La Bella Utopia - Lavoratori di tutto il mondo ridete. Teatro Nuovo, Torino (22-24 aprile) Lo spettacolo è inserito nell’ambito della prima edizione di Biennale Democrazia, manifestazione che cercherà di declinare - a Torino, dal 22 al 26 aprile 2009 - i principi, le tipologie, le dimensioni e le prospettive future della “cultura democratica”, offrendo a tutti la possibilità di un’importante riflessione sui fondamenti della nostra società e un’utile occasione di confronto sul progetto etico-politico della democrazia nel nostro Paese.
Il sottotitolo de La bella utopia è chiaro: lavoratori di tutto il mondo ridete. L’ironia è la chiave più immediata per questa rivista politica che ripercorre gli albori e la degenerazione del sogno comunista nella sua patria d’origine. Ovadia e la Moni Ovadia Stage Orchestra conducono il pubblico in un viaggio privo di retorica attraverso la musica, le immagini, le parole dei protagonisti di quello che l’autore stesso definisce un sogno di riscatto finito come una svendita.
«La “bella utopia” - scrive Moni Ovadia - è un titolo dolorosamente ironico per evocare quella che fu la più epica utopia di redenzione mai concepita dell’essere umano nell’autonomia del proprio cammino verso sé stesso, senza fare appello al trascendente: il comunismo. Quel sogno mobilitò l’impegno generoso, le energie titaniche e i sacrifici altruisti di milioni di donne e uomini su tutto il pianeta. I comunisti furono motore di lotte eroiche per il riscatto degli umili e degli oppressi, per la liberazione dei popoli e l’emancipazione delle minoranze perseguitate. Ma, eletto a sistema statuale, il comunismo si trasformò nell’incubo di quel sogno, fece sorgere il sole dell’avvenire su albe tragiche di tirannia, di inganno burocratico fondato sulla propaganda della retorica menzognera e nelle epoche più buie divenne paradigma di violenza concentrazionaria e ferocia sanguinaria. […] “La bella utopia” si propone, nei suoi limiti di rappresentazione scenica, di restituire profondità e dignità agli esseri umani, comunisti e non che ebbero la sorte di nascere ed esistere nelle Russie Sovietiche.
In questo progetto le domande si susseguono senza risposte preordinate, animate dall’impareggiabile umorismo ebraico, paradossale e critico, che costituisce la cifra imprescindibile di ogni spettacolo di Moni Ovadia.
La bella utopia - ha scritto Magda Poli sul Corriere della Sera del 7 ottobre 2007 - rappresenta: un viaggio tra canzoni, musiche, poesie, aneddoti, barzellette, tra desideri che si infrangono continuamente contro la realtà di un potere politico, burocratico, militare e poliziesco che fin dall’inizio soffoca chi, libertario, vi si oppone, per sfociare infine nell’orrore dello stalinismo. Un viaggio, illustrato da belle immagini d’epoca proiettate sulle quinte e sui fondali bianchi e da filmati curati da Elisa Savi, che unisce le parole del suicida Majakovskij all’addio alla “bandiera rossa nemica” di Evtuscenko, ai testamenti disperati di Mejerchol’d e Babel, a canzoni popolari eseguite dalla brava Lee Colbert, alle musiche della Moni Ovadia Stage Orchestra, al witz delle storielle ironiche e autoironiche del personaggio-simbolo Rabinovic che compare lungo i decenni, e che il bravo Ovadia fa vivere con quel buffo e divertente accento dell’Europa dell’Est che ben conosciamo.
FONDAZIONE DEL TEATRO STABILE DI TORINO Stagione in abbonamento 2008/2009
Nell’ambito della prima edizione di Biennale Democrazia La Bella Utopia Lavoratori di tutto il mondo ridete uno spettacolo di Moni Ovadia con lo stesso Ovadia, Lee Colbert, Maxim Shamkov e la Moni Ovadia Stage Orchestra: Luca Garlaschelli (contrabbasso), Erio Reverberi (violino), Massimo Marcer (tromba), Albert Mihai (fisarmonica), Vincenzo Pasquariello (pianoforte), Paolo Rocca (clarinetto) e Emilio Vallorani (flauti e percussioni). Le scene, i costumi e i concept video sono di Elisa Savi, le luci di Fabio Menozzi, le coreografie di Maxim Shamkov, il suono di Mauro Pagiaro, le elaborazioni video di Andrea Bocca e i contributi grafici di Paola Savi. La bella utopia, prodotto da Promo Music in collaborazione con La Corte Ospitale di Rubiera, sarà replicato al Nuovo, per la Stagione in Abbonamento del Teatro Stabile di Torino
Quando?
- da mercoledì 22 a venerdì 24 aprile
ore 20.45
Costo?
Dove?
Teatro Nuovo c.so Massimo D’Azeglio 17, Torino
Info
- Biglietteria TST
Salone delle Guardie Cavallerizza Reale (Via Verdi, 9) (mar-sab, ore 12-19)
- tel 011.5176246
- vendita telefonica
tel 011.5637079 (da martedì a sabato ore 12-18)
- nei giorni di recita è possibile acquistare i biglietti alla cassa del teatro un’ora prima dell’inizio dello spettacolo
- vendita online sul sito www.teatrostabiletorino.it
- numero verde 800.235.333
- email info@teatrostabiletorino.it
22 / 04 / 2009
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