
Vittoria facile della Juventus su Parma. Una partita al cloroformio, giocata su ritmi alla Tiago, cioè bassissimi. Da sbadiglio.
Ranieri comunque preferisce non rischiare un’accoppiata di centrocampo da brividi come Nocerino e Tiago, preferendo accentrare il sublime Camoranesi, tenendo Salihamidzic sulla destra. Ottima scelta, perché Camoranesi in ogni parte del campo che gioca riesce a illuminare il gioco bianconero con la sua rapidità, il suo dribbling, i suoi appoggi perfetti. È quanto accade ad esempio all’11°, quando l’Italoargentino penetra in area sulla destra, salta un paio di uomini e appoggia fuori per l’accorrente Palladino, che però spara basso e centrale senza impensierire il vecchio Bucci. Brutta serata per l’esperto portiere gialloblu, non solo per i tre gol subiti, su nessuno dei quali ha delle responsabilità precise, ma anche per i continui cori di scherno delle curve bianconere a lui indirizzati. Il popolo juventino evidentemente non ha digerito certe dichiarazioni del portiere quando costui militava nelle fila del Toro.
5 minuti dopo la magia di Camoranesi arriva il gol di Trezeguet, in seguito a un angolo di Del Piero, serata molto moscia quella del Capitano, che accende una mischia in area, per l’attaccante francese è un gioco da ragazzi appoggiare la palla in rete. Il gol è stato di un livello elementare inverosimile, ma oggi il francese è parso più mobile e leggero delle ultime uscite, un buon segnale per mister Ranieri. Questa sera il tecnico romano è stato acclamato dalla curva bianconera più volte, ha contraccambiato con un saluto ai cori, pare, quindi, che la gente inizi a riconoscergli l’enorme lavoro svolto quest’anno, perdonandogli i passi falsi che hanno demolito un sogno incredibile che si stava per avverare.
Nel primo tempo, dopo il gol di Trezeguet non accade molto. Al 30° Camoranesi, sempre lui, con un lancio perfetto di 40 metri innesca Palladino, che si fionda sul pallone, bruciando l’intervento del difensore parmense, e dalla sinistra dell’area silura Bucci con una rasoiata in diagonale. Un gol da applausi, che premia una primo tempo abbastanza vivace dell’ex desaparecido campano. Il ragazzo ancora una volta lascia intravedere doti tecniche notevoli, però si intestardisce in preziosismi irritanti, evanescenti, che talvolta fanno perdere occasioni da tramutare in pericoli veri per le porte avversarie. Che peccato, perché questo ragazzo si sta lasciando, o forse si è già lasciato sfuggire, un treno di gloria e fortuna che spesso non torna più. Ma senza voler essere pessimisti, incoraggiamo il ragazzo e vediamo cosa sarà.
Il primo tempo si conclude dopo che Mariga del Parma spara altissimo da 30 metri e dopo che al 45°, indovinate un po’ chi?, Camoranesi coglie una penetrazione in area di Grygera, serve la palla al terzino, che però perde l’istante e tira troppo tardi sulle gambe del rientrante difensore parmense.
Il secondo tempo è ancora più soporifero del primo. Ci sia aspetta che il Parma entri con il piglio dei guerrieri, invece non dà mai il minimo segnale di pericolo dalle parti di Buffon. Sul taccuino si registrano solo azioni della Juventus, sebbene siano sporadiche minacce alla porta difesa da Bucci. Al 52° Nocerino calcia da fuori area, ma è una telefonata per il portiere ospite; al 58° un bel triangolo Del Piero Trezeguet Del Piero porta quest’ultimo davanti alla porta, ma il suo tirocross è altissimo; al 61° Palladino ci prova da fuori area, ma la palla va molto a lato.
Nel frattempo entrano Nedved e Tiago al posto di Del Piero e Camoranesi e il portoghese cambia il volto alla partita. Prende in mano le redini del centrocampo, inserisce la quarta, porta su di giri il motore della Vecchia Signora. Impreziosisce tutto questo con alcune giocate di tecnica sopraffina che aprono la difesa avversaria e creano le migliori occasioni del match. Ebbene no, cari lettori, niente di tutto questo è accaduto all’Olimpico, il fatto è che l’ingresso del portoghese ha rallentato ancora di più i ritmi tanto che io mi sono addormentato e ho sognato quanto vi ho appena scritto.
La partita si trascina stanca fino al termine, con il solo Nedved che corre a ritmi decenti, ma è un furetto nel deserto. A 71° il ceco si impossessa della palla sulla trequarti, scatta perentorio verso il limite e batte a rete, ma purtroppo angola troppo e la palla esce.
Al 76° il fortuito autogol di Morrone che intercetta con la testa un cross dalla trequarti di Tiago, scavalcando involontariamente Bucci forse un po’ troppo fuori dai pali. Non si capisce perché prima di riprendere il gioco Fernando Couto vada in escandescenze e si faccia espellere. È l’ultima emozione del match, prima che l’arbitro fischi la fine e auguri la buonanotte a tutti dopo questa sostanziosa dose di camomilla.