MiTo 2011 Settembre Musica a Torino, programma giorno per giorno (20-21 settembre)
20 / 09 / 2011
Martedì 20 settembre 2011
- ore 17 Aula Magna del Politecnico di Torino
Edoardo Zosi, violino e Saskia Giorgini, pianoforte eseguono di Ludwig van Beethoven Sonata in la maggiore per violino e pianoforte op. 47 “A Kreutzer”, di Béla Bartók Danze popolari rumene per violino e pianoforte Trascrizione di Zoltán Székely e di George Enescu Sonata n. 3 in la minore per violino e pianoforte op. 25 “in carattere popolare romeno” INGRESSO GRATUITO Edoardo Zosi è nato a Milano nel 1988 in una famiglia di musicisti e ha iniziato lo studio del violino all’età di tre anni. È stato allievo di Sergej Krylov e ha conseguito il diploma presso il Conservatorio di Milano con il massimo dei voti, lode e menzione speciale. Dal 2005 al 2007 ha frequentato i corsi di Pierre Amoyal e attualmente è seguito da Salvatore Accardo. Nel 1995 ha debuttato alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano in occasione di un concerto dell’Orchestra del Festival di Brescia e Bergamo diretta da Agostino Orizio: da allora ha suonato in importanti sale da concerto e teatri italiani. Zosi ha ricevuto numerosi primi premi e ha vinto il Concorso Internazionale per violino e orchestra Valsesia Musica 2003, dove era il più giovane concorrente. È regolarmente invitato da importanti orchestre quali Stuttgarter Philharmoniker, Orchestre National de Montpellier, Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestra Sinfonica di Lucerna, Orchestra Sinfonica Siciliana, Prague Chamber Orchestra; collabora con grandi direttori e solisti come Salvatore Accardo, Pierre Amoyal, Anatol Ugorski, Dmitrij Sitkovetsky, Alan Buribayev, Gabriel Feltz, Hannu Lintu, Enrique Diemecke, Alexander Vedernikov e Bruno Canino. È stato invitato da Uto Ughi ad esibirsi in occasione del suo Festival Omaggio a Roma, è stato scelto dal CIDIM per alcuni concerti nell’ambito della rassegna “Nuove carriere” e ha tenuto un recital nel giugno 2007 per il Maggio Musicale a Firenze. Ha frequentato i corsi dell’Accademia Chigiana a Siena, ottenendo il diploma d’onore. Ha registrato un cd con Bruno Canino con sonate di Strauss e Brahms e SKY Classica gli ha dedicato un documentario della serie I notevoli. Suona un Santo Serafino del 1745 della Fondazione Pro Canale di Milano. Nata nel 1985, Saskia Giorgini ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di quattro anni con Lorena Sancin e Paolo Prever. Dal 2000 al 2008 ha frequentato l’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, studiando inizialmente con Riccardo Risaliti, Franco Scala, Anna Kravtchenko, Louis Lortie e, dal 2005, grazie a una borsa di studio della De Sono Associazione per la Musica e del Lion’s Club di Torino, con Leonid Margarius e Michel Dalberto. Nel 2003 si è diplomata con il massimo dei voti al Conservatorio di Milano e, ottenuta la maturità scientifica nel 2004, ha frequentato il biennio di specializzazione al Conservatorio di Torino con Claudio Voghera, laureandosi con lode e ricevendo una menzione speciale “per particolari capacità strumentali e straordinarie doti artistiche”. È stata ospite di importanti festival e istituzioni, tra i quali Festival di Vancouver, dove ha eseguito il Concerto di Nino Rota con la CBC Radio Orchestra diretta da Mario Bernardi. Ha partecipato a masterclass di Aldo Ciccolini, Benedetto Lupo, Alexander Lonquich, Elissó Virsaladze, Géry Moutier, Zoltán Kocsis, Cédric Pescia, Andrea Lucchesini, Enrico Pace, Joaquín Soriano, Rian de Waal, Marcello Abbado. È attiva anche nell’ambito della musica da camera: nel 2009 è entrata a far parte