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Manovra Monti: pensioni dal 2012


16 / 12 / 2011 - Riportiamo qui di seguito il testo dell'Articolo 24, dal titolo "Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici", tratto dalle "Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici", ossia la cosiddetta Manovra del Governo Monti, elaborata e resa pubblica nel dicembre 2011.

Con il colore arancione abbiamo evidenziato le modifiche effettuate in seguito all'approvazione dei vari emendamenti proposti in Parlamento

In sintesi:

  • Sistema contributivo dal 1° gennaio 2012
  • Abolizione sistema età + anni contributivi
  • Prepensionamento con 42 anni di contributi (uomini), 41 anni (donne)
  • Età pensionabile: uomini 66 anni (67 dal 2022), donne 62 anni (66 entro il 2018)
  • Eliminazione delle cosiddette "finestre"
  • Aumenti legati al costo della vita garantiti per le pensioni minime (467,42 euro) e fino al triplo del minimo (1402 euro)

In vigore dal 6 dicembre 2011:

1. Le disposizioni del presente articolo sono dirette a garantire il rispetto, degli impegni internazionali e con l'Unione europea, dei vincoli di bilancio, la stabilita' economico-finanziaria e a rafforzare la sostenibilita' di lungo periodo del sistema pensionistico in termini di incidenza della spesa previdenziale sul prodotto interno lordo, in conformita' dei seguenti principi e criteri:

  • a) equita' e convergenza intragenerazionale e intergenerazionale, con abbattimento dei privilegi e clausole derogative soltanto per le categorie piu' deboli;
  • b) flessibilita' nell'accesso ai trattamenti pensionistici anche attraverso incentivi alla prosecuzione della vita lavorativa;
    c) adeguamento dei requisiti di accesso alle variazioni della speranza di vita; semplificazione, armonizzazione ed economicita' dei profili di funzionamento delle diverse gestioni previdenziali.

2. A decorrere dal 1° gennaio 2012, con riferimento alle anzianita' contributive maturate a decorrere da tale data, la quota di pensione corrispondente a tali anzianita' e' calcolata secondo il sistema contributivo.

3. Il lavoratore che maturi entro il 31 dicembre 2011 i requisiti di eta' e di anzianita' contributiva, previsti dalla normativa vigente, prima della data di entrata in vigore del presente decreto, ai fini del diritto all'accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianita', consegue il diritto alla prestazione pensionistica secondo tale normativa e puo' chiedere all'ente di appartenenza la certificazione di tale diritto. A decorrere dal 1° gennaio 2012 e con riferimento ai soggetti che, nei regimi misto e contributivo, maturano i requisiti a partire dalla medesima data, le pensioni di vecchiaia, di vecchiaia anticipata e di anzianita' sono sostituite, dalle seguenti prestazioni: a) «pensione di vecchiaia », conseguita esclusivamente sulla base dei requisiti di cui ai commi 6 e 7 (apportando un coordinamento formale); b) «pensione anticipata», conseguita esclusivamente sulla base dei requisiti di cui ai comma 10 e 11, salvo quanto stabilito ai commi 14, 17 e 18.

4. Per i lavoratori e le lavoratrici la cui pensione e' liquidata a carico dell'Assicurazione Generale Obbligatoria (di seguito AGO) e delle forme esclusive e sostitutive della medesima, nonche' della gestione separata di cui all', la pensione di vecchiaia si puo' conseguire articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 all'eta' in cui operano i requisiti minimi previsti dai successivi commi. Il proseguimento dell'attivita' lavorativa e' incentivato, fermi restando i limiti ordinamentali dei rispettivi settori di appartenenza, dall'operare dei coefficienti di trasformazione calcolati fino all'eta' di settant'anni, fatti salvi gli adeguamenti alla speranza di vita, come previsti dall'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni. Nei confronti dei lavoratori dipendenti, l'efficacia delle disposizioni di cui all'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300 e successive modificazioniopera fino al conseguimento del predetto limite massimo di flessibilita'.

5. Con riferimento esclusivamente ai soggetti che a decorrere dal 1° gennaio 2012 maturano i requisiti per il pensionamento indicati ai commi da 6 a 11 del presente articolo non trovano applicazione le disposizioni di cui all' articolo 12, commi 1 e 2 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni, e le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 21, primo periodo del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148.

6. Relativamente ai soggetti di cui al comma 5, al fine di conseguire una convergenza verso un requisito uniforme per il conseguimento del diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia tra uomini e donne e tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi, a decorrere dal 1° gennaio 2012 i requisiti anagrafici per l'accesso alla pensione di vecchiaia sono ridefiniti nei termini di seguito indicati:

  • a. 62 anni per le lavoratrici dipendenti la cui pensione e' liquidata a carico dell'AGO e delle forme sostitutive della medesima. Tale requisito anagrafico e' fissato a 63 anni e sei mesi a decorrere dal 1° gennaio 2014, a 65 anni a decorrere dal 1° gennaio 2016 e 66 anni a decorrere dal 1° gennaio 2018. Resta in ogni caso ferma la disciplina di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;
  • b. 63 anni e 6 mesi per le lavoratrici autonome la cui pensione e' liquidata a carico dell'assicurazione generale obbligatoria, nonche' della gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335. Tale requisito anagrafico e' fissato a 64 anni e 6 mesi a decorrere dal 1° gennaio 2014, a 65 anni e 6 mesi a decorrere dal 1° gennaio 2016 e a 66 anni a decorrere dal 1° gennaio 2018. Resta in ogni caso ferma la disciplina di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell' articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.122;
  • c. per i lavoratori dipendenti e per le lavoratrici dipendenti di cui all'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni e integrazioni, la cui pensione e' liquidata a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima il requisito anagrafico di sessantacinque anni per l'accesso alla pensione di vecchiaia nel sistema misto e il requisito anagrafico di sessantacinque anni di cui all'articolo 1, comma 6, lettera b), della legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, e' determinato in 66 anni;
  • d. per i lavoratori autonomi la cui pensione e' liquidata a carico dell'assicurazione generale obbligatoria, nonche' della gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, il requisito anagrafico di sessantacinque anni per l'accesso alla pensione di vecchiaia nel sistema misto e il requisito anagrafico di sessantacinque anni di cui all'articolo 1, comma 6, lettera b), della legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, e' determinato in 66 anni.

7. Il diritto alla pensione di vecchiaia di cui al comma 6 e' conseguito in presenza di un'anzianita' contributiva minima pari a 20 anni, a condizione che l'importo della pensione risulti essere non inferiore, per i lavoratori con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre successivamente al 1° gennaio 1996, a 1,5 volte l'importo dell'assegno sociale di cui all' . Il predetto articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335 importo soglia pari, per l'anno 2012, a 1,5 volte l'importo dell'assegno sociale di cui all'articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e' annualmente rivalutato sulla base della variazione media quinquennale del prodotto interno lordo (PIL) nominale, appositamente calcolata dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), con riferimento al quinquennio precedente l'anno da rivalutare. In occasione di eventuali revisioni della serie storica del PIL operate dall'ISTAT, i tassi di variazione da considerare sono quelli relativi alla serie preesistente anche per l'anno in cui si verifica la revisione e quelli relativi alla nuova serie per gli anni successivi. Il predetto importo soglia non puo' in ogni caso essere inferiore, per un dato anno, a 1,5 volte l'importo mensile dell'assegno sociale stabilito per il medesimo anno.
Si prescinde dal predetto requisito di importo minimo se in possesso di un'eta anagrafica pari a settanta anni, ferma restando un'anzianita' contributiva minima effettiva di cinque anni. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 2 del decreto-legge 28 settembre 2001, n. 355, convertito con legge 27 novembre 2001, n. 417, all'articolo 1, comma 23 della legge 8 agosto 1995, n. 335, le parole ", ivi comprese quelle relative ai requisiti di accesso alla prestazione di cui al comma 19," sono soppresse.

8. A decorrere dal 1° gennaio 2018 il requisito anagrafico per il conseguimento dell'assegno di cui all' articolo 3. comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335 e delle prestazioni di cui all'articolo 10 della legge 26 maggio 1970, n. 381, e dell'articolo 19 della legge 30 marzo 1971, n. 118, e' incrementato di un anno.

9. Per i lavoratori e le lavoratrici la cui pensione e' liquidata a carico dell'AGO e delle forme esclusive e sostitutive della medesima, nonche' della gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, i requisiti anagrafici per l'accesso alla pensione di vecchiaia di cui al comma 6 del presente articolo devono essere tali da garantire un'eta' minima di accesso al trattamento pensionistico non inferiore a 67 anni per i soggetti, in possesso dei predetti requisiti, che maturano il diritto alla prima decorrenza utile del pensionamento dall'anno 2021. Qualora, per effetto degli adeguamenti dei predetti requisiti agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, la predetta eta' minima di accesso non fosse assicurata, sono ulteriormente incrementati gli stessi requisiti, conlo stesso decreto direttoriale di cui al citato articolo 12, comma 12-bis, da emanare entro il 31 dicembre 2019, al fine di garantire, per i soggetti, in possesso dei predetti requisiti, che maturano il diritto alla prima decorrenza utile del pensionamento dall'anno 2021, un'eta' minima di accesso al trattamento pensionistico comunque non inferiore a 67 anni. Resta ferma la disciplina di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, per gli adeguamenti successivi a quanto previsto dal penultimo periodo del presente comma. L'articolo 5 della legge 12 novembre 2011 n. 183 e' soppresso.

