Una bella partita da entrambe le parti, ma un pari inutile per tutti. Questo è quanto accaduto a San Siro tra Milan e Juventus.
Il Milan rallenta una corsa al primato sull’Inter, iniziata forse un po’ tardivamente, la Juventus interrompe una serie di brutte figure occorse forse un po’ troppo frequentemente e prematuramente.
Ranieri schiera in campo il solito 4-4-2, con la coppia d’attacco Iaquinta Amauri supportata da Camoranesi e Marchionni sulle fasce. Bene ha fatto il Mister bianconero a non escludere l’italo argentino della Nazionale, in primis perché così gli ha dato modo di recuperare psicologicamente e poi perché l’esterno azzurro ha disputato una prova superba in quantità, abnegazione e qualità. Suoi i cross più minacciosi verso la porta di Kaladc, tra questi quello del pareggio di Iaquinta al 14° del secondo tempo, dopo che Seedorf aveva portato in vantaggio i rossoneri all’11°. La difesa ha rivisto in scena il migliore della stagione, Giorgio Chiellini, affiancato centralmente da Nicola Legrottaglie. Sulla fascia destra Grygera, su quella sinistra De Ceglie; ancora una volta quest’ultimo non è apparso all’altezza della maglia bianconera, non mostrandosi né insidioso nelle incursioni in avanti, veramente pochine, né insuperabile nelle chiusure in retrovie.
Il Milan ha mostrato buone trame di gioco per tutti i 90 minuti, anche se questa Kakà è parso in difficoltà e Beckam poco pungente. Paolo Maldini ha giocato l’ultima di una lunga serie di battaglie contro l’undici bianconero di Torino. Ha giocato con attenzione e con la solita efficacia, riconosciutagli da una vita. Peccato il brutto gesto nei confronti di Giorgio Chiellini, reo di averlo contrastato in area nel secondo tempo, impedendogli il colpo di testa. Ma è stato un neo ad una prestazione ineccepibile. Un fuoriclasse come Paolo Maldini mancherà a tutto il calcio italiano per molti anni, a lui il tributo dello scrivente per questa partita.

Tornando alla gara, sorprendentemente la Juventus ha retto l’urto di un Milan in palla e sia nel primo che nel secondo tempo la squadra di Ranieri ha dato segni di orgoglio con alcune occasioni da rete ben nitide.
All’11° Camoranesi spara altissimo da dentro l’area su invito di testa di Vincenzone Iaquinta, al 16° Marchionni da solo davanti alla porta milanista stoppa male l’invitante assist di Camoranesi e si fa chiudere da Kaladc in uscita (il laterale romano è recidivo, se avesse buttato dentro i palloni d’oro avuti con Inter e Milan quest’anno, oggi si avrebbe una classifica ben diversa), al 36° Polusen in ripartenza da centrocampo ci prova da fuori di sinistro, dopo aver spiazzato tutta la difesa rossonera, ma il suo tiro finisce a lato. Il danese ha giocato una discreta partita, ma la sua lentezza e certe distrazioni, sia palla al piede che in chiusura mediana, lasciano esterrefatti.
Nel secondo tempo è il Milan che si fa subito più pericoloso al 2° minuto, quando su corner Pippo Inzaghi colpisce di testa dall’area piccola completamente indisturbato. Troppa grazia, si sarà detto, e il suo shot finisce clamorosamente a lato.
Al 3° Vincenzone Iaquinta, migliore in campo, impegna Kaladc con un potente destro, l’estremo milanista non trattiene, ma sull’accorrente Amauri Flamini salva in corner.
All’11° il gol di Clarence Seedorf. Ancora una volta la difesa juventina cicca il fuorigioco, Pippo Inzaghi si invola sulla sinistra, appoggia per Ambrosini, quest’ultimo svirgola, ma sul pallone che taglia tutta l’area piomba l’olandese di Milano e supera l’incolpevole Buffon. Destino che quest’anno a San Siro la Juventus subisca gol su svirgolate degli avversari.
Fortunatamente al 14° Iaquinta riacciuffa subito il pari, tuffandosi di testa su un cross vellutato di Mauro German Camoranesi.
Da qui in poi le due squadre iniziano a patire la stanchezza. Che campionato bizzarro quello italiano, in cui le due squadre ai vertici della classifica si fiaccano dopo 65 minuti.
Sulla forza dei nervi è il Milan ad avere più occasioni al 26° con Kakà, Buffon in due tempi, al 29° con Pippo Inzaghi che alza sopra la traversa al volo di sinistro, nel concitato finale, in cui un’entrata ardita di Legrottaglie fa gridare al rigore.
Molto più netto, secondo me, quello reclamabile dal subentrato Del Piero al suo primo pallone, in cui dopo una girata ciccata a causa di uno scivolone, si rialza, tocca la palla con la punta servendo Iaquinta, ma nel contempo Flamini lo stende con un’entrata di impeto. Comunque nessuno ha protestato e non è neanche il caso di sollevare la questione in queste righe.
La partita finisce 1 a 1, non serve a nulla, ma almeno si è visto un bello spettacolo.
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