La pillola abortiva RU486, da non confondere con la pillola del giorno dopo. Un po' di chiarezza

Il mifepristone viene prodotto sotto forma di pillola e si trova, in commercio, in Francia con il nome Mifégyne e negli Stati Uniti con il nome Mifeprex (prodotto dalla Danco Laboratories).
Inizilamente chiamata RU-38486 viene poi riconosciuta come RU-486. Qualcuno la confonde con la "pillola del giorno dopo". In realtà sono due farmaci, e metodi, assolutamente differenti:
- la pillola del giorno dopo appartiene alla schiera dei contraccettivi, cioè agisce prima della fecondazione. Non siamo quindi in presenza di un embrione in formazione e la somministrazione di tale medicina non ha nulla a che vedere con l'abortire (scientificamente parlando)
- tutt'altra faccenda si presenta nell'utilizzo della RU-486: si tratta, in questo caso, chiaramente di aborto. Vi sono alcune sostanziali differenze, come vedremo in seguito, rispetto alle terapie "classiche" seguite dalle donne che decidono d'interrompere una gravidanza
In breve. Il risultato chimico-biologico di entrambi i metodi, alla fine, è lo stesso: impedire una nascita. Diverso, e maggiormente compilcato, il discorso morale che può accompagnare la scelta.
La pillola del giorno dopo può essere paragonata alla classica pillola contraccettiva o al preservativo, mentre la RU-486, come già sottolineato in precedenza, provoca l'aborto. E qui lo scrivente si ferma: il dibattito, tutt'ora acceso e di attualità, porterebbe in luoghi lontani e in tempi remoti, allo scontro sempre vivo tra scienza e religione oppure, tempi nostri, tra scienza e società così come tra società e religione.
RU-486
Che cos'è?
- è uno steroide sintetico utilizzato come farmaco per l'aborto chimico nei primi due mesi della gravidanza.
Particolarità?
- A differenza dei metodi abortivi tradizionali non prevede il ricovero in ospedale, non richiede interventi chirurgici. Si pensa che, in tal modo, i traumi fisici e psicologici derivanti dalla scelta di abortire siano minori.
Abbassamento dei costi per il servizio sanitario.
"La lunga Via Crucis della pillola Ru 486 in Italia è partita da Torino il 29 gennaio del 2001, quando il tabù sull' utilizzo dell' aborto farmacologico è stato infranto dalla richiesta del ginecologo Silvio Viale, allora capogruppo dei Verdi in consiglio comunale, di avviare la sperimentazione all' ospedale Sant' Anna"
(dall'articolo de La Repubblica, 30 ottobre 2007, di Sara Strippoli)
Opinione del redattore

Spesso temi che riguardano le donne vengono interpretati, manipolati e poi gestiti da uomini, in nome della morale, della gustizia, della religione o della scienza. Ma fino a che punto un uomo può capire e quindi decretare regole e leggi su una questione così delicata quale è l'aborto? Colui che qui scrive non è nè a favore nè contro; crede però che ogni persona sia responsabile delle proprie scelte, nei propri confronti così come verso gli altri, e debba essere, alla fine, informata e seguita al meglio per poter fare la "cosa" giusta.
07 / 09 / 2008
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