10. A decorrere dal 1° gennaio 2012 e con riferimento ai soggetti la cui pensione e' liquidata a carico dell'AGO e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonche' della gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che maturano i requisiti a partire dalla medesima data l'accesso alla pensione anticipata ad eta' inferiori ai requisiti anagrafici di cui al comma 6 e' consentito esclusivamente se risulta maturata un'anzianita' contributiva di 42 anni e 1 mese per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne, con riferimento ai soggetti che maturano i requisiti nell'anno 2012. Tali requisiti contributivi sono aumentati di un ulteriore mese per l'anno 2013 e di un ulteriore mese a decorrere dall'anno 2014.
Sulla quota di trattamento relativa alle anzianita' contributive maturate antecedentemente il 1° gennaio 2012, e' applicata una riduzione percentuale pari a 2 punti percentuali per ogni anno di anticipo nell'accesso al pensionamento rispetto all'eta' di 62 anni (modifica: prevedendo che la riduzione percentuale per ogni anno anticipato nell’accesso al pensionamento rispetto all’età di 62 anni, sia applicata nella misura dell’1% per ogni anno di anticipo rispetto all’età di 62 anni, con elevazione al 2% per ogni ulteriore anno di anticipo rispetto a 2 anni). Nel caso in cui l'eta' al pensionamento non sia intera la riduzione percentuale e' proporzionale al numero di mesi.

11. Fermo restando quanto previsto dal comma 10, per i lavoratori con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre successivamente al 1° gennaio 1996 il diritto alla pensione anticipata, previa risoluzione del rapporto di lavoro, puo' essere conseguito, altresi', al compimento del requisito anagrafico di sessantatre anni, a condizione che risultino versati e accreditati in favore dell'assicurato almeno venti anni di contribuzione effettiva e che l'ammontare mensile della prima rata di pensione risulti essere non inferiore ad un importo soglia mensile, annualmente rivalutato sulla base della variazione media quinquennale del prodotto interno lordo (PIL) nominale, appositamente calcolata dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), con riferimento al quinquennio precedente l'anno da rivalutare, pari per l'anno 2012 a 2,8 volte l'importo mensile dell'assegno sociale di cui all'articolo 3, commi 6 e 7 della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni e integrazioni. In occasione di eventuali revisioni della serie storica del PIL operate dall'ISTAT i tassi di variazione da considerare sono quelli relativi alla serie preesistente anche per l'anno in cui si verifica la revisione e quelli relativi alla nuova serie per gli anni successivi. Il predetto importo soglia mensile non puo' in ogni caso essere inferiore, per un dato anno, a 2,8 volte l'importo mensile dell'assegno sociale stabilito per il medesimo anno.

12. A tutti i requisiti anagrafici previsti dal presente decreto per l'accesso attraverso le diverse modalita' ivi stabilite al pensionamento, nonche' al requisito contributivo di cui al comma 10, trovano applicazione gli adeguamenti alla speranza di vita di cui all', convertito, con modificazioni, articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni e integrazioni; al citato articolo sono conseguentemente apportate le seguenti modifiche:

  • a. al comma 12-bis dopo le parole "e all' articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni," aggiungere le seguenti: "e il requisito contributivo ai fini del conseguimento del diritto all'accesso al pensionamento indipendentemente dall'eta' anagrafica";
  • b. al comma 12-ter alla lettera a) le parole "i requisiti di eta'" sono sostituite dalle seguenti: "i requisiti di eta' e di anzianita' contributiva";
  • c. al comma 12-quater, al primo periodo, e' soppressa, alla fine, la parola "anagrafici".

13. Gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita successivi a quello effettuato con decorrenza 1° gennaio 2019 sono aggiornati con cadenza biennale secondo le modalita' previste dall'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni. A partire dalla medesima data i riferimenti al triennio, di cui al comma 12-ter dell'articolo 12 del citato decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni, devono riferirsi al biennio.

14. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del presente articolo continuano ad applicarsi ai soggetti che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2011, ai soggetti di cui all'articolo 1, comma 9 della legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni e integrazioni, nonche' nei limiti del numero di 50.000 lavoratori beneficiari, ancorche' maturino i requisiti per l'accesso al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011 (modifica: precisando che il contingente di lavoratori (fissato a 50.000) cui continuano ad applicarsi le disposizioni previgenti in materia di requisiti di accesso e di regime di decorrenza dei trattamenti pensionistici (c.d. “finestre”) è fissato nei limiti delle risorse stabilite ai sensi del comma 15 e sulla base della procedura ivi disciplinata):

  • a) ai lavoratori collocati in mobilita' ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 31 ottobre 2011 (modifica: Modifica il comma 14, posticipando al 4 dicembre 2011 (rispetto al 31 ottobre 2011 del testo originario del decreto-legge) il limite temporale per gli accordi sindacali utili per l’individuazione delle categorie comprese nel contingente) e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell'indennita' di mobilita' di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223;
  • b) ai lavoratori collocati in mobilita' lunga ai sensi dell'articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni e integrazioni, per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 31 ottobre 2011;
  • c) ai lavoratori che, alla data del 31 ottobre 2011, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarieta' di settore di cui all'articolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (modifica: è stata aggiunta la categoria dei lavoratori con diritto di accesso ai fondi di solidarietà che restano a carico di tali fondi fino al compimento di almeno 59 anni di età);
  • d) lavoratori che, antecedentemente alla data del 31 ottobre 2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione;
  • e) ai lavoratori che alla data del 31 ottobre 2011 hanno in corso l'istituto dell'esonero dal servizio di cui all'articolo 72, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni con legge 6 agosto 2008, n. 133 (modifica: si prevede l’abrogazione dell’istituto dell’esonero dal servizio nel quinquennio antecedente la maturazione dell’età massima contributiva di 40 anni commi (di cui ai commi 1-6 dell’art. 72 del D.L. 112/2008), fermo restando che esso si considera comunque in corso per i provvedimenti di concessione emanati prima del 4 dicembre 2011).

15. Gli Enti gestori di forme di previdenza obbligatoria provvedono al monitoraggio, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro o dell'inizio del periodo di esonero di cui alla lettera d) del comma 14, delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori di cui al comma 14 che intendono avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del presente articolo. Qualora dal predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del numero di 50.000 domande di pensione, i predetti Enti non prenderanno in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefici previsti dalla disposizione di cui al presente comma. Nell'ambito del predetto limite numerico vanno computati anche i lavoratori che intendono avvalersi, qualora ne ricorrano i necessari presupposti e requisiti, congiuntamente del beneficio di cui al comma 14 e di quello relativo al regime delle decorrenze disciplinato dall'articolo 12, comma5, del decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito, con modificazioni, con legge 30 luglio 2010, n. 122, per il quale risultano comunque computati nel relativo limite numerico di cui al predetto articolo 12, comma 5 afferente al beneficio concernente il regime delle decorrenze. Resta fermo che, in ogni caso, ai soggetti che maturano i requisiti dal 1° gennaio 2012 di cui al presente comma trovano comunque applicazione le disposizioni di cui al comma 12 (modifica: sostituzione del comma 15, prevedendo che con decreto interministeriale del Ministro del lavoro di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro 3 mesi, sono definite le modalità di attuazione della determinazione del contingente di cui al comma 14. La disciplina attuativa, in particolare, dovrà provvedere alla determinazione del numero massimo di beneficiari nel limite di tetti annui di spesa (240 milioni per i 2013; 630 milioni per il 2014; 1.040 milioni per il 2015; 1.220 milioniper il 2016; 1.030 milioni per il 2017; 610 milioni per il 2018; 300 milioni per il 2019). Agli Enti gestori di forme di previdenza obbligatorie è rimesso il compito di monitorare l’accesso ai benefici, con l’obbligo di non prendere in considerazione ulteriori domande una volta raggiunto il limite numerico corrispondente ai tetti annui di spesa. La disposizione, infine, precisa che nell’ambito del predetto limite numerico vadano computati anche i lavoratori che intendono avvalersi, se in possesso dei richiesti requisiti, del beneficio di cui al comma 14 in aggiunta a quello relativo al regime delle decorrenze annuali disciplinato dall’articolo 12, comma 5, del D.L. 78/2010. In ogni caso resta fermo che ai richiamati soggetti che maturino i requisiti dal 1° gennaio 2012 trovino comunque applicazione le disposizioni inerenti l’adeguamento dei requisiti per l’accesso ai trattamenti pensionistici agli incrementi della speranza di vita di cui al comma 12).

Aggiunta del comma 15-bis, il quale prevede un regime agevolato di accesso al sistema pensionistico per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti del settore privato, in possesso di specifici requisiti, consistente nell’accesso al pensionamento con un’età anagrafica non inferiore a 64 anni.

