Mercato del Falso in Italia: 7,1 miliardi di euro. Il 16,2% nel settore alimentare  Secondo un’indagine Censis- Area-Aico del 2009 il mercato del falso in Italia è stimato pari a 7,1 miliardi di euro: al primo posto tra le merci contraffatte abbigliamento e accessori (il 36,7%), Cd, DVD, audio, video e software (il 23,2%) e i prodotti alimentari, con gli alcolici e le bevande (il 16,2% - 1,15 miliardi di euro).
Proprio su quest’ultimo ambito si è concentrata l’analisi nel convegno svoltosi questa mattina (ieri, ndr) a Torino Incontra e organizzato dalla Camera di commercio di Torino nell’ambito delle attività dell’Osservatorio provinciale sulla contraffazione.
Come ricordato da Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino:
Contro la diffusione della contraffazione, l’ente camerale torinese agisce in più direzioni, da un lato promuovendo gli strumenti di tutela della proprietà intellettuale, come il deposito dei brevetti o l’utilizzo di marchi, soprattutto collettivi; dall’altro impegnandosi per informare correttamente i consumatori attraverso la pubblicazione di guide gratuite, di facile consultazione per tutti i cittadini; infine realizzando indagini e ricerche ad hoc per monitorare il fenomeno.
Antonio de Vita, Col. Arma dei Carabinieri, Com. del Comando prov. di Torino ha sottolineato la complessità del tema:
Le modalità con le quali vengono compiute le contraffazioni alimentari, e più in generale le frodi in commercio, sono davvero infinite. È una continua battaglia tra NAS e aggiornamento di leggi da una parte, e persone senza scrupoli dall’altra; una battaglia difficile e sofisticatissima, combattuta con l’utilizzo di complessi metodi analitici. Il ruolo dei Carabinieri dei NAS è fondamentale nel tutelare la salute del consumatore e nel difenderlo da eventuali truffe.
L’indagine della Camera di commercio di Torino L’indagine si compone di tre analisi distinte, condotte tra aprile e luglio 2009, che hanno coinvolto rispettivamente 1.120 imprese torinesi dell’industria degli alimenti e bevande, 1.132 imprese torinesi del commercio e 290 famiglie piemontesi. La lente di ingrandimento è stata posta non soltanto sul fenomeno della contraffazione in senso stretto e sul fenomeno imitativo dell’Italian sounding, ma in via estensiva, anche alle frodi alimentari, poiché spesso i consumatori sono confusi nell’esatta individuazione dei diversi illeciti.
La contraffazione alimentare  È un fenomeno ampio all’interno del quale si possono distinguere diverse tipologie: la frode commerciale, ovvero indicazioni errate/non reali in etichetta, qualità e composizione del prodotto non corrispondenti a quelli indicati, che possono causare un danno economico al consumatore; la frode sanitaria, che maschera difetti o stati di cattiva conservazione dei prodotti e può avere conseguenze igienico-sanitarie per il consumatore; l’adulterazione, ovvero la consapevole e deliberata variazione della composizione di un prodotto alimentare; la falsificazione, ovvero l’azione intenzionalmente diretta al conferimento di identità non posseduta; la sofisticazione, un procedimento diretto a rendere apparentemente migliore una sostanza; la contraffazione vera e propria, cioè un’azione fraudolenta finalizzata a creare un prodotto ex novo apparentemente ed ingannevolmente simile al vero (ad es. uso improprio e fraudolento di nomi e marchi).
Le imprese dell’industria e del commercio.
Nonostante i limitati casi di contraffazione subiti dalle imprese del campione (12 casi, circa il 5% delle imprese complessivamente indagate), ben l’85% delle imprese dell’industria alimentare ritiene che la contraffazione sia aumentata negli ultimi 5 anni. La percezione della diffusione del fenomeno, infatti, è più estesa tra le industrie (il 23% di giudizi elevati) rispetto alle imprese del commercio (14%). In ambito industriale, inoltre, l’attenzione al fenomeno è inversamente proporzionale alla dimensione: sono le piccole imprese, con meno di 10 addetti, a considerare la contraffazione una reale minaccia, meno le grandi (solo il 12,5% delle realtà con più di 50 addetti). Un fenomeno analogo si osserva anche nel commercio: gli esercenti dei negozi di vicinato sono più “consapevoli” della diffusione della falsificazione alimentare rispetto a quelli delle medie/grandi strutture di vendita (il 14,3% a fronte del 12,9%).
