Mary Gauthier, regina dell’alt-country, al Folkclub di Torino
21 / 04 / 2011 - Mary Gauthier si è imposta prepotentemente negli ultimi 10 anni sulla scena del country alternativo e, più in generale, della musica acustica americana. La sua eccezionale sensibilità creativa e la sua voce calda e precisa la pongono su un livello di eccellenza assoluta e per lei si sono spesi, a buon diritto, paragoni e accostamenti altisonanti: Townes Van Zandt, Steve Earl, Lucinda Williams.
Mary fu abbandonata appena nata dalla madre a New Orleans, e visse il primo anno di vita in un orfanotorofio. Adottata da una coppia di Baton Rouge, a 15 anni ruba la loro macchina e scappa verso nord. È l’inizio di una spirale di perdizione in cui precipita: abuso di droghe, alcolismo, galera. Riesce a iscriversi all’università in Louisiana grazie all’aiuto dello stato, ma anche questa esperienza sfocia in un insuccesso. Dopo aver frequentato una scuola di cucina, apre a Boston un ristorante di specialità cajun, il Dixie Kitchen. Le cose incominciano a girare per il verso giusto, gli affari vanno bene, ha smesso di bere, e sta tornando fuori quella vecchia passione adolescenziale per la musica, suonare la chitarra, cantare e scrivere canzoni. Incomincia a esibirsi nei locali di Boston e, nel 1997, a 35 anni, pubblica il suo primo disco, Dixie Kitchen. Il successo giunge immediato quanto inaspettato: Mary ottiene una nomination come “miglior nuovo artista folk contemporaneo” ai Boston Music Awards, e parte in tournée per tutti gli USA con la Nashville Songwriter Association. Al ritorno vende il suo ristorante per poter finanziare il suo secondo disco, Drag queens in Limousine, che esce nel ’99. Il disco ottiene 4 stelle dalla rivista Rolling Stone, e Mary diventa una presenza fissa a tutti i folk festival più importanti.
La title track vince agli Indipendent Music Awards il titolo di “miglior canzone folk”. Il terzo CD, Filth & Fire, è prodotto nel 2002 da Gurf Morlix (mitico produttore di Lucinda Williams e ospite del FolkClub alcuni anni fa). Il disco è nominato “miglior disco indipendente dell’anno” dal New York Times. Ancora prodotto da Morlix, nel 2005 esce Mercy now, prima uscita di Mary per una major. Il disco è inserito tra i migliori 10 dell’anno da numerosi giornali (tra questi Billboard e Chicago Tribune); Mary è nominata artista emergente dell’anno dalla American Music Association e Bob Dylan trasmette le sue canzoni nel suo programma radiofonico. Between Daylight and Dark (2007) è prodotto da Joe Henry (già produttore di Solomon Burke, Bruce Cockburn, Loudon Wainwright III, Elvis Costello & Allen Toussaint’s). Il New York Daily News incorona Mary erede di Johnny Cash, il Boston Globe la paragona, per la particolare associazione di durezza e vulnerabilità, a Bruce Springsteen. Con l’ultimo disco, The Foundling (2010) che Mary presenta al FolkClub, arriva l’attesa chiusura di un cerchio.
Mary è finalmente tranquilla, soddisfatta, in pace con se stessa e pronta ad affrontare i nodi emotivi legati alla sua infanzia, e lo fa con un concept album, tutto dedicato alla sua storia di neonata abbandonata. L’album è magistralmente prodotto da Michael Timmins dei Cowboy Junkies, e vede la partecipazione di sua sorella Margo (voce dei CJ) e del grande Garth Hudson della Band, oltre a una canzone di cui è coautore Darrell Scott (ammirato l’anno scorso all’Acoustic Night di Beppe Gambetta).
... da quando Lennon ululava Mother non ci sono più state canzoni così nude e dense. Cinque stelle!... Uncut Magazine
Mary Gauthier (chitarra e voce), accompagnata da Tania Elizabeth (violino), in un evento che rimarrà negli annali del FolkClub.
Quando?
- giovedì 21 aprile 2011 - ore 21.30
Costo?
- 15 euro
- Al Folk Club i minori di 30 anni hanno diritto ad uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto
Dove?
- Folkclub
via Perrone 3/bis, Torino
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