
La giornata di campionato si contraddistingue per il big match
Inter Juventus.
Una partita che vede le due squadre distanziate di ben tredici punti e questo è motivo di sofferenza intima sorda, mal celata, da parte del popolo bianconero. Ancor più al pensiero che realisticamente questo gap si sarebbe potuto colmare nelle giornate trascorse.
Tanti e grandi i rimpianti su cui la Vecchia Signora può versare lacrime amare. Citando senza un ordine, ma appellandosi alla sola memoria: la trasferta di Parma, gli incontri casalinghi con Cagliari, Sampdoria e Fiorentina, le ultime uscite con Reggina ed Empoli. Tanti i punti lasciati per strada in queste sfide, che invece avrebbero dato un sapore diverso alla sfida di sabato sera.
Non è salutare, anzi è improduttivo, piangersi addosso, soprattutto adesso che siamo in piena cavalcata finale, ma non si può non provare amarezza per l’occasione sfuggita di entrare nella Storia, per aver compiuto un’impresa inimmaginabile per una neo-promossa. E i vari Buffon, Capitan Del Piero, Pavel Nedved, David Trezeguet, Mauro German Camoranesi questa impresa se la sarebbero meritata tutta.
Purtroppo questa Juve ha patito, e forse patirà fino alla fine del campionato, il vertiginoso decadimento di rendimento di alcuni elementi che avevano fatto ben sperare nei mesi autunnali del 2007. Ci si riferisce ai vari Nocerino, Molinaro, Palladino. Ha patito, patisce e sicuramente patirà anche l’apporto nullo alla causa che i vari Tiago e Almiron hanno recato. Questo portoghese non è un mistero, sono un mistero gli occhi dell’osservatore che l’ha portato in bianconero. Non invidiamo l’ottimo, secondo me, Ranieri, che comunque deve mantenere la Juve in corsa fino alla fine con qualche pezzo che sta mollando. Fino ad ora, nonostante alcune scelte criticabili sulla preparazione alla partita e sulla gestione della stessa, il tecnico bianconero è riuscito a creare un ottimo gruppo, a motivarlo,a farlo rendere al di sopra delle aspettative. Speriamo sappia mantenere la rotta e a non ammainare le vele.
Speriamo anche che questa annata serva di esperienza alla dirigenza juventina, certamente ancora acerba ed inesperta di calcio italiano e internazionale di alto livello. Pare, però, che inizino a prendere le misure, visto l’acquisto del promettentissimo Momo Sissoko. Staremo a vedere.
Sabato sera la Juventus potrebbe riaprire il campionato. Occorrerà una partita perfetta, di carattere, di temperamento e di classe. In potenza la Juventus ha tutti gli elementi per crederci, l’agonismo di Chiellini, la furia di Nedved, la potenza di Sissoko, la classe di Capitan Del Piero, l’estro di Camoranesi.
Di fronte un Inter in una fase poco brillante, molto nervosa al suo interno, ma pur sempre una corazzata. Non inaffondabile, ma una corazzata. Cambiasso, e Zanetti sono l’anima di questa squadra, Maicon è il turbo che destabilizza, Ibrahimovic è il genio che illumina, Crespo o, peggio ancora, Cruz sono due realizzatori spietati. L’Inter la giocherà sulla potenza, forse macchinosa in taluni elementi, Vieira e Stankovic degli ultimi tempi, ma impressionante se non viene arginata.
Non sarà una partita noiosa.
Dalla sfida di Milano la
Roma potrebbe trarre vantaggio con tre risultati su tre. Altamente improbabile che i giallorossi, sconfitti in extremis con la Lazio dopo una partita caparbia e brillante, non asfaltino il modestissimo Empoli. Abissale la differenza fra le due squadre, tale che, salvo cali glicemici collettivi da parte dei giocatori capitolini, non ci dovrebbe essere storia.
Più interessante la sfida tra la
Fiorentina e la
Lazio. Entrambe in salute, nonostante la Fiorentina sia reduce da una sconfitta, la gara si preannuncia spettacolare e ricca di gol. Mutu, strepitoso ultimamente, e Rocchi potrebbero essere i protagonisti del match.
Una partita tirata, insipida e noiosa, invece, potrebbe essere quella di Torino. Si incontrano il
Torino e il
Milan; granata e rossoneri attraversano un momento dannatamente grigio e più passano le giornate e meno questo grigiore si riesce a diradare.
Nel Toro mancherà anche il fluidificante Comotto, una brutta perdita, vista la personalità e la velocità che costui poteva garantire sulla fascia destra. Mancherà fino la termine del campionato, auguri sinceri al capitano granata. Il Torino è una squadra compatta, quadrata, mai arrendevole, ma nonostante Novellino le provi tutte senza guardare in faccia a nessuno, qualcosa nei meccanismi continua a non tornare. Forse alcuni giocatori non riescono inserirsi a dovere negli schemi dell’allenatore, forse qualcuno dovrebbe mostrare una personalità maggiore e prendersi la squadra sulle spalle. Non conoscendo bene lo spogliatoio granata si è a rischio di eresia, ma secondo me, a patto che non sia già mentalmente in pensione, il buon Recoba, lento e poco vivace quanto volete, potrebbe essere l’uomo giusto. Difficile comunque che Novellino ripunti su una punta che pare avere ormai bocciato. Peccato.
Il Milan è a pezzi. Gladiatorio l’agonismo e la rabbia dei Gattuso, Ambrosini, Seedorf, ma i rossoneri non sembrano neanche più una squadra, ma un insieme di fieri individui che indossano la stessa maglia. La situazione non è delle migliori e a ciò si aggiunge l’infortunio di Kakà. A questo Milan alla fine un pareggio a Torino potrebbe anche stare bene.