del Trio Maurice: con questa formazione frequenta il corso di musica da camera del Trio di Parma presso la Scuola di Musica di Fiesole ed è stata invitata a partecipare all’Accademia del Kammermusikfest Lockenhaus. Si è esibita più volte in duo con importanti La voce del cantastorie (bardo tradizionale o chansonnier che sia) molto spesso sa esprimere anche il disagio di una comunità divenendo una scomoda voce di protesta. In questo panorama composito, Beken è oggi il più noto cantore di Port-au-Prince: tutti conoscono i suoi successi degli anni Ottanta dal tono nostalgico e amaro, come Tribilasyon (Tribolazione) oppure Mizé (Miseria), entrati nel patrimonio musicale haitiano. Voce di protesta, Beken si accompagna sulla chitarra e canta l’ingiustizia e la realtà quotidiana dei poveri, denunciandone la condizione. Recentemente, grazie ai successi di Radio France e del Festival “Etonnants Voyageurs” di Saint- Malo, sta vivendo una nuova e fresca stagione di successo. Se Beken trova ispirazione nella difficile realtà quotidiana di Haiti, l’affascinante Moonlight Benjamin, si rifà alla tradizione Vudù: trasportata e ispirata dalla rappresentazione grafica (vévé) del suo spirito-guida, Damballah, tradizionalmente rappresentato come una biscia, Moonlight canta con un’emozione carica di sensualità e di richiami alla sua cultura. Dopo il grande successo provocato dalla sua apparizione al Festival “Printemps de Bourges” nel 2008, Moonlight si volge sempre più verso le proprie radici ottenendo ovunque un meritato successo. musicisti quali Gilles Apap, Thomas Demenga, Adrian Pinzaru, Dora Schwarzberg, Alessandro Milani, Massimo Macrì, Natalino Ricciardo.
- ore 18 e ore 21 Teatro Vittoria
Prosegue il Focus haiti con Sentire Haiti "I bardi nativi" con Beken, voce e chitarra con accompagnamento di percussioni e Moonlight Benjamin, voce con accompagnamento di chitarra e percussioni posto unico numerato € 5 IL CONCERTO
- ore 20 Teatro Carignano
L’Orchestra e Coro del Teatro Regio con Gianandrea Noseda, direttore in Leggenda di Alessandro Solbiati, Opera in un atto (un Prologo, quattro scene ed Epilogo). Nuova commissione del Teatro Regio posti numerati € 22, € 33
- ore 21 Conservatorio Giuseppe Verdi
Ultimo appuntamento con il Focus Haiti/Sentire Haiti "La Méringue" con Ti-Coca, voce e il Wanga-Neges Ensemble, accordéon, chitarra, percussioni e accompagnamento vocale. posto unico numerato € 15 IL CONCERTO Chiariamolo subito: quel méringue che leggiamo nel titolo non è un refuso tipografico, quello di Haiti non è il merengue cubano o dominicano che impazza nelle scuole di ballo italiane: Ti-Coca propone un repertorio di méringues lente su arie tradizionali del repertorio Vudù ed è l’erede di quei creoli che conducevano le contraddanze ad Haiti. Per capire il retroterra culturale di Ti-Coca, e poter gustare meglio le sue méringues, conviene seguire l’affascinante storia della danza ad Haiti, che inizia da lontano e che mescola inestricabilmente eredità africana, europea e tradizione Vudù. Ti-Coca riporta ad Haiti l’aroma della Danza cubana, emula del Fandango e dell’Habanera, ma nata anch’essa a Cuba dalle contraddanze europee scimmiottate dai creoli nei pomeriggi dei giorni di festa. Il suo personaggio ha un po’ dello chansonnier – come quei Brassens creoli locali i cui successi desueti tipo Haïti Chérie oppure Panama’m tombé hanno traversato i confini nazionali – e un po’ del commandeur della contraddanza. Come loro, egli canta e invoca Simbi, spirito dei mari, Erzulie, dea dell’amore, oppure Damballah, spirito-biscia, e lo fa in un modo rilassato, bruciando le consuete divisioni sacro/profano.
