La mostra di Roberto Cuoghi al Castello di Rivoli, fino a domenica " L’invito a sviluppare una mostra personale al Castello di Rivoli, è per Cuoghi l’occasione per intraprendere un nuovo viaggio nel tempo (...) l’artista si cala in Mesopotamia, al tempo degli Assiri, in particolare nel periodo più drammatico della storia di quello che è stato il primo tra i grandi imperi del mondo antico. Per mesi, Cuoghi si immerge totalmente in un’epoca e in una civiltà lontane migliaia di anni dal suo presente e legge testi sulla storia, sulla religione, sugli usi e sui costumi del periodo, analizzando l’influsso della più antica cultura sumerica e i motivi di contatto con le tradizioni babilonesi (...) Quasi come se si muovesse tra le vie di Ninive, Cuoghi ne respira il calore, la polvere, immergendosi nei suoni e nei rumori che ne scandiscono la quotidianità (...) all’improvviso, si scatena l’assedio fatale è come se Cuoghi partecipasse in prima persona alla fuga dei superstiti verso Harran. L’esodo è caotico (...) Nel gruppo, ci sono anche un kalutu, un sacerdote le cui funzioni includevano quelle di guidare i canti rituali, accompagnato dalle sacerdotesse del tempio di Ishtar, la dea protettrice di Ninive.
Šuillakku, l’opera sonora ideata da Cuoghi per la mostra a Rivoli è il frutto di quest’ultima metamorfosi dell’artista. Mutando i propri pensieri e moltiplicandoli in quelli di alcune centinaia di Assiri, inclusi quelli del loro sacerdote con le sacerdotesse, Cuoghi ne condivide le ansie e le credenze, risolvendole in una lamentazione rivolta agli dei. Formata dall’unione di rumori, musica e canti, l’opera ha una struttura corale, che Cuoghi ipotizza potesse essere la risposta del gruppo di superstiti alla gravità del momento. Mescolando dati archeologici con elementi di pura invenzione, le numerose letture e ore dedicate all’ascolto di rare musiche tribali di ambito giudaico lo mettono nella condizione di ipotizzare che alcune caratteristiche della musica assira, popolazione di ceppo semita, potrebbero essere state conservate nelle sonorità delle antiche tradizioni ebraiche (...) Nel suo percorso di immedesimazione con gli antichi Assiri e le loro credenze, Cuoghi ritrova più volte il demone Pazuzu. Nel loro pantheon, è uno tra gli spiriti maligni più temuti".
dal testo in catalogo Roberto Cuoghi. Elogio della molteplicità Marcella Beccaria
Roberto Cuoghi. Šuillakku per il ciclo "Nuove generazioni" a cura di Marcella Beccaria catalogo Skira, Milano Con 'Nuove Generazioni', ciclo iniziato nel 2000, il Museo si prefigge di presentare i giovani talenti destinati a emergere sulla scena internazionale
Roberto Cuoghi, nato a Modena nel 1973, si sta affermando come uno tra i talenti italiani più promettenti. Radicale inventore del proprio linguaggio, Cuoghi lavora con le tecniche più diverse, incluse fotografia, video, animazioni, pittura, disegno e suono, impiegandole per sviluppare la sua personale indagine sul principio della metamorfosi La mostra al Castello sarà incentrata su Pazuzu, un demone documentato fin dall’epoca assira, la cui iconografia, attraverso diverse forme e mutazioni, appartiene anche al nostro presente
Quando?
Costo?
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6.50 euro - intero
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4.50 euro - ridotto
Dove?
Info
Servizi didattici Dipartimento Educazione e attività per il pubblico
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tel 011.9565213
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fax 011.9565232
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tel 011.9565220
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