juventus si impadronisce del campo e, al 6° minuto, il prodigioso Sissoko, dopo aver recuperato un pallone a centrocampo, scambia con Camoranesi e si invola verso Ballotta, che poi cerca di abbattere con un missile, appena entrato in area. Sissoko e Camoranesi, i due migliori uomini della partita.
Il franco maliano fa alzare in piedi per gli applausi con la sua capacità di arpionare i palloni dai piedi degli avversari e di ripartire di potenza e agilità. Camoranesi è l’arte del football. Concilia tecnica individuale divina a grinta e determinazione, come quando nel secondo tempo lo si vede scattare per 40 metri in copertura della fascia destra troppo sguarnita o come quando, sempre nel secondo tempo, riceve di spalle sulla destra e con una magia supera Kolarov, involandosi verso l’area per imbeccare il Capitano in profondità.
Bene, a questo punto pare superfluo elencare le numerose azioni create dai bianconeri nel primo tempo, basti citare le quattro reti segnate, una più bella dell’altra.
Nella prima Camoranesi pennella una punizione in mezzo dove si avventa Chiellini (prova vigorosa la sua oggi) che di testa anticipa tutti e la butta dentro. Nella seconda Zanetti recupera un pallone a centrocampo, serve Capitan Del Piero, che si libera di Siviglia e quasi dal limite piazza la palla all’angolino sinistro. Nella terza i due mastini del centrocampo si impossessano del pallone a metà rettangolo di gioco; Zanetti ritrova Del Piero, questi dopo un dribbling cerca Trezeguet, che cicca la battuta; la sfera torna sui piedi di Zanetti che coglie Camoranesi a due metri dalla porta; per quest’ultimo un gioco da ragazzi portare le reti a tre. E infine, al 34°, Camoranesi imbecca Trezeguet che tagliava in area: il francese si porta la palla avanti col tacco e in corsa anticipa l’uscita di Ballotta. La lazio si vede solo dal 40°, quando Mutarelli da fuori spara sul piazzatissimo Buffon e quando Mauri di testa ritrova il portierone bianconero che respinge con i piedi.
Nel secondo tempo la Lazio scende in campo con la voglia di non fare una storica figuraccia a Torino e nel contempo forse la Juventus tira i remi in barca per non infierire sui biancazzurri. Al 54° Rolando Bianchi segna su Buffon in uscita disperata, dopo che la difesa si era fatta infilare in maniera troppo leggera. Al 61° è Siviglia a bucare Buffon, su un cross da sinistra incornato ancora una volta in solitudine. A questo punto la Juventus, forse memore della beffa con la Fiorentina, riprende le fila della partita e l’addomestica, l’addormenta, salvo sporadiche incursioni come quella di Pavel Nedved (sempre un fenomeno di forza fisica e velocità) che al 66° da fuori calcia e colpisce la traversa o come al 88° quando Chiellini su corner di Camoranesi si ritrova la palla a pochi centimetri dalla linea di porta e la butta dentro.
Chiellini, artefice di una doppietta, viene nominato uomo partita, ma vi assicuro che vedere il palleggio di Camoranesi e la potenza di Sissoko oggi è valso il costo del biglietto.
La Juve vola in Champions League. Togliamoci il cappello di fronte a questi meravigliosi ragazzi ripartiti dalla serie B dopo essere saliti sul tetto del mondo. Meraviglioso essere testimoni di tutto questo.
Mauro Napoli
27 / 04 / 2008
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