Maltempo - Coldiretti chiede lo stato di crisi per calamità naturali
"Ogni giorno, da più di un mese, si hanno precipitazioni piovose su tutto il territorio provinciale e non solo; una situazione che sta gravemente minando la produzione agricola. I primi risultati evidenti sono ristagni d’acqua nei campi, aumento dell’umidità atmosferica, stress termici per cambiamenti repentini della temperatura dell’aria. Naturalmente queste valutazioni prescindono dagli eventi alluvionali, che hanno messo in ginocchio molte zone. A fronte di tali situazioni, la Coldiretti del Piemonte ha chiesto all’assessore all’Agricoltura Mino Taricco la dichiarazione dello stato di crisi per calamità naturali con la conseguente delimitazione delle zone interessate che dovrebbe riguardare la provincia di Torino, come l’intero territorio piemontese”.
Queste le parole di Riccardo Chiabrando, presidente Coldiretti Torino, che continua dicendo: "Anche se diventa difficile valutarne l’entità, la gravità e la loro influenza sulla qualità dei prodotti, in ogni caso si può cercare di delineare un primo quadro della situazione analizzando sommariamente i vari comparti produttivi. Per i cereali vernini, frumento e orzo si notano evidenti allettamenti precoci con ristagni che hanno enormemente facilitato la presenza di malattie fungine che al momento attuale stanno attaccando in maniera mai vista le spighe; le continue piogge hanno inoltre reso difficili se non impossibili, le operazioni colturali per contrastare dette malattie e la somministrazione dell’ultima concimazione, quella indispensabile per esaltare la qualità molitoria del frumento".
"Il mais è in notevole ritardo di crescita, ritardo che posticipando la fioritura lo esporrà molto di più agli stress termici del mese di luglio, ma in maniera evidente sta patendo a causa dei ristagni idrici e del fatto che le operazioni di concimazione e di rincalzatura non sono state eseguite per l’impossibilità di entrare nei campi. I prati probabilmente sono quelli che hanno patito di più, piovendo tutti i giorni gli agricoltori non hanno potuto tagliare l’erba e di conseguenza procedere alla fienagione, operazione che richiede alcuni giorni di tregua dal mal tempo. CiÚ ha fatto sì che in sostanza si perda un taglio, l’erba che rimane nei prati ora è già oltre alla maturazione, quella che forse si taglierà sarà di scarsa qualità, con la presenza di crittogame, il ricaccio che dovrebbe diventare il taglio successivo sarà di sicuro depresso e danneggiato".
"Per quanto riguarda la frutta, la situazione ha aumentato l’attacco delle malattie, ma i danni maggiori li hanno avuti le drupacee -ciliegie e albicocche- che a causa della notevole quantità d’acqua assorbita stanno patendo la spaccatura dei frutti, evento che rende il prodotto non commerciabile. E' anche difficile dire quanto stiano soffrendo le colture orticole; molti agricoltori si sono trovati nell’impossibilità di impiantare le insalate, ma quello che sta facendo patire di più il settore sono l’umidità atmosferica e i ristagni che stanno favorendo attacchi crittogamici in entità mai vista. Anche la vite soffre notevolmente l’umidità e le continue bagnature che favoriscono le malattie e vanificano i trattamenti. In chiusura, è necessario ribadire che la effettiva quantificazione dei danni sarà possibile a posteriori perchè dipenderà da diversi fattori come gli eventi meteorologici che seguiranno e anche la qualità mercantile delle produzioni che ne deriveranno”.
(Fonte Coldiretti Torino)
18 / 06 / 2008
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