- ore 22 Jazz Club Torino
Il Jazz Club di MITO SettembreMusica presenta l’ultimo concerto del 2011: Emanuele Cisi, sassofoni, Riccardo Ruggiero, pianoforte, Mauro Battisti, contrabbasso, Alessandro Minetto, batteria. INGRESSO GRATUITO Il quartetto nasce nel 2011 ma tutti i componenti del gruppo hanno più volte collaborato tra loro in diverse formazioni nell’arco delle singole carriere artistiche. Cisi, Ruggieri, Battisti e Minetto si sono esibiti in concerti in importanti jazz club e festival nazionali e internazionali, come leader di propri gruppi o come membri di altre formazioni con artisti di levatura internazionale. Il concerto prevede l’esecuzione di brani originali e reinterpretazioni di standard del repertorio jazzistico.
Mercoledì 21 settembre 2011
- ore 17 Conservatorio Giuseppe Verdi
L’ensemble Atalanta Fugiens diretta da Vanni Moretto in Zappa’s Revenge. INGRESSO GRATUITO IL CONCERTO Correva l’anno 1983. Frank Zappa era al culmine della notorietà; molti, sia nel mondo della musica accademica, sia in quello del pop, lo ritenevano uno dei più grandi musicisti viventi. Un giorno, mentre visitava la biblioteca della University of California di Berkeley, ebbe l’idea di cercare se stesso sul New Grove Dictionary. Trovò poche righe sotto “Francesco Zappa”, ma, con un certo disappunto, dovette subito accorgersi che la voce non parlava di lui, ma di un compositore milanese della metà del Settecento. Dopo la delusione iniziale Frank decise di documentarsi meglio sull’omonimo musicista. Cominciò a raccogliere materiale e, forse senza volerlo, divenne uno dei pionieri della ricerca sulla musica milanese del Settecento. Ebbe un vero e proprio moto di identificazione con l’antico collega e nel giro di un anno pubblicò un album, dal titolo Francesco Zappa, che conteneva alcune delle sue opere trascritte per Syntklavier. Se l’lp, da un punto di vista artistico, non rappresenta certo il momento più alto della produzione di Frank, da un punto di vista storico rappresenta sicuramente un “unicum”; una prima esecuzione moderna di opere del Settecento veniva proposta per la prima volta in chiave pop. Quando venni a conoscenza di questa storia mi sorse subito l’idea di “ricambiare” il favore facendomi interprete di un’ipotetica volontà del Francesco milanese: «...e se provassi a costringere alcuni famosi temi di Frank in una struttura prettamente classica come la forma-sonata?» (Vanni Moretto)
- ore 18 Teatro Vittoria
I Crazy4Sax (Sonia Soffietto, sassofono soprano, Elias Di Stefano, sassofono contralto, Enzo Ceccantini, sassofono tenore e Riccardo Berutti, sassofono baritono) esegue musiche di Johann Sebastian Bach, Jean-Baptiste Singelée, Gabriel Pierné, Jérôme Naulais, Pedro Iturralde, Heiner Wiberny posto unico numerato € 5 Concerto trasmesso in live streaming Il Crazy4Sax è un quartetto di sassofoni nato nel 2007. I musicisti che lo compongono sono stati allievi della classe di sassofono di Pietro Marchetti al Conservatorio di Torino. Nonostante la giovane età dei componenti, il quartetto si è esibito in importanti eventi e manifestazioni. Nel 2008 e nel 2009 il quartetto ha preso parte alle prime due edizioni della manifestazione-concorso “I cuori musicali di Balangero”, vincendo il primo premio della giuria popolare prima e quello della giuria tecnica poi. Al 2010 risale invece la partecipazione alla registrazione del dvd “Omaggio alla Santa Sindone” realizzato dal Conservatorio di Torino e donato al Pontefice durante la sua visita a Torino. Da alcuni anni il quartetto si è avvicinato al mondo del teatro, collaborando con gli studenti dell’Accademia d’Arte drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, con la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino e con la compagnia teatrale I Retroscena. Di particolare rilievo è stata la partecipazione all’edizione 2010 di “MITO per la città”, con più di 30 concerti in diversi luoghi di Torino.