I consumatori.
Per quanto riguarda i prodotti a rischio contraffazione, i consumatori piemontesi mostrano poca preoccupazione per prodotti come pasta, riso, carne, pesce e formaggi, mentre pongono più attenzione a bevande (68%), in particolare a vini e liquori (78,5%), scatolame (71%) e olio (73%). Fiducia assoluta è riposta nell’acquisto diretto dai produttori e nei negozi tradizionali, dove rispettivamente solo l’1,1% ed il 3,2% dei rispondenti ritiene molto probabile acquistare prodotti contraffatti. Diffidenza invece per internet (l’81%) e discount (il 77%). In generale, gli uomini sono più diffidenti delle donne. A fronte di un incauto acquisto i consumatori per prima cosa cambierebbero il fornitore (il 48% delle preferenze); tuttavia è ancora significativa la percentuale di chi non farebbe nulla se non ripromettersi di fare più attenzione in futuro (quasi il 40% delle risposte) o di chi non saprebbe quali azioni intraprendere (quasi il 18%). Il 17% si rivolgerebbe alle forze dell’ordine.
Per contrastare il fenomeno Per imprese e commercianti il controllo da parte delle forze dell’ordine e gli obblighi normativi sull’indicazione d’origine sembrano essere gli strumenti più efficaci per contrastare il fenomeno della contraffazione. I consumatori prediligono invece un aumento delle sanzioni nei confronti di chi vende prodotti contraffatti (66%) e una migliore educazione proposta ai cittadini (55,5%).
Marchi e altre forme di tutela Per quanto riguarda le politiche di tutela, i consumatori mostrano di gradirle e di considerarle nelle proprie decisioni di acquisto: secondo gli intervistati la qualità e la genuinità di un prodotto può essere assicurata dall’adesione ad un consorzio di tutela o a un marchio collettivo (41,6%), dalla denominazione di origine e indicazione geografica (40,2%), dalla provenienza geografica del prodotto (37,6%). Anche il 32% dei commercianti conferma il gradimento dei consumatori nei confronti di queste tutele. Tuttavia le imprese dell’industria alimentare sembrano non cavalcare questa opportunità: il 38% di esse ha dichiarato di non attuare ad oggi alcuna azione di tutela.
La guida Il volume “Contraffazione alimentare: Vai sul sicuro!” edito dalla Camera di commercio di Torino fornisce un affresco del fenomeno della contraffazione degli alimenti, spiegando in modo semplice la differenza tra alimenti contraffatti, adulterati o sofisticati. In particolare sensibilizza il consumatore circa il problema della diffusione di prodotti alimentari con una falsa indicazione dell’origine territoriale, tema molto sentito da tutte le aziende del “made in Italy”.
 Nel testo si descrive il fenomeno illustrando i casi più frequenti, oltre alle sanzioni previste dalla legge. La guida è scaricabile gratuitamente da internet all’indirizzo www.to.camcom.it/contraffazione La pubblicazione fa parte della più ampia collana “Guide ai diritti” edita dalla Camera di commercio di Torino per dare risposte e consigli ai consumatori sui temi più dibattuti: dai rapporti con le banche, all’acquisto di giocattoli, dalle etichette dei prodotti al condominio. Tutte le guide sono gratuitamente scaricabili da internet all’indirizzo www.to.camcom.it/guidadiritti È in via di pubblicazione inoltre una guida dedicata alle imprese: “ L’etichettatura dei prodotti alimentari – la normativa comunitaria e nazionale”, pubblicata dall'Enterprise Europe Network operativo presso Camera di commercio di Torino e Unioncamere Piemonte è realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Merceologiche dell’Università di Torino ed il Laboratorio Chimico della Camera di commercio.
(Fonte Camera di Commercio Torino)
08 / 10 / 2009
Pagine correlate Torino alimentazione
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Mercato del Falso in Italia: 7,1 miliardi di euro. Il 16,2% nel settore alimentare '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Ecoditorino scrivere all'indirizzo email ecoditorino@yahoo.it
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema Torino alimentazione Torino commercio Torino salute
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|