16. Con il decreto direttoriale previsto, ai sensi dell'articolo 1, comma 11 della legge 8 agosto 1995, n. 335, come modificato dall'articolo 1, comma 15, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, ai fini dell'aggiornamento triennale del coefficiente di trasformazione di cui all'articolo 1, comma 6, della predetta legge n. 335 del 1995, in via derogatoria a quanto previsto all'articolo 12, comma 12-quinquies del decreto-legge 31 maggio 2012, n. 78, convertito con modificazioni con legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni e integrazioni, con effetto dal 1° gennaio 2013 lo stesso coefficiente di trasformazione e' esteso anche per le eta' corrispondenti a valori fino a 70. Il predetto valore di 70 anni e' adeguato agli incrementi della speranza di vita nell'ambito del procedimento gia' previsto per i requisiti del sistema pensionistico dall'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni e integrazioni, e, conseguentemente, ogniqualvolta il predetto adeguamento triennale comporta, con riferimento al valore originariamente indicato in 70 anni per l'anno 2012, l'incremento dello stesso tale da superare di una o piu' unita' il predetto valore di 70, il coefficiente di trasformazione di cui al comma 6 dell'articolo 1 della legge 8 agosto 1995, n. 335, e' esteso, con effetto dalla decorrenza di tale determinazione, anche per le eta' corrispondenti a tali valori superiori a 70 nell'ambito della medesima procedura di cui all' articolo 1, comma 11, della citata legge n. 335 del 1995. Resta fermo che la rideterminazione aggiornata del coefficiente di trasformazione esteso ai sensi del presente comma anche per eta' corrispondenti a valori superiori a 70 anni e' effettuata con la predetta procedura di cui all' articolo 1, comma 11, della citata legge n. 335 del 1995. Al fine di uniformare la periodicita' temporale della procedura di cui all'articolo 1, comma 11 della citata legge8 agosto 1995, n. 335 e successive modificazioni e integrazioni, all'adeguamento dei requisiti di cui al comma 12-ter dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni, gli aggiornamenti dei coefficienti di trasformazione in rendita, successivi a quello decorrente dal 1° gennaio 2019 sono effettuati con periodicita' biennale.

17. Al decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, sono apportate le seguenti modifiche all'articolo 1 ai fini del riconoscimento della pensione anticipata, ferma restando la possibilita' di conseguire la stessa ai sensi dei commi 10 e 11 del presente articolo, per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, a norma dell'articolo 1 della legge 4 novembre 2010, n. 183:

  • - al comma 5, le parole "2008-2012" sono sostituite dalle seguenti: "2008-2011" e alla lettera d) del medesimo comma 5 le parole "per gli anni 2011 e 2012" sono sostituite dalle seguenti: "per l'anno 2011";
  • - al comma 4, la parola "2013" e' sostituita dalla seguente: "2012" e le parole: "con un'eta' anagrafica ridotta di tre anni ed una somma di eta' anagrafica e anzianita' contributiva ridotta di tre unita' rispetto ai requisiti previsti dalla Tabella B" sono sostituite dalle seguenti: "con i requisiti previsti dalla Tabella B";
  • - al comma 6 le parole "dal 1° luglio 2009" e "ai commi 4 e 5" sono sostituite rispettivamente dalle seguenti: "dal 1° luglio 2009 al 31 dicembre 2011" e "al comma 5";
  • - dopo il comma 6 e' inserito il seguente comma "6.bis Per i lavoratori che prestano le attivita' di cui al comma 1, lettera b), numero 1), per un numero di giorni lavorativi annui inferiori a 78 e che maturano i requisiti per l'accesso anticipato dal 1° gennaio 2012, il requisito anagrafico e il valore somma di cui alla Tabella B di cui all'allegato 1 della legge n. 247 del 2007:
    a) sono incrementati rispettivamente di due anni e di due unita' per coloro che svolgono le predette attivita' per un numero di giorni lavorativi all'anno da 64 a 71;
    b) sono incrementati rispettivamente di un anno e di una unita' per coloro che svolgono le predette attivita' lavorative per un numero di giorni lavorativi all'anno da 72 a 77."
  • - al comma 7 le parole "comma 6" sono sostituite dalle seguenti: "commi 6 e 6-bis".

Per i lavoratori di cui al presente comma non si applicano le disposizioni di cui al comma 5 del presente articolo e continuano a trovare applicazione, per i soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento dal 1° gennaio 2012 ai sensi del citato decreto legislativo n. 67 del 2011, come modificato dal presente comma, le disposizioni di cui all'articolo 12, comma 2 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni (modifica: In sede di coordinamento formale, l’ultimo capoverso del comma 17 è numerato come comma 17-bis).

18. Allo scopo di assicurare un processo di incremento dei requisiti minimi di accesso al pensionamento anche ai regimi pensionistici e alle gestioni pensionistiche per cui siano previsti, alla data di entrata in vigore del presente articolo, requisiti diversi da quelli vigenti nell'assicurazione generale obbligatoria, ivi compresi i lavoratori di cui all' articolo 78, comma 23, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e il personale di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, di cui alla legge 27 dicembre 1941, n. 1570, nonche' dei rispettivi dirigenti, con regolamento da emanare entro il 30 giugno 2012, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono adottate le relative misure di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico, tenendo conto delle obiettive peculiarita' ed esigenze dei settori di attivita' nonche' dei rispettivi ordinamenti. Fermo restando quanto indicato al comma 3, primo periodo, le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai lavoratori iscritti al Fondo speciale istituito presso l'INPS ai sensi dell'articolo 43 della legge 23 dicembre 1999, n. 488.

19. All'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 42, e successive modificazioni e integrazioni, con effetto dal 1° gennaio 2012 le parole ", di durata non inferiore a tre anni," sono soppresse.

20. Resta fermo che l'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 72 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni con legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni e integrazioni, con riferimento ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2012, tiene conto della rideterminazione dei requisiti di accesso al pensionamento come disciplinata dal presente articolo. Al fine di agevolare il processo di riduzione degli assetti organizzativi delle pubbliche amministrazioni, restano, inoltre, salvi i provvedimenti di collocamento a riposo per raggiungimento del limite di eta' gia' adottati, prima della data di entrata in vigore del presente provvedimento, nei confronti dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2011, n. 165, anche se aventi effetto successivamente al 1° gennaio 2012.

21. A decorrere dal 1° gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2017 e' istituito un contributo di solidarieta' a carico degli iscritti e dei pensionati delle gestioni previdenziali confluite nel Fondo pensioni lavoratori dipendenti e del Fondo di previdenza per il personale di volo dipendente da aziende di navigazione aerea, allo scopo di determinare in modo equo il concorso dei medesimi al riequilibrio del predetto Fondo. L'ammontare della misura del contributo e' definita dalla Tabella A di cui all'Allegato n. 1 del presente decreto-legge ed e' determinata in rapporto al periodo di iscrizione antecedente l'armonizzazione conseguente alla legge 8 agosto 1995, n. 335, e alla quota di pensione calcolata in base ai parametri piu' favorevoli rispetto al regime dell'assicurazione generale obbligatoria. Sono escluse dall'assoggettamento al contributo le pensioni di importo pari o inferiore a 5 volte il trattamento minimo INPS, le pensioni e gli assegni di invalidita' e le pensioni di inabilita'. Per le pensioni a carico del Fondo di previdenza per il personale di volo dipendente da aziende di navigazione aerea l'imponibile di riferimento e' al lordo della quota di pensione capitalizzata al momento del pensionamento. A seguito dell'applicazione del predetto contributo sui trattamenti pensionistici, il trattamento pensionistico medesimo, al netto del contributo di solidarieta' complessivo non puo' essere comunque inferiore a 5 volte il trattamento minimo.

22. Con effetto dal 1° gennaio 2012 le aliquote contributive pensionistiche di finanziamento e di computo delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani e commercianti iscritti alle gestioni autonome dell'INPS sono incrementate di 0,3 punti percentuali ogni anno fino a raggiungere il livello del 22 per cento (modifica: aumento percentuale di incremento delle aliquote contributive pensionistiche delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani e commercianti iscritti alle gestioni autonome dell'INPS, nella misura di 1,3 punti percentuali a partire dall’anno 2012 e di 0,45 punti percentuali per ogni anno successivo (0,3% nel testo originario del decreto-legge), fino a raggiungere il livello del 24 per cento (22% nel testo originario del decreto-legge)).

23. Con effetto dal 1° gennaio 2012 le aliquote contributive pensionistiche di finanziamento e di computo dei lavoratori coltivatori diretti, mezzadri e coloni iscritti alla relativa gestione autonoma dell'INPS sono rideterminate come nelle Tabelle B e C di cui all'Allegato n. 1 del presente decreto.

24. In considerazione dell'esigenza di assicurare l'equilibrio finanziario delle rispettive gestioni in conformita' alle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, gli enti e le forme gestorie di cui ai predetti decreti adottano, nell'esercizio della loro autonomia gestionale, entro e non oltre il 31 marzo 2012, misure volte ad assicurare l'equilibrio tra entrate contributive e spesa per prestazioni pensionistiche secondo bilanci tecnici riferiti ad un arco temporale di cinquanta anni. Le delibere in materia sono sottoposte all'approvazione dei Ministeri vigilanti secondo le disposizioni di cui ai predetti decreti, che si esprime in modo definitivo entro trenta giorni dalla ricezione di tali delibere. Decorso il termine del 31 marzo 2012 senza l'adozione dei previsti provvedimenti, ovvero nel caso di parere negativo dei Ministeri vigilanti, si applicano, con decorrenza dal 1° gennaio 2012: a) le disposizioni di cui al comma 2 del presente articolo sull'applicazione del pro-rata agli iscritti alle relative gestioni; b) un contributo di solidarieta', per gli anni 2012 e 2013, a carico dei pensionati nella misura dell'1 per cento.

25. In considerazione della contingente situazione finanziaria, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall'articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448 per il biennio 2012 e 2013 e' riconosciuta esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a due volte il trattamento minimo Inps, nella misura del 100 per cento.
L'articolo 18, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni e integrazioni, e' soppresso. Per le pensioni di importo superiore a due volte trattamento minimo Inps e inferiore a tale limite, incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante ai sensi del presente comma, l'aumento di rivalutazione e' comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato (modifica: sostituzione comma 25, in materia di rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, prevedendo, in particolare, che tale rivalutazione sia prevista per gli anni 2012 e 2013 esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100 per cento).