- Moncalieri ore 21 Limone Fonderie Teatrali
Nell’ambito di Torinodanza Octopus, Messa in scena e coreografia di Philippe Decouflé. Prima italiana. BIGLIETTI ESAURITI Nato nel 1925, Pierre Boulez ha studiato matematica e dal 1942, al Conservatorio di Parigi, ha completato gli studi musicali di armonia, analisi e composizione con Messiaen, Vaurabourg e Leibowitz. Subito si è affermato come compositore, con lavori come Visage nuptial (1946) e le prime Sonate per pianoforte. Fondamentali, tra le opere degli anni seguenti, Structures I per due pianoforti (1951-1952), Le marteau sans maître (1954), e Pli selon Pli (1957-1962). In seguito si è dedicato sempre più intensamente alla direzione d’orchestra: nel 1967 è stato nominato primo direttore ospite della Cleveland Orchestra; in seguito ha ricevuto gli incarichi di direttore principale della BBC Symphony e direttore musicale della New York Philharmonic, succedendo nel 1971 a Leonard Bernstein. Nel 1976 a Bayreuth ha diretto il Ring per il centenario della prima rappresentazione. In questo periodo sono anche nate composizioni come Eclat/Multiples (1964-1970) e Rituel in memoriam Maderna (1975). Nel 1977, su invito di Georges Pompidou, Boulez ha preso la direzione dell’IRCAM di Parigi dove, prima di lasciare l’incarico nel 1991 mantenendo il titolo di direttore onorario, ha composto ed eseguito Réponse (1981-1986), Dialogue de l’ombre double (1985) ed ...explosante-fixe... (1991-1993). I suoi 70, 75 e 80 anni sono stati celebrati con cicli di concerti di musica del Novecento con la London Symphony Orchestra, con nuove produzioni di Moses und Aron di Schönberg con Peter Stein e del Castello del duca Barbablù di Bartók con Pina Bausch, oltre al ritorno a Bayreuth nel 2003 e 2005 in Parsifal con la regia di Christoph Schlingensief. Nel 2007 ha rinnovato la collaborazione con Patrice Chéreau per Da una casa di morti di Janácˇek a Vienna, Amsterdam e Aix-en-Provence. Nel 2009 ha diretto con Daniel Baremboim il ciclo completo delle Sinfonie di Mahler alla Carnegie Hall; nel frattempo la sua attività di compositore è continuata con Incises, sur Incises, Anthèmes 2, Notation VII, Dérive 2, è diventato “Conductor emeritus” della Chicago Symphony Orchestra e ha ottenuto la “Composer’s Chair” alla Carnegie Hall. È compositore in residenza alla Mozartwoche di Salisburgo e gli sono stati conferiti numerosi premi (fra i quali Ernst von Siemens Music Prize, Premio Imperiale del Giappone, Premio Wolf in Israele, Grawemeyer Award negli Stati Uniti) e lauree honoris causa.
