La donna nuda di ScopriTorino 'sotto inchiesta' in Comune

E' apparso ieri, 22 settembre, sul sito del quotidiano La Stampa un articolo sui manifesti appesi in città per sponsorizzare Scopritorino (vedi articolo:
Una donna nuda per scoprire Torino). Ovviamente l'accusa lanciata al Comune, colpevole di aver patrocinato il servizio commerciale in questione, non è passata inosservata. Già da tempo, infatti, la città si era impegnata su questo fronte, collaborando attivamente con l’Istituto di Autodisciplina pubblicitaria attraverso la segnalazione delle réclame ritenute offensive e promuovendo una campagna specifica sull’uso strumentale della donna in pubblicità (vedi articolo apparso il 7 marzo 2008, sull'Eco di Torino,
Mostra contro la donna oggetto, per la Festa dell'8 marzo).
La risposta è arrivata tramite un comunicato stampa, che di seguito riportiamo:
"Sin dal 2002 il Comune di Torino, consapevole del fatto che spesso i contenuti delle campagne pubblicitarie non coincidono con i contenuti dei progetti, ha deliberato che chiunque ottenga la collaborazione o il patrocinio della Città per qualsivoglia iniziativa è tenuto a siglare una dichiarazione in cui si impegna a non diffondere comunicazioni pubblicitarie che esprimano:
- messaggi lesivi della dignità delle persone;
- rappresentazioni o riproduzioni del corpo umano quale oggetto di possesso e sopraffazione sessuale;
- rappresentazioni della sessualità in chiave violenta, coercitiva o di dominio;
- messaggi che tendono a collocare le donne in ruoli sociali di subalternità ed affermazione limitata o condizionata;
- pregiudizi culturali e stereotipi sociali fondati sulla discriminazione di genere, appartenenza etnica, orientamento sessuale, abilità fisica e psichica, credo religioso;
- messaggi che, rivolgendosi ai bambini e agli adolescenti, tendano ad abusare della loro naturale ingenuità, predisposizione a credere ed inesperienza e li inducano a comportamenti dannosi per il loro sviluppo psichico e fisico;
- messaggi che utilizzano bambini in contesti a loro impropri, allo scopo di sfruttarne l’immagine quale oggetto pubblicitario, ne ledono la dignità
".
"Il firmatario riconosce inoltre al Comune la facoltà, nel caso in cui risultino disattesi gli impegni sottoscritti, di revocare il patrocinio e di tutelare, nelle forme che ritiene più opportune, la propria immagine".
"In merito all’affissione dei manifesti relativi al progetto “ScopriTorino”, di cui all’articolo de “La Stampa” del 22 settembre, la Città ritiene che tale pubblicità sia offensiva e lesiva dell’immagine della donna ed in contrasto con l’impegno preso dai richiedenti all’atto della concessione del patrocinio.
Il Comune si è già attivato per ottenerne l’immediata rimozione dagli spazi pubblici e sta valutando la possibilità di rivalsa a tutela della propria immagine, oltre che dell’interesse collettivo della cittadinanza".
La speranza è che il Comune di Torino, partito con il piede giusto, a favore della dignità femminile, non smarrisca la diritta via e non abbassi mai la guardia in una battaglia che ha deciso d'intraprendere e portare avanti. (EdT)
23 / 09 / 2008
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