26. A decorrere dal 1° gennaio 2012, ai professionisti iscritti alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie sono estese le tutele di cui all'articolo 1, comma 788 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

27. Presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e' istituito un Fondo per il finanziamento di interventi a favore dell'incremento in termini quantitativi e qualitativi dell'occupazione giovanile e delle donne. Il Fondo e' finanziato per l'anno 2012 con 200 milioni di euro, e a decorrere dall'anno 2013 con 300 milioni di euro. Con decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono definiti i criteri e le modalita' istitutive del predetto Fondo (modifica: prevedendo che il finanziamento del Fondo per il finanziamento di interventi a favore dell'incremento in termini quantitativi e qualitativi dell'occupazione giovanile e delle donne sia limitato agli anni 2012-2015, per gli importi di 200 milioni di euro per l'anno 2012 e 300 milioni di euro per gli anni 2013-2015 (il testo iniziale del provvedimento prevedeva, invece, il finanziamento di 300 milioni di euro a decorreredall'anno 2013)).

Aggiunta del comma 27-bis che dispone il definanziamento di 500.000 euro per il 2013 dell’autorizzazione di spesa di cui all’art. 10,comma 5, del D.L. n. 282/2004, relativa al Fondo per gli interventi strutturali di politica economica.

28. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, costituisce, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, una Commissione composta da esperti e da rappresentanti di enti gestori di previdenza obbligatoria nonche' di Autorita' di vigilanza operanti nel settore previdenziale, al fine di valutare, entro il 31 dicembre 2012, nel rispetto degli equilibri programmati di finanza pubblica e delle compatibilita' finanziarie del sistema pensionistico nel medio/lungo periodo, possibili ed ulteriori forme di gradualita' nell'accesso al trattamento pensionistico determinato secondo il metodo contributivo rispetto a quelle previste dal presente decreto. Tali forme devono essere funzionali a scelte di vita individuali, anche correlate alle dinamiche del mercato del lavoro, fermo restando il rispetto del principio dell'adeguatezza della prestazione pensionistica. Analogamente, e sempre nel rispetto degli equilibri e compatibilita' succitati, saranno analizzate, entro il 31 dicembre 2012, eventuali forme di decontribuzione parziale dell'aliquota contributiva obbligatoria verso schemi previdenziali integrativi in particolare a favore delle giovani generazioni, di concerto con gli enti gestori di previdenza obbligatoria e con le Autorita' di vigilanza operanti nel settore della previdenza.

29. Il Ministero del Lavoro e della Politiche Sociali elabora annualmente, unitamente agli enti gestori di forme di previdenza obbligatoria, un programma coordinato di iniziative di informazione e di educazione previdenziale. A cio' concorrono la comunicazione da parte degli enti gestori di previdenza obbligatoria circa la posizione previdenziale di ciascun iscritto e le attivita' di comunicazione e promozione istruite da altre Autorita' operanti nel settore della previdenza. I programmi dovranno essere tesi a diffondere la consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni, della necessita' dell'accantonamento di risorse a fini previdenziali, in funzione dell'assolvimento del disposto dell'art. 38 della Costituzione. A dette iniziative si provvede attraverso le risorse umane e strumentali previste a legislazione vigente.

30. Il Governo promuove, entro il 31 dicembre 2011, l'istituzione di un tavolo di confronto con le parti sociali al fine di riordinare il sistema degli ammortizzatori sociali e degli istituti di sostegno al reddito e della formazione continua.

31. Alla quota delle indennita' di fine rapporto di cui all'articolo 17, comma 1, lettere a) e c), del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, erogate in denaro e in natura, di importo complessivamente eccedente euro 1.000.000 non si applica il regime di tassazione separata di cui all'articolo 19 del medesimo TUIR. Tale importo concorre alla formazione del reddito complessivo. Le disposizioni del presente comma si applicano in ogni caso a tutti i compensi e indennita' a qualsiasi titolo erogati agli amministratori delle societa' di capitali. In deroga all'articolo 3 della legge 23 luglio 2000, n. 212, le disposizioni di cui al presente comma si applicano con riferimento alle indennita' ed ai compensi il cui diritto alla percezione e' sorto a decorrere dal 1° gennaio 2011.

Aggiunta del comma 31-bis il quale modifica l’articolo 18, comma 22-bis, del D.L. n. 98/2011, al fine di prevedere l’incremento del contributo di perequazione sui trattamenti pensionistici più elevati ivi previsto ivi previsto, fissandolo al 15% per la parte eccedente i 200.000 euro. Per effetto della disposizione in commento il contributo di solidarietà è pertanto rideterminato nel modo seguente: 5% per gli importi da 90.000 a 150.000 euro; 10% per gli importi da 150.000 a 200.000 euro; 15% per gli importi oltre i 200.000 euro.

(Fonte Ministero delle Finanze)