- ore 21 Auditorium Giovanni Agnelli Lingotto
L’Ensemble intercontemporain con Pierre Boulez, direttore e Barbara Hannigan, soprano esegue di Pierre Boulez Pli selon pli (Portrait de Mallarmé), per soprano e orchestra. In collaborazione con Prix Italia 2011 posto unico numerato € 20 Il soprano canadese Barbara Hannigan si è diplomata all’Università di Toronto dove ha studiato con Mary Morrison, perfezionandosi poi ai Banff Centre for the Arts, Steans Institute for Young Artists di Ravinia, Centre d’Arts Orford e al Conservatorio dell’Aia, nella classe di Meinard Kraak. Barbara Hannigan ha cantato nei ruoli di Lucia nel Ratto di Lucrezia di Britten, Despina in Così fan tutte di Mozart, Amore in Orfeo ed Euridice di Gluck, Anne Truelove in La carriera di un libertino di Stravinsky, Larinda in Larinda e Vanesio di Hasse, le parti principali in Piccola volpe astuta di Janácˇek, La Fantesca e La Contadina di Hasse, Bastienne in Bastien und Bastienne di Mozart, Arethuse in Acteon di Charpentier, Armida in Rinaldo e Dalinda in Ariodante di Händel. Ha partecipato alle prime mondiali delle opere Writing to Vermeer di Louis Andriessen (nella parte di Saskia) con la Netherlands Opera, Wet Snow di Jan van de Putte (come Liza) con la Nationale Reisopera olandese, One di Michel van der Aa per soprano, video ed elettronica e Passion di Pascal Dusapin. Ha collaborato con prestigiose orchestre, tra cui Berliner Philharmoniker, Cleveland Orchestra, Oslo Philharmonic, Orchestre National de France, Toronto Symphony, Opéra di Parigi, Helsinki Philharmonic, Bamberger Symphoniker, le Orchestre Sinfoniche delle Radio di Francoforte e della Finlandia, Ensemble Modern, Combattimento Consort Amsterdam, SWR Rundfunk Orchester, London Sinfonietta, Musikfabrik, Asko e Schönberg Ensemble, Frankfurt Barockorchester. Il suo repertorio spazia Inoltre giovedì 22 .IX alle ore ore 21:00 replica de Il Tempo scolpito e alle ore 22:15 Blind Cave Salamander (concerto) Paul Beauchamp elettronica, sega musicale, voce Fabrizio Modonese Palumbo chitarra, viola elettrica, voce Julia Kent violoncello Fabiana Antonioli visuals da Händel, Bach e Mozart a Knussen, Dutilleux e Ligeti. Ha cantato sotto la direzione di famosi direttori come Reinbert de Leeuw, Esa Pekka Salonen, Simon Rattle, Kurt Masur, Jukka-Pekka Saraste, Ingo Metzmacher, Peter Oundjian, Oliver Knussen, Jonathan Nott, Peter Rundel, Michael Gielen e Peter Eötvös. La Hannigan ha inoltre lavorato con alcuni dei più importanti compositori, tra cui György Ligeti, Louis Andriessen, Karlheinz Stockhausen, Oliver Knussen e Henri Dutilleux.
- ore 22 Teatro Astra
Il tempo scolpito di Giordano V. Amato. Prima assoluta. con Eliana Amato Cantone, voce; Fabiana Antonioli, voce e Paul Beauchamp, elettronica. Lo spettacolo è preceduto da Gocce sonore/riverberi dal mondo. Inkmusic (Giulio Berutto, elettronica, strumenti etnici e Stefano Giorgi, pittura) posto unico numerato € 10 Lo spettacolo è parte della XVIIIª edizione del Festival Internazionale “Il Sacro attraverso l’ordinario” posto unico numerato € 10 IL CONCERTO Il tempo scolpito è un omaggio alla poetica russa, dalla carnalità dostoevskijana alla mistica visionaria di Tarkovskij, nella forma di un’architettura sonora al confine tra suono, voce e immagine. Il tempo scolpito ricerca, attraverso un impiego minimale di questi elementi, l’accordo perfetto tra parola, suono e immagine in un “bianco e nero” scevro da artificiosità, idealmente indirizzato verso l’origine del suono e del silenzio.
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