L’amore e gli stracci del tempo. La scrittrice albanese Anilda Ibrahimi presenta il suo romanzo (8 ottobre)
Un romanzo che tocca corde profonde, temi viscerali, con coraggio e delicatezza. Che non teme di fare i conti con un passato che «quando ti trova, ti guarda con i tuoi stessi occhi».
05 / 10 / 2010 - Nel corso della serata, la lettura di brani scelti dal libro sarà accompagnata e intervallata da musiche di Dvoràk, Schubert, Shostakovich, Piazzolla e Jakova, eseguite dal quartetto italo-albanese “Obligato”, composto dai musicisti Leonard Simaku (violino), Elton Tola (violino), Eriola Gripshi, (viola) e Matilda Colliard, (violoncello).
In concomitanza alla presentazione del libro i partecipanti potranno anche visitare l’esposizione delle opere del giovane artista albanese Ermal Rexhepi, esponente della generazione di giovani artisti albanesi ché studiano all’Accademia di Belle Arti di Torino.
Al termine del evento sarà offerto un rinfresco con specialità tipiche della tradizione gastronomica albanese, accompagnate da vini scelti del Piemonte.
L’evento, organizzato dalle Biblioteche Civiche Torinesi in collaborazione con l’Associazione Culturale Italo-Albanese Vatra e la casa editrice Einaudi, è stato realizzato con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica d’Albania in Italia, della Federazione delle Associazioni Albanesi, Italo-Albanesi e Arbereshe del Piemonte, dell’Associazione Culturale Shkodra Life e dell’Ufficio di Rappresentanza della C.C.I.A. di Tirana a Torino.
Anilda Ibrahimi Anilda Ibrahimi è nata a Valona nel 1972. Ha studiato letteratura a Tirana. Nel 1994 ha lasciato l'Albania, trasferendosi prima in Svizzera e poi, dal 1997, in Italia. Il suo primo romanzo Rosso come una sposa è uscito presso Einaudi nel 2008 e ha vinto i premi Edoardo Kihlgren - Città di Milano, Corrado Alvaro, Città di Penne, Giuseppe Antonio Arena. Per Einaudi ha pubblicato anche il suo secondo romanzo L'amore e gli stracci del tempo (2009).
L’amore e gli stracci del tempo Un uomo e una donna divisi dalla guerra. Lui è serbo e lei kosovara, e la guerra è proprio quella del Kosovo, nei Balcani squarciati dai nazionalismi. Una storia vibrante e sincera, di amicizie che durano una vita, di perdite e di speranza, di figli della guerra e dei loro tanti genitori. Un romanzo che tocca corde profonde, temi viscerali, con coraggio e delicatezza. Che non teme di fare i conti con un passato che «quando ti trova, ti guarda con i tuoi stessi occhi».
La prima volta che Zlatan vede Ajkuna è rapito dal dondolio delle sue trecce che «si allungano quasi a toccare terra». Non sa ancora che quella bambina diventerà così centrale nella sua vita. Crescono insieme a Pristina, nella stessa casa, anche se lui è serbo e lei kosovara di etnia albanese. I loro padri, Milos e Besor, condividono la passione per la medicina e per le poesie di Charles Simic. Le loro madri, Slavica e Donika, litigano su come fare le conserve di peperoni e sui particolari di certe ballate, patrimonio comune dei popoli dei Balcani. Ma il Kosovo, in cui per secoli questi popoli hanno convissuto, alla fine degli anni Novanta sanguina. Ed è l'ennesima ferita al cuore dell'Europa balcanica. Tra i botti di Capodanno e gli spari della guerriglia, Ajkuna e Zlatan si promettono amore eterno «come solo due ragazzi possono promettersi». La Storia però li separa: militare di leva lui, profuga lei. Ajkuna si ritrova in Svizzera, dove partorisce Sarah. Zlatan finisce in Italia, dove incontra Ines. Una ragazza minuta, con i capelli lisci che le cadono sulle spalle. Proprio come Ajkuna. In un montaggio alternato, il romanzo segue le vite dei due protagonisti, il loro rincorrersi e sfiorarsi, e forse perdersi. Lungo il cammino, in una babele arruffata di lingue, Zlatan e Ajkuna incroceranno una piccola folla di personaggi intensi, veri, col loro bagaglio di storie al seguito. Anilda Ibrahimi ci racconta, con la sua leggerezza, con la sua scrittura cruda e poetica, una vicenda struggente, di sentimenti forti, senza essere sentimentale. Ci porta di nuovo a un passo da qui, stavolta nel Kosovo, per farci scoprire un mondo e la sua repentina distruzione. Rintracciando però quel filo che continua a legare vecchio e nuovo, passato e futuro, in un flusso ininterrotto di vita.
Il quartetto Obligato Violino, Leonard Simaku; Violino, Elton Tola; Viola, Eriola Gripshi; Violoncello, Matilda Colliard Il quartetto è il risultato dell'incontro di musicisti provenienti da mondi e culture diverse con prospettive e una passione comune. Le esperienze e il vissuto che caratterizza la personalità di ciascuno dei componenti si esprimono in questo quartetto attraverso un senso di equilibro e di complicità. Il repertorio affronta spazia dal genere classico a quello del novecento,moderno e altro. I musicisti del quartetto intendono portare avanti un lavoro mirato allo studio e all'esecuzione del repertorio di rilievo al quale compositori come Moxart, Haydn, Schubert, Dvorak, Shostakovich a tanti altri hanno contribuito con opere d'indubbia belleza e fascino. Da pochi mesi il quartetto si sta perfezionando sotto la guida del maestro Enrico Bronzi, affermato violoncellista e direttore. L'estate 2010 il quartetto ha svolto vari concerti.
L’evento si colloca nell’ambito della collaborazione intrapresa dalle Biblioteche civiche torinesi e dall’ Associazione Vatra, finalizzata a valorizzare il patrimonio culturale e letterario del popolo albanese e l’integrazione degli albanesi immigrati a Torino, in particolare delle seconde generazioni. In tale quadro di collaborazione sono stati acquisiti 1200 libri in lingua albanese (110 titoli in più copie), per arricchire l’offerta documentaria delle Biblioteche civiche torinesi.
L’Associazione Culturale Italo-Albanese Vatra Costituita a Torino nel 2002 per iniziativa di un gruppo di cittadini albanesi e italiani l’associazione promuove attività che mirano a migliorare l’inserimento e l’integrazione dei cittadini albanesi in Piemonte, valorizzando al contempo l’identità culturale della comunità. Per conseguire i suoi scopi l’Associazione ha attivato un’ampia rete di collaborazioni con altre associazioni di categoria e con gli enti pubblici e privati del territorio.
venerdì 8 ottobre 2010 alle ore 19
Biblioteca Civica “Villa Amoretti” c.so Orbassano 200, Torino
la scrittrice albanese Anilda Ibrahimi presenta il suo romanzo “L’amore e gli stracci del tempo” (Einaudi, 2009). Conduce l’incontro Benko Gjata, giornalista, corrispondente accreditato A.T.A. in Italia.
Info
- tel 011.4438604 / 5
- fax 011.4438619
- Associazione Culturale Italo-Albanese Vatra
via Piazzi 12, 10123, Torino email vatra@hotmail.it
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