Riassunto

Commenti dei Lettori

  • Lorenzo - Non si può dire che sia una manovra ecqua certo che i diritti acquisiti esistono solo per la casta che nonostante parte degli stessi siano inquisiti nulla si fa anzi grazie alle leggi B. possono solo ringraziare comunque in Italia chi paga è solo scarpa grossa tra non molto pagheremo anche l'aria che respiriamo visto che noi siamo fuori all'aria aperta mentri i signori poverini costretti a vivere negli ufficci con l'aria condizionata crea a loro solo malanni.
    Vorrei solouna cosa che i Signori della casta in una giornata di vento pioggia e neve si trovassere fuori all'aperto a lavorare per sentire ilpiacere della vita moderna. Penso sia giunto il momento di ribellarsi a questo sistema che predica la legge è uguale per tutti.
  • Giovanna - Non ho parole, io sono andata in pensione ( per malattia) alla fine del 2007 con 42 anni di lavoro. Ora mi vedo negato l'aumento legato al costo della vita. Non so per quanti anni. Ho 62 anni e sono disgustata! Mi dispiace per i giovani
  • Andrea - Posso dire che solo aumentare tasse non si va bene,solo crisi in più e poverta perchè lavoro ce ne sarà molto di meno, quindi istigate la gente a fare cio che non vuole fare perchè se non riesce a portare il pane a casa si va a rubare il pane. devono cercare di aumentare stipendi e pensioni di almeno 600 euro mensili a ogni persona per il costo attuale della vità, se i problemi aumentano non diminuiscono.
    Dopo questa manovra devono muovere e far pagare chi non paga tasse e non paga nessuno, perchè non è giusto che una causa dura 4 anni, 5 anni, 6 anni, quando in altri stati entro un mese constringono a pagare o in un modo o nell'altro qui mi sembra che legge non c'è ne solo per voi politici strapagati a prendere più tasse dai cittadini che prima non siete stato in grado di gestire....
  • Anonimo - Si passa da un eccesso all'altro, mentre prima si sono create le cosidette pensioni beby e si andava in pensione con un minimo di 19 anni sei mesi e un giorno poi, si è stabilito i che le pensioni di anzianità dovevano raggiungere 36 anni sei mesi e un giorno . negli ultimi anni si è passati a 40 anni: nel giro di podchi anni si sono aperte le finestre e quindi aggiungi un anno . adesso ce ne vogliono 42. In questo caso Monti sana l'economia. Ma i giovani con il blocco del turnover, quando potranno avere uno stipendio? Poi li chiamano bamboccioni. Vergogna!!!!
  • Vincenzo - Questa manovra non è salva Italia ma salva capitalisti siamo rovinati coloro che con 40 anni di contributi non possono andare in pensione non hai libertà di scelta è una manovra non equa ma iniqua che colpisce i più deboli e leva i peli dal naso ai ricchi politici ecc che hanno barche macchine di lusso e dichiarano un reddito basso,siamo come in galera senza via di sbocco, se passa questa manovra e la fine di tutti coloro che non hanno la forza di andare avanti con il lavoro precario.
  • Un'infermiera - La vedete un'infermiera già a 60 anni (e sono anche troppi) a correre per un reparto di degenza tra urgenze e emergenze, dove la mente deve essere sempre lucida e il suo fisico sempre in forma, deve lavorare al servizio di persone umane dove se sbaglia non si può più tornare indietro. Le persone umane non sono come
    fogli di carta!! E ve la potete immaginare a 65-66 anni in un reparto, magari di geriatria, è una vergogna!!!
  • Salvatore - Invito a tutti i nati nel 2012 a non andare mai più a votare. E poi, per chi votare? Per questo marciume!!!! Per i ladri!!!! Per i privilegi!!!!! Hanno rovinato l'Italia!!! A questo punto conviene partire da zero. Fallimento!!!!!!! Così non ci saranno più privilegi per nessuno!!!!!
  • Massimo G. - Per maturare il diritto alla pensione nel luglio del 2012 (raggiungevo quota 97 o giù di lì) avevo riscattato 8 mesi degli anni di studio (laurea) spendendo oltre 8000 euro. Ora, a causa di una decisione univoca come si addice ad uno Stato totalitario, non posso più andare in pensione quindi il riscatto non è servito a niente altro che ad aumentarmie di 10-20 euro la mia pensione nel 2018. Praticamente ho gettato al vento queti soldi. Chi me li ridà? Roba da terzo mondo. Abbiamo dei governanti incapaci, approssimativi ma arraffatori. Si scordino il mio voto (dx o sin) in quanto non si può sfuggire alle proprie responsabilità delegando un governo tecnico.
  • Arrabbiatissima - E' vergognoso ciò che si sta vivendo. Come si può pensare che da un giorno all'altro QUALCUNO (non meritano di essere nominati!) si impossessi di sei anni della tua vita! Si può pensare, al giorno d' oggi con le problematiche che emergono ogni giorno,che una maestra della primaria, a 66 anni, possa trasmettere ai bambini entusiasmo e voglia di fare, di apprendere... possa garantire agilità, sicurezza in palestra, sopportare i decibel delle mense, cimentarsi con le nuove tecnologie multimediali?.. Meglio non pensarci! Aumenteranno sicuramente le spese per la sanità, sempre se si potrà esserne degni...
  • Valter - Dopo 39 anni di lavoro e a 6 mesi dal compimento dei 60 anni di età ti rubano 2 anni di vita.Per loro a 60 anni non cambia nulla. Povera Italia come sei caduta in basso se non sei più in grado di onorare il patto preso con i tuoi cittadini.
  • Agente di P.L. - Per fare questa manovra definita equa, è servita una laurea e una cattedra alla bocconi!!!! penso che se l'avesse fatta l'omino degli spurghi biologici, sarebbe stata fatta in modo piu' equo e piu' intelligente!!!!
  • Nessuno - Io non ho nome ,ni voce...Sono un extra communitaria ,da 18 anni in Italia (in aspettiva della cittadinanza italiana)Si parla di "tutto"nella manovra ,dei lavori .dei pensioni ..E noi ,in quale categoria facciamo parte ??!!..Sono laureata in lingue ,ho 27 anni di lavoro in Albania e 18 anni senza un giorno di ferrie o malattia per tutto il periodo in Italia .Sfruttati da tutti , sopra tutto dallo stato .Non sa il governo che quasi nessuno ha versato contributi per "queli"come me , che lavorano nelle case .per tenere i bambini ,i anziani o per tenere pulite le loro case...Si poteva teoricamente denunciare, ma a quel prezzo...perdere il lavoro che per noi stranieri è vitale ,non avendo altre possibilità di sopervivenzà .Dov'è lo stato?!... .abbiamo imparato bene i nostri doveri ma MAI ,i nostri diritti .Ho quasi 63 anni ,ho versato 10 anni di contributti di tasca proprio ,per "essere in regola "(cosa che voleva fare per tutto il tempo se potevo ("affitando un presta nome ")che non sempre lo potevo avere .Adesso sono in disocupazione che finisce fra 3 mesi ...Sara qualcuno che mi prendera lavorare (pulire splenditamente la casa ) a 63 anni ??!!A chi mi devo rivolgiere ?! .Se devo aspettare "l'ssegnio di anzianità "con che cosa devo vivere fin allora ?..Ma sapete quanti sono come me ? ..Non sono venuta in Italia clandestina .ma con un contratto do lavoro regolare e trami il Ministero del Lavoro in Albania ....Sper che qualcuno legge queste rigge..e capisce la mia situazione (e non solo la mia I
  • Lara - Lo Stato strozzino: non fidatevi mai dello Stato Italiano: Questo dobbiamo purtroppo insegnare ai nostri figli e nipoti. Quando iniziai a lavorare era così: io dovevo pagare 20 anni e avrei avuto la pensione. Nel '92 potevo andare con 912.000 £ al mese. Non l'ho fatto, mi vergognavo un po', tanto il diritto era acquisito! Invece no! Presto dovevo pagare per 25 anni, ma quando stavo per arrivarci, hanno detto no, devi pagarne 30, e quando stavo per arrivarci, ancora no, devi pagarne 35, e poi 40, (e così va bene) ma quando ne avrò pagati 40 nel 2012 ce ne vorrà 41, e quando ne avrò pagati 41 ce ne vorrà 41 e 6 mesi (e avrò penalizzazione per ogni anno che mancano a 62) e così via: Insomma ogni volta che tocca allo stato rendere ciò che gli ho dato, lui cambia le regole! Se l'avessi fatto io con qualsiasi persona, sarei in galera. Lo Stato siamo noi? No, io non sono così disonesta e inaffidabile! E non ho fatto nemmeno debiti, e ho anche pagato tutte le tasse! E anche icontributi sono obbligatori come una tassa, senza possibilità di scelta alternativa. E li rubano tutti. Ma quei grandi ladri ricchissimi sono veramente dei poveri disgraziati insaziabili e quindi infelici perchè incontentabili e poco intelligenti che non arrivano neanche a capire che la felicità è gratuita, l'amore non si compra, la gioia è amare e amare donar, è far felici gli altri .....
  • Sualc - Maturo quarantanni a metà marzo 2012, da 23 anni che faccio il pendolare utilizzando le ferrovie e trasporto pubblico. Ora arriva una professoressa che ti dice: ora i 40 anni non bastano più , devi avere 42 +1m che poi non è 42+ 1m ma 42+6 mesi nel 2014 x me. Come mai gli uomini 42+1 e le donne 41+1 perchè questa discriminazione? Le donne vogliono la parità questa non lo è. Lei è pendolare? Ma, forse non sa quante ore si perdono al giorno solo x andare al lavoro per ritardi e guasti frequenti, già perchè noi comuni mortali non abbiamo privilegi. E' ora di finirla di martellare sempre il popolo.
  • Contribuente gabbato - Possibile che sia cosi difficile ? Lo stato deve restituire al contribuente esattametne quanto ha versato nella sua vita, compresi gli interessi naturalmente, come fa un'assicurazione. La stessa cosa deve valere anche per i già pensionati - è cosi facile basta rifare i calcoli e via! Puoi andare quando vui e prendi quanto hai versato. mi sembra cosi facile, qualcuno non vuole farlo perchè vuole mangiarci sopra. tutti vogliono rosicchiare i tuoi soldi a scapito di qualcun altro
  • Nebiolo - E' ora di ribellarci contro quei lazzaroni che abbiamo al governo ,sanno solo togliere e dare tasse e dispiaceri al popolo italiano.che facciano loro i sacrifici e si tolgano tutti i loro benefici.(completamente) ci hanno fregato 20 anni di sacrifici e loro se li prendono quando vogliono
  • Maurizio - Non ho parole... sono un operaio e immagino quando avrò 60 anni e sarò a fare la notte in fabbrica (se ci sarà ancora). Nel mio piccolo non andrò mai + a votare, mai + darò il voto a sti ciarlatani da 4 soldi Vergogna, tutto aumenta, per fare una manovra del genere ero capace pure io non servivano tecnici. Vergognatevi di voi stessi
