
Prima di descrivere il match, sono doverose alcune parole per il prologo visto all’Olimpico. Emozionante il momento in cui Capitan Del Piero, battuto ogni record di presenze, ha ricevuto dalla Famiglia Scirea la maglia della vecchia gloria juventina deceduta molti anni or sono. Consegna della maglia a suggellare una continuità tra un indimenticabile capitano e un altro, tra due uomini veri che hanno fatto della maglia a strisce un emblema di imperituro ideale bianconero. Di fronte a tutto ciò l’applauso commosso e sentito di tutto l’Olimpico, lungo, profondo, vibrante.
Come da copione, Juve Milan è stata una bella partita. Certo, non una delle più memorabili nella storia dei nostri campionati, ma bella sì.
Anche questa sera il Milan ha mostrato di essere un ex squadrone sul viale del tramonto. Militano nell’equipe rossonera campioni che resteranno nella storia del calcio, come Maldini, un monumento, Inzaghi, un condor implacabile dell’area di rigore, Seedorf, un incubo per le memorie bianconere, Ambrosini, sempre generoso, persino Cafù, l’ex pendolino campione del mondo di uno dei migliori Brasile della storia. La stoffa, quindi, c’è sempre, ma i ritmi, l’ardore, la rabbia ormai sono lontani. A Torino si è visto questo. Una nota a parte merita il pallone d’oro Kakà, sparito nel secondo tempo, ma nel primo tempo una costante spina nel fianco della difesa juventina. Da lui le azioni migliori dei rossoneri, che hanno portato alla rete di Inzaghi al 12°, a un incursione sulla sinistra mal conclusa del centravanti poco prima, a un tiro al volo da fuori area che ha impensierito Buffon al 26°. Impressionante la scioltezza di movimento e la velocità del brasiliano, che nel primo tempo approfitta anche di un controllo molto blando da parte di Grygera.
La Juventus è invece l’esemplificazione vivente delle parole rabbia, agonismo, intensità. E se a tutto ciò si aggiunge che nella squadra torinese vi sono giocatori di livello massimo come Buffon, Del Piero, Camoranesi, Trezeguet, Sissoko, questo potrebbe spiegare il risultato dell’Olimpico.
In realtà oggi la Juve non ha dato sfoggio pieno delle caratteristiche sopra citate, ma forse perché il ritmo complessivo della partita non è stato altissimo, certamente i bianconeri non mollano mai e non si lasciano mai travolgere dall’avversario.
Come prevedibile il Milan per un buona parte del primo tempo ha tenuto le redini del gioco, ma la Juve ha sempre risposto da par suo. Trascinata da uno strepitoso Capitan Del Piero e da un Camoranesi in serata di grazia, la Juventus fin dai primi minuti ha fatto capire di esserci. Al 10° l’italo argentino anticipa con un tocco di fino Favalli e imbecca Del Piero lanciato in area, il Capitano da posizione defilata trafigge Kalac, trovando l’angolo più lontano. Che calcio! Subito il pareggio dopo pochi istanti, ha mantenuto la calma, portando minacce alla porta milanista non più con le sue punte di grido, ma con Chiellini, che manda alto su corner di Del Piero, e con Grygera, che da 40 metri ci prova, ma non trova la porta.
Il predominio nel possesso di palla dei rossoneri si concretizza al 32°, quando Bonera, dopo un perfetto triangolo con Ambrosini, si ritrova in centro area da solo e appoggia a Inzaghi, che la butta dentro facilmente. A questo punto la Juve dà una prova di forza, perché non si disunisce, e anzi reagisce. Manca la veemenza, ma alla fine del primo tempo su un’altra giocata magistrale di Camoranesi, Salihamidzic ribadisce in rete un colpo di testa di Trezeguet respinto da Kalac. È il pareggio, con cui si chiude la prima metà della gara.
Nel secondo tempo le squadre tornano in campo con gli stessi uomini, ma Ranieri, un trainer attento, anche se a volte poco reattivo negli aggiustamenti in corso d’opera, effettua la mossa giusta per arginare la coppia Kakà Seedorf, che nel primo tempo aveva tormentato la fascia destra juventina presidiata da Grygera: sposta Salihamidzic a destra e accentra Camoranesi.Lo slavo riesce a dare una mano al compagno di fascia e la coppia Kakà Seedorf sparisce, Camoranesi con la sua fantasia e imprevedibilità diventa il jolly del centrocampo, dando invenitiva a un reparto fino ad allora presidiato dal solito "mostruoso" Sissoko e dal solito ectoplasmatico Tiago.
Nel secondo tempo la Juventus prende il sopravvento, seppure di misura sul Milan, va vicino al gol più spesso dei rossoneri, con Grygera da 40 metri, parato da Kalac, con Stendardo che clamorosamente a un metro dalla porta spizzica di testa un crosso basso di Sissoko, ciccando il colpo vincente in porta.
All’80° arriva il gol di Salihamidzic, che irrompe sulla punizione di Camoranesi e insacca di testa.
Al 90° del Piero, imbeccato da un tocco delizioso del neo entrato Iaquinta, spara al volo su Kalac. Peccato, sarebbe stato il trionfo di un giocatore che anche oggi ha dimostrato che la Rinascita è in corso, di se stesso e del mito Juventus.
Da parte milanista nessuna azione di rilievo, salvo un tiro di Cafù da 30 metri , che poco impensierisce Buffon. Non possono esserci molte recriminazioni.
La Juventus consolida il terzo posto, ma soprattutto lascia intravedere che con qualche inserimento ben oculato, il prossimo anno nulla è precluso.