  • Anonimo - Quando non si ha la libera scelta leggittima dopo 40 di lavoro non è più democrazia,ma la cosa ancora più grave è che questi politici ci trattano come numeri non calcolano che ci sono lavoratori con patologie serie
  • Salvatore - Le regole sono uguali per tutti io direi le regole sono uguali solo per gli operai.I nostri gran signori che scaldano le poltrone a nostre spese di sacrifici per il loro popolo non ne vogliono sentir parlare,lungi da loro diminuirsi gli stipendi,dimiuire il loro numero,diminuire le macchine blu i portaborsa questi sono i veri sprechi dell'Italia. basterebbe tagliare la politica per risanare la nostra bella Italia altro che tartassare sempre gli stessi. Buona giornata a tutti e speriamo che me la cavo.
  • Rocco - Questa è una manovra """"spremi ancora il limone""""". Bastava tassarela ""Casta"",togliere il finanziamento ai partiti,togliere il rimborso delle spese elettorali ai sigg. Onorevoli e fare una max operazione della guardia di finanza in tutto il territorio nazionale per trovare quanto serviva per pagare i debiti che Loro hanno fatto in Europa. Si lasciavano in santa pace i poveri lavoratori e pensionati completando la manovra con una buona legge elettorale per fare eleggere non più di 230 onorevoli e 100 senatori.
  • Lucia - Sono disgutata di tutto. Come altri sto inseguendo la pensione. E spero che molti non adranno a votare.Ma l'italiano è un popolo che parla molto ma i fatti non ci sono. Dovremmo unirci e andare tutti a Roma e farci sentire.
  • Anonimo - Pensavo che tanti anni di studio, avessero servito a questi signori a trovare una via di uscita per guidarci fuori dal tunnel. Ci sono troppe cose che non vanno in italia, troppi sprechi troppi privilegi per pochi e troppi occhi che non vogliono vedere. Per aumentere tasse,carburanti e farci morire prima di vedere la pensione,non serviva scomodare questi illustri... bastava mia nonna di 86 anni. Incapaci
  • Rino - Lo stato di diritto esiste solo per la casta: i diritti acquisiti per loro rimangono sempre validi. L'accordo fatto tra lo stato e i cittadini, che rappresentavano il famoso stato sovrano, ad esempio la riforma Dini ormai in nome della moneta unica, non è più valido. Non si capisce la necessità di un Parlamento quando la politica economica, prima, e quella relativa allo stato sociale poi, è determinata dalla Banca centrale e dalla Germania. Auguri ai nostri giovani con poco futuro
  • Dora - Sono docente, ho 69 anni e lavoro ancora nella scuola strasudando la mia pensione, perchè chi "conteggia" a proprio piacimento senza incorrere in alcuna sanzione, ha disquisito sull'inizio dell'anno scolastico negli anni '70 e sucessivi al 1° ottobre e non al 1° settembre, a dispetto di ogni normativa nel merito. SONO UNICA!!! Eppure, gli italiani, a fronte di tanta arroganza e noncuranza dei sacrifici di chi è colpito a vita, vanno ancora a votare. Non si lamentino: ognuno ha il governo che si merita
  • Anonimo - Volevo dire alla signora Fornero, che ha pianto durante la lettura della riforma delle pensioni, che è sicuramente un'ottima attrice oppure ha una coscienza il che la rende non adatta a fare il ministro. Io non so cosa farà quando gli arriveranno le notizie di anziani che si sono suicidati perchè non riusciranno più a tirare avanti e le centinaia di casi, già previsti tra l'altro da molti psicologhi, di depressione. Al signor Monti invece vorrei dire che questa manovra ci porterà sicuramente in una recessione senza precedenti e vorrei ricordargli che va bene la credibilità in Europa ma sarebbe bene guardare anche a quella in Italia. Comunque è giusto così perchè prima eravamo governati da un'azienda (mediaset) e adesso da un'università (La bocconi) e voi continuate a non andare a votare Bravi!!
  • Elisabetta - Io sono nata nel 1953, e ogni anno aumentano gli anni di vecchiaia, cosi' devo inseguire la mia pensione fino al 2020, certo io sto 7 anni senza un centesimo, 7 anni di pensione che lascio all'inps, ma quanto mi costa questa manovra, se tutti dovessero pagare quanto pago io l'Italia avrebbe un surplus di entrate. Ma perchè io, come tanti altri nella mia situazione, non posso avere stipendio per 7 lunghi anni quando i grandi faraoni non si sono neanche diminuti lo stipendio??? Viva l'equità, per Monti e la Fornero forse la matematica è opinabile!!!!!!!! 0 forse ci sono gli italiani di serie "A" e gli italiani di serie "B" che schifo, qui bisogna agire e non parlare!!!!
  • Anonimo per Elisabetta - In realtà Monti aveva cercato di tagliare lo stipendio ai parlamentari. Sono i perlamentari che l'hanno bloccato, i nostri cosiddetti politici.
  • Anonimo - Prima del 2009 se non sbaglio i dipendenti che non andavano in pensione venivano incentivanti con una percentuale in più in busta paga.
  • Luk - Al 31 dicembre 2011 ho 39anni e 8 mesi di lavoro e 59 anni di eta........adesso mi sono licenziato e lavoro al nero cosi non pago piu un'eoro di tasse guadagno il doppio tanto cosa verso a fare ci andro con la stessa somma in pensione tra 4 anni
  • Antonella - Maestra di scuola materna a 62 anni...i bambini si lasciano con i vecchi?
  • Angela - ...se non potete più garantirmi una pensione, potete almeno garantirmi un lavoro dignitoso? ho 60 anni, autonoma per "forza" (poichè persi il lavoro dipendente a 39 anni), con un'attività in "rosso"...forse perchè non ho imparato a rubare...
  • Robic - Docente di lingua francese figlia di operai, arrivata alla laurea con tanti sacrifici, un lavoro che è peggiorato...ora si insegna in più scuole...si hanno anche più di 200 alunni con relativi compiti e riunioni, mi ritrovo a girare in auto da una scuola all.'altra con dispendio di benzina ed energia e poichè sono del 52 e l'anno prossimo faccio 35 anni di insegnamento questa riforma mi blocca fino a 67 anni nella scuola...sono stata una brava insegnante ma ora ho solo tanta rabbia contro questi presuntuosi professorini in lacrime....
  • Un povero lavoratore - E' uno schifo, ci volevano i professoroni ed i bancari per fare una manovra così vergognosa. E' palese che stanno tentando di salvare le banche e gli speculatori, mentre agli onesti lavoratori ed ai pensionati gli stanno succhiando gli ultimi spiccioli.Non credevo fossero capaci di tanto!!!
  • Un ex operaio deluso - Sono un lavoratore precoce, ho acettato la mobilità che mi doveva accompagnare alla pensione, Arriva Monti e la Fornero, invece di darmi la pensione dopo i 40 anni, mi buttano in mezzo alla strada senza lavoro e nel frattempo è finita pure la mobilità. Penso di aver già dato all'Italia (40 anni di contributi nell'industria) e senza evadere nemmeno un centesimo perchè ero un operaio, addirittura ho ricongiunto l'apprendistato pagando 5 milioni di lire nel 1982 di tasca mia. Tutto questo per che cosa? per salvare L'Italia? Io nel mio piccolo ho gia dato molto mentre i ricchi e i ladri non hanno dato nulla, Sig. Monti e Sig.ra Fornero vergognatevi!se avete una coscienza, troppo facile prendere da chi non ha voce.
  • Come voi ........ - Nessuno è più degno di rappresentarci. Nessuno fa gli interessi dei lavoratori dipendenti. Sui "ricchi" onesti hanno imposto tasse; tutto per salvare le banche causa del nostro male. Consiglio lo sciopero al voto, affinchè capiscano a chiare lettere che nè destra nè sinistra nè centro, NESSUNO merita il nostro voto. Fanno promesse al momento della campagna elettorale, importante è insediarsi , poi tutti sono bravi ad arricchirsi e fare i propri interessi
  • Anonim - Forse andrò in pensione a 90 anni ....se ci fosse un altro pianeta come il nostro, chi non ci andrebbe subito?
  • Paolo - Se penso che, da qualche anno ormai, il sottoscritto sapeva che sarebbe potuto andare in pensione nel 2012 con la "quota 96" e invece da un giorno all'altro deve andarci per forza fra sei anni senza alcuna facoltà di opzione o anche penalizzazione, bisogna dire che davvero questa manovra non ha niente di equo e di condiviso con la gente comune...Vergogna, sia da parte dei politici che l'appoggiano che dei nuovi "tecnici" che lo sono diventati.
  • Angelo - Classe 1952: Mi associo, NON andrò mai più a votare, a che serve votare una sinistra che appogia i banchieri!!!
  • Valter - Sono convinto che la questione " pensioni " non si esaurisce qui . e' scontato che ci sara' un ulteriore aggiustamento nel 2013 ancorche' si andra' al pareggio di bilancio che si misurera' in un allungamento dell'eta' pensionabile .... ah ! il buon senso ci dice che questo tipo di riforme va posto in essere con tempi consoni almeno decennali in questo modo ciascuno avrrebbe il tempo di decidere cosa fare della propria vita. una anziana sig,ra che recatasi al cimitero a deporre dei fiori al marito defunto nel percorrre il vialetto e contanto le 20 tombe ben 8 erano sotto i 50 anni altre 7 sotto i 70 anni . Per chi ancora non l'avesse capito dopo 40 anni effettivi di lavoro si e' logori... cari Monti & c la pensione da morto non serve a granche !
  • Leonardo - Forse la gente non ha capito che il vero problema non è andare in pensione a 67 anni, ma che con il sistema contributivo dopo aver versato i contributi per 42 anni percepiremo una pensione pari a circa l 40% dell'ultima retribuzione cioè una pensione sociale di circa 500 €. al mese.Complienti, certo che se Monti ela Fornero sono il meglio dell'intellighenzia Italiana siamo messi male.
  • Un arrrrrrabbbbbiato - Vergognatevi ci state facendo vergognare a noi di essere italiani, state sputtanando anche la Bocconi perchè se il risultato di tanto pregio è quello che dimostrate voi allora chiudiamola che non serve
  • Giovanni da Bergamo - Se marito e moglie percepiscono entrambi 1200 euro netti al mese (2400 euro totali) non hanno il blocco dell'incremento annuo, mentre il sottoscritto che prende 2000 euro e la moglie non prende la pensione si vede bloccato questo incremento per due anni. Spiegatemi se questa è giustizia !!!
  • Un Italiano stufo - Sindacati vergognatevi cosa avete fatto per contrastare questa manovra? niente non avete mobilitato il popolo per dire no a queste leggi truffa, perche attaccarsi alle pensioni quando l'INPS è lunico ente in attivo? Agli italiani dico solo cosa ancora dovete subbireancora perchè vi decidiate a ricordarvi che siete eredi di un popolo che oltre 150 anni fà si riprese la sua dignità la sua libertà il suo Onore con un prezzo altissimo di sangue,per dare una vita migliore ai propri figli,noi cosa daremo ai noi stessi ed ai nostri figli? la rassegnazione? l'incapacità di ribellarsi alle ingiustizie? Dobbiamo di nuovo cacciare gli aguzzini e rifondare la nostra Patria all'insegna della vera Democrazia e della libertà. I nostri avi si rivoltano nella tomba vedendo come ci siamo fatti ridurre dai nuovi usurpatori,loro hanno dato la via per noi e noi li ringraziamo abbassando la testa davanti a loro. Pensateci Italiani.
  • Stefano da Udine - Da quel che si vede e legge in giro solo monti e quei personaggi che scaldano le poltrone da anni in politica sono daccordo su questa manovra (vedi come hanno reagito quando gli è stato chiesto di deguare i loro stiendi...)tutti sono concordi che è la solita minestra, l'unica cosa da fare è rifare il nostro governo, il nostro sistema di parlamento è il Nostro Problema: bastano 3 partiti, 2 opposti e uno di maggioranza; e tutta la gente inutile (tutti in questo caso) a casa e se devono andare in pensione con 500euro così provano cosa vuol dire avere solo quelli!se ti va bene!abbiamo un sacco di corpi polizia, carabinieri, guardia di finanza, corpo forestale...quanto costano!!!ne basta uno con vari settori...scusate ci sono anche i vigili urbani!
  • Anonimo - E vere sono tutti buffoni ma non serve non andare a votare perche' non facciamo il partito dei delusi e tartassati ovvero D & T e cerchiamo di mandare un po di politici a casa?
  • Enrico - Classe 1952, andrò in pensione tra più di 6 anni. Immaginate con quanta voglia di fare, da oggi in poi, tirerò avanti sino ad allora.
  • Giuseppe - Mamma mia che schifo!!!!! E' vero che la situazione è difficile e che per trovare la soluzione bisogna affidarsi ai "professori". Ma i rpofessori della Bocconi una semplice addizione la sanno fare? Se oggi il 33% dei giovani è disoccupato e, quindi, che ben gli vada comincerà a lavorare oltre i 30 anni, basta fare la somma 42 (anni di contributi da pagare) + 30 (anni di inizio del lavoro) = 72 anni età.....c'era bisogno di scrivere tutte quelle fesserie per abolire le pensioni? Bastavano due parole: le pensioni in italia sono abolite!! (quelle dei cittadini eh....non quelle dei ladri che hanno trovato rifugio in un posto chiamato parlamento, che quelle le dobbiamo mantenere e se mai aumentarle. Alla faccia della Bocconi che reputavo una università serie che sfornava cittadini preparati....ma se questi sono i risultati!! E poi dicono che siamo i più ciucci del mondo.....se i professori sono questi...
  • Stefano - Equità....bho? caso personale. ho cominciato a 16 anni a lavorare pasticceria/ panificio orario di lavoro notturno.ad oggi ho 54 anni con 38 anni di lavoro. secondo la manovra dovrei lavorare fino a 66 anni senza penalizzazioni. 50 anni di lavoro? se non tiro il calzino prima? bella e giusta la manovra.
  • Luigino - La manovra, secondo i calcoli fatti da illustri esponenti della vita civile questa manovra costa a ogni famiglia circa 1300 euro anno .A un pensionato o un lavoratore dipendente con un reddito di 16oo euro lordi mese questa manovra gli toglie un mese di stipendio (tredicesima) .Quanto toglie questa manovra a chi guadagna 50-100.000euro anno .dove sta l'equità? Era proprio necessario colpire la povera gente quelle persone che hanno lavorato e pagato le tasse onestamente per una vita intera.Era necessario stravolgere la vita a milioni di persone che pensavano di aver raggiunto l'obbiettivo di una vita di lavoro.Siamo governati da un mucchio di ciarlatani che pensano solo ai propri interessi i nostri cari parlamentari oggi che si parla dei loro salari stanno alzando un muro di protezione a salvaguardia dei loro interessi.Secondo le statistiche ci costano 27 euro per abitante.Io vorrei sapere cosa stanno facendo per guadagnarsi lo stipendio.Quando un lavoratore non fa il proprio dovere l'azienda dove lavora prende provvedimenti cosa stiamo aspettando mandiamoli tutti a casa.
  • Anonimo - Vai Sig MONTI hai faticato per la tua laurea ed invece anche io con la 3 media riesco a fare 2+2 che spettacolooooo!!
  • Carmen - Sono una donna di 58 anni nata nel gennaio 1953, abito a Como , sono disoccupata dal 2009 , essendo frontaliera ho usufruito per un anno dell’indennità di disoccupazione pagata dall’Inps a fronte dei contributi che la Svizzera invia all’ente previdenziale. E’ da un anno che non ho reddito e non riesco a trovare un lavoro, perchè sono vecchia per fare il mio lavoro di contabile , ma non vecchia per la pensione. A gennaio 2013 compiro’ 60 anni e con la vecchia normativa avrei dovuto prendere la pensione di vecchiaia ,con 24 anni di contributi invece dovro’ aspettare fino a 66 anni nel 2019 Questa manovra è un suicidio sociale - E` una vergogna!! Una schifezza!! Solo quelli dell’anno 1952 sono i privilegiati gli atri sono non di serie B ma di serie C ,come faro’ a vivere, mi devo impiccare? sono molto inc..... e indignata mi sento mortificata nella mia persona. Nessuno fa niente e nessuno parla di noi disoccupati senza ne mobilità e ne ammortizzatori sociali e molto penalizzati senza avere nessun diritto sociale a cui far fronte. A questo punto non mi considero certo piu’ una cittadina Italiana in quanto per sentirmi tale dovrei avere piu’ protezione ed un efficiente supporto di tutti i servizi sociali disponibili come in tutti i pesi democratici. Quello che e’ successo e’ stato un golpe alla democrazia ,questa è dittatura , alle prossime elezioni non votero’ piu’ nessuno e tutti noi dovremmo fare sciopero di voto per non votare piu' questa gentaglia che ci ha portato a questa situazione , in modo da non raggiungere il quorum e andare in piazza a protestare in modo feroce.
  • Gianni - Mi spiegate xchè una persona che ha avuto la fortuna oggi direi sfortuna di iniziare a lavorare a 20 anni e che maturerà 40 anni di contribuzione nn possa andare in pensione? poi i 40 sono diventati 42 + penalità se nn avevi l'età mi spiegate il xchè domani nn serviranno + i 42 ma questo stato cosa vuole a noi poveri lavoratori, mi chiedo se questa è giustizia, basta che loro si prendono quello che si prendono con tutte le agevolazioni, che stato è questo dove pagano sempre e solo i poveri lavoratori, se questa è giustizia, povera italia che brutta fine abbiamo fatto
  • Alido - Io penso che andranno avanti cosi fino che non vedono l'osso allora quando non ci sara piu carne si fermeranno, poi quando capiranno che anno spolpato dei fratelli allora si possono sparare per non sofrire perchè non saranno in grado di fare niente.
  • Carla - Ci vuole un bel coraggio a definire questa manovra equa... equa per le tasche dei nostri politici. vergognatevi.
  • Anonimo - Qualcuno mi sa spiegare come mai i sindacati parlano nei comizi facendo credere alla gente operaia che non sono d'accordo sull'aumento delle tasse e dell'età pensionabile, ma poi il governo fa sempre tutto quello che vuole.Ma i Sindacalisti come mai poi diventano Ministri ????. Vergogna uno del 1952 . Gente ribelliamoci
  • Enzo - In merito alla riforma delle pensioni recentemente prevista dal decreto Monti, il comma 15-bis dell’art. 24, prevede un regime agevolato di accesso al sistema pensionistico per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti del settore privato, in possesso di specifici requisiti, consistente nell’accesso al pensionamento con un’età anagrafica non inferiore a 64 anni. I requisiti attualmente previsti dal comma 15 bis sono i seguenti: lavoratori e lavoratrici del settore privato che al 31/12/2012 abbiano maturato una anzianità contributiva di almeno 35 anni (61 anni di età) oppure anzianità contributiva di 36 anni (60 anni di età) ovvero la vecchia quota 96. Si chiede, per giustizia e per l’equità tanto osannata da Monti, di estendere il diritto previsto dal comma di cui sopra anche ai lavoratori ed alle lavoratrici del Pubblicoa, nonché ai lavoratori autonomi onde evitare una penalizzazione troppo pesante per coloro che sono stati esclusi e, soprattutto, una discriminazione ingiusta tra lavoratori privati, pubblici e autonomi che inevitabilmente darebbe luogo a moltissimi ricorsi su tutto il territorio nazionale.
  • Nicola - Meno male che è arrivato uno che ci capisce ce ne vorrebbero cento di figli, come il nostro presidente del consiglio, in una casa, vedrete che sara' l'inizio.
  • Anonimo - Sono OSS e andrò in pensione a 68 anni. Il caro Monti pensa che tra vent'anni sarò in grado di lavare, accudire e alzare dal letto quelli che saranno i "miei coetanei"??? Io di 70 anni che mi prendo cura di una persona di 80??? ci rendiamo conto di dove siamo finiti????
  • Francesco fir - Devono modificare la classe 1952 e una vergogna
  • Anonimo - Sono sconcertata, disgustata, arrabbiata. credo che non sia giusto tutto quello che sta accadendo in merito alle pensioni.lo stato sta rubando sei anni della mia vita.un appello ai politici non permettete che cio' avvenga ,un governo tecnico (come lo definiscono)non eletto da nessuno non puo' permettersi il lusso di fare ciò che sta facendo senza il vostro consenso.tutto ciò si può fare ma in modo diverso per esempio aumentando gradualmente l'età pensionabile.è inconcepibile che ci è nato il 31/12/1950 può andare in pensione e chi è nato il 1* gennaio 1951 deve aspettare sei anni per acquisire tale diritto ,ammazza che equità.-
  • Carla - Sono dall'età di 16 anni che lavoro ho quasi 40 di conributi, ho 57 anni di ,dipendente pubblica con 33 annni di servizio. Non vedo l'ora di andarmene in pensione perchè sono stanca e ho voglia di godermi la mia vecchia , ho dato la mia giovinezza al lavoro è ora di dire basta.
  • Anonimo - Sono alquanto disgustata! ma non ci dovevano essere agevolazioni per i nati nel 1952 gia' penalizzati dalla precedente riforma? il genio Monti si e' posto la domanda di quanti disabili saranno obbligati da questa genialata a lavorare chissà quanti anni ancora?!! "Che Dio ci aiuti"
  • Erpiu - Vorrei vedere il pro. monti con le narici nella vernice per 41 anni e allungare di 2 anni la pensione che a uno gli spetta.
  • Fabio - In merito alla riforma Monti sulle pensioni, penso che una riforma peggiore non si potesse fare. Mi chiedo come mai i sindacati non facciano nulla in proposito, hanno accettato passivamente questa manovra iniqua, così detta salva Italia, ma salvarla da cosa? da chi? A questo punto mi pare che la cosa migliore sia uscire dalla zona euro, come altri Paesi europei che mi pare non stiano così male. Il Professore non ha fatto altro che aumentare le tasse e parla di equità, gli Italiani sono stufi di essere spremuti senza mai toccare i privilegi della casta. Tornando sulle pensioni credo che l'unico modo per uscirne sia quello di un nuovo Governo, che riporti le regole in un regime più democratico e sopportabile sopportabile, ripristinando o modificando le quote, da 95 innalzarle gradatamente, lasciare la soglia dei 40 anni di contribuzione senza limite di età, in quanto mi pare vergognoso ed iniquo continuare a lavorare oltre questa soglia. Poi mi domando, quale è il sensodella riforma pensionistica, risparmiare oggi? Domani ti ritroverai tutti i nodi al pettine. I giovani poi quando troveranno un lavoro
  • Anonimo - Un appartenente delle forze dell'ordine a 60 anni di età, quando il fisico è copletamente usurato, come può garantire la sicurezza dei cittadini?
  • Niki - Sono un braciante agricolo alle speranzze che trovi sempre il lavoro seno con un nucleo di 5 persone nn riesco a vivere dico ai signori politi di guardare gli ammortizatori che sono scarici e nn ce piu niente
  • Deluso - Ho lavorato un pò di anni all'estero,... ebbene... in ogni nazione mi sono trovato sempre meglio che in Italia, la mia Patria (governata da persone fameliche)
  • Zorro - Svegliatevi, ci stanno ammazzando vedrete che ancora non è finita, il 2012 ci porterà alla tomba, il futuro è ora
  • Patrizia - Sono nata il 13 /01/1952 e per poter avere due opziono, quota 96 e pensione di vecchiaia a 60 anni, ho regalato all'INPS nel dicembre 2010 euro 17.500,00 in un'unica soluzione. In Italia non abbiamo mai la certezza del diritto, l'unica certezza è la corruzione legata al potere della casta. Avessi 20 anni in meno fuggirei da questa Italia ormai marcia: i sindacati sono poteri allineati ai poteri politici e la chiesa una impastatrice. I nostri figli stanno fuggendo all'estero per poter vedere riconosciuti i loro meriti perchè in questo paese conta solo la raccomandazione dei genitori, ora dal ministro definita genialità nel DNA. Da ragazza ero fiera di essere italiana, ora mi vergogno. Meritocrazia, equità sono termini che nella vita dei cittadini non esistono più, ma di essi si riempie la bocca il ministro Monti. Se avete figli investite nella loro cultura e preparazione professionale perchè troveranno un posto fisso in altri stati e siate felici di saperli lontaniegratificati. Il patto per le future generazioni è fallimentare. Dio ci salvi dalla chiesa, dai politici e dai sindacalisti. raccomandazione e in contribuzione, non può essere liquidata se non con decorrenza 1° febbraio 2013. Nella domanda è ciò che ho indicato. indicato.
  • Ocrim infermiere - E' troppo. E' troppo sul piano dei diritti, che non ci sono piu' -e che fanno i sindacati?- E' troppo tempo chiesto per contiunuare a lavorare, nei campi, nelle officine, nelle corsie. Non c'e' piu' certezza dei diritti, non c'e' piu' limite al peggioramento delle condizioni di vita dei Soliti. Come si fa a costringere un infermiere a continuare a lavorare fino a 66 anni in un ambulanza? o in rianimazione? o in corsia? ma lo sa Monti e company, che vuol dire emergenza sanitaria? quale prontezza e' richiesta in questo settore, ma in generale in tutta la sanita'? Mi viene da credere che questi, al pari dei politici e affini, non si rendono conto minimamente delle condizioni di lavoro di Nessuno, eccetto, certo, i banchieri, gli onorevoli, i dirigenti ecc. E' vergognoso tornare a colpire le pensioni, ma soprattutto l'ETA' pensionabile, tulupinando soprattutto quelli che hanno 30 o 35 anni di anzianita' e che gia' avevano visto la prepotenza dello scalone di Maroni, delle quote di Prodi e via di seguito. Comprendo benissimo alcuni commenti amareggiati, sfiduciati nei confronti del proprio Paese. Che io continuo ad amare, ma comincio a credere che non fornisce piu' a tutti la possibilita' di viverci degnamente, come agli inizi del secolo, quando i nostri nonni si traghettavano nelle "Americhe".
  • Anonimo - Salve sono un marasciallo E.I. da buon Italiano chi avuto avuto chi dato dato scurdiamucci u passato
  • Anonimo - Possibile che non si riesce a definire l'età pensionabile!!!! non ci sono fondi li hanno mangiati gia quelli prima di noi, del 1952 ad un passo della pensione, e versiamo ancora contributi!!!
  • Mary - E' una vera ingiustizia: stabiliscono le esclusioni dai requisiti per chi si trova nella impossibilità di scegliere di restare perchè non ha più un lavoro Ma Solo Nei Limiti Delle Risorse Disponibili. E' un bel concetto di equità sociale! Anche perchè sanno che risorse non ce ne sono enon ce ne saranno:l'Italia fatta con il sangue di tanti eroi è stata amministrata da politici incapaci interessati solo alla loro "posizione" di potere, di ricchezza e di privilegio. Non si vergognano a farsi pagare le pensioni d'oro con i contributi dei poveri lavoratori che devono lavorare fino alla morte per potere lasciare qualche briciola ai loro cari?
  • Anonimo - Si sono mai chiesti lor signori come mai la sanità è in tilt? glielo spego io, che non sono laureata. loro dicono che la vita si è allungata. ma come si vive? questa è una società malata si va avanti perchè ci imbottiscono di medicinali. come si può pensare di mantenere una persona che ha lavorato per quarant'anni della sua vita fino all'età di 67 anni? e poi come pensano di creare occupazione dei giovani se al lavoro ci saranno solo i vecchietti? ora parlo per me ho 56 anni e 35 anni di contributi, non dico di voler andare in pensione ora, ma non appena raggiunti i 60 di età e 40 anni di contributi avrei voluto lasciare, purtroppo con questa manovra oltre a penalizzarmi se lascio prima mi costringe ad inseguire la pensione, e cioè se nel 2018 si partirà tutti con 67 anni sia donne che uomini, è possibile che nel 2018 ad un passo della pensione scatteranno i famosi anni 67, come la mettiamo? speriamo solo che ci ripensino e lascino almeno i requisiti dei 40 di contributi a qualsisi età, altrimenti opterò,appena raggiunti 57 anni di andarmene con 35 anni e con il sistema retribuito e prenderò una pesnione da fame. vi pare giusto? purtroppo la mia salute non mi permette di lavorare più a lungo perchè sono artrosica e ho le mani che si stanno deformando e fra un pò non potrò usare neanche il computer. Questo è l'allungamento della vita? ma per chi? per loro che non hanno mai fatto un cavolo nella loro vita? solo nella mia famiglia è morta mia madre a 32 anni, è morta una soralla di 24 anni,(tumore) e un anno che è morta mia nipote di 32 anni (tumore)ed ho una soralla di 40, viva ma con tumore. questa è la nostra società e ripteto, una società malata, altro che allungamento della vita.Grazie a nome di tutti i lavoratori. vergognati, ma senza piangere! Lacrime e Sangue!
  • Giovanni - Sono un dipendente siderugico voglio dire solo una semplice cosa voi non siete persone umane sapete ogni giorno vicino alle portinerie ci sono manifesti di persone che muoiono di malattie gravi età dai 47 a 55 e voi ci venite a dire che le pensioni vengono alzate vergognatevi mi auguro che possiate almeno risistemare qualcosa i lavori che si fanno in una siderurgia non sono lavori senza discriminara gli altri non indifferenti e voi carissimi ministri sapete benissimo questa realtà però fate finta di niente a voi interessa la vostra vita.
  • Anonimo - Ci ricorderemo, alle prossime amministrative, di punire chi ha sostenuto questa manovra, o saremo smemorati ???
  • Angelo - Questo paese va a rotoli !!!!!! Bisogna intervenire con la forza contro questi governi disonesti e ladri ! Ormai chi ruba e spreca soldi pubblici non viene più punito come prima e questo ci porterà al disastro finale che sarà devastante, non abbiamo visto ancora nulla il peggio deve venire tra qualche anno quando cinnuantenni non potranno più sbarcare il lunario e i figli saranno tutti disoccupati. Il lavoro sarà cosa di soli pochi eletti (figli e nipoti dae componenti della casta), questa è la verità che per ora nessuno vuole ammettere. Meditate giovani svegliatevi solo voi potete fare tremare i pallazzi del potere, se non lo fate sarà un disastro molto preso.
  • Giusy - E per coloro che assistono i cari disabili?come faranno?forse si ammaleranno anche loro e lo stato dovra' curare non 1 ma 2 ammalati!! Certo, se a 65 anni dovranno lavorare e assistere un altra persona, mica sono dei Superman??
  • Luciano autista 118 - Alcuni lavori come quellin in ufficio potrebbero anche andare a 66 anni, ma altri lavori come i pompieri ,il 118 che devono essere sempre efficenti per poter soccorrere altre persone,non è possibile che gli operatori di tali servizi debbono lavorare fino a 66 anni ,cosi' i cittadini devono soccorrere a loro, guidare un mezzo in sirena nel traffico o arrampicarsi su una scala fino al terzo piano, è una cosa inammissibile e pericolosa
  • Mariastella - Carissimo Monti ti farei lavorare io nelle mie condizioni! 5 anni in più di lavoro! 65 anni sono troppi non si è più giovani, dopo una vita di sacrifici arriva lui ti taglia le gambe! Non basta quello che mi è stato diagnosticato, ti voglo dire che io sono una di quelle persone 1952 che non vedrà mai la penzione il destino mi ha riservato una brutta fine fai qualcosa